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ICT ATED
04.12.20 - 08:590
Aggiornamento : 09:50

Sfidare la pandemia con l’e-Shop

Il commercio decolla sulla rete.

Alcuni negozianti tradizionali ticinesi come Alberto di MEA MILANO raccolgono la sfida

Si chiama eCommerce e parliamo di un fenomeno di consumo che sta vivendo una stagione molto florida anche in Ticino. Non può sfuggire che le persone con maggiore confidenza digitale, dopo l’esperienza del lockdown, dichiarano di ricorrere maggiormente agli acquisti online anche nel settore moda, spesso a scapito dei negozi tradizionali. Un’indagine condotta nella vicina Italia da Nextplora per Netcomm ha rilevato che sono aumentati coloro che si informano e acquistano online, passando dal 18% al 24% negli utenti poco digitali, e dal 28% al 38% negli utenti digitalmente evoluti. Gli altri consumatori dimostrano, invece, una tendenza al ritorno al negozio e agli spazi fisici, dai quali però si attendono nuove esperienze e nuovi servizi come quelli sperimentati online.

In ragione di queste tendenze in atto e per voler raggiungere i propri clienti su diversi canali, fisico e online, ci sono negozianti “tradizionali” che stanno approdando sulla rete. È il caso di Alberto, fondatore del marchio MEAMilano, che forte di due punti vendita a Lugano e a Bellinzona e di una lunga esperienza nel commercio fisico, ha deciso di sbarcare (https://mea-milano.com). Un esempio virtuoso di #storievisionarie.

Da cosa nasce l’idea di aprire un negozio online e quanto la pandemia ne è stata responsabile e motore?

L’approccio verso l’e-commerce nasce da lontano e dalla partnership con il precedente brand (McKenzy), quindi già da tempo ci siamo resi conto dell’importanza di questa evoluzione e dalla particolarità del nostro contesto Svizzero. La pandemia è stata l’opportunità di riprendere il progetto come MEA e dargi forma. Oggi una parte importante della popolazione si trova in difficoltà, l’e-commerce è un’opportunità per acquistare in sicurezza i prodotti ai quali sono affezionati quelli del negozio di fiducia dove lavora la venditrice gentile e simpatica. La novità oggi è questa: molte realtà medio/piccole locali si stanno muovendo con un’offerta che prima era riservata solo ai grandi gruppi.

Quali sono le variabili più complicate dal tuo punto di vista nell’avviare sulla rete la vendita? Dalla logistica, ai pagamenti, passando per le foto dei prodotti, come sei riuscito a diventare esperto di tutte queste aree così lontane dal tuo mestiere di negoziante?

Prima di tutto è necessario avere chiaro l’obiettivo. Un sito puo’ essere un veicolo pubblicitario, puo’ essere uno strumento di comunicazione o come nel nostro caso un vero e proprio negozio; come tale va gestito ha bisogno di un magazzino dedicato e finanziato, della logistica e soprattutto di una vetrina quindi immagini da esporre. Tutto questo comporta nuove competenze che, per chi ha sempre fatto commercio tradizionale, non è detto siano talenti acquisiti o facili da apprendere.
Io mi sono affidato a professionisti seri per la costruzione del sito “l’involucro” all’interno del quale poter mettere i contenuti. Quello dell’e-commerce è un mondo con logiche e processi che non vanno sottovalutati. Per questo ho preferito non gettarmi in un avventuroso e piu facile fai-da-te.
Ho un’innata cura per il dettaglio che mi porta a valutare, se posso, tutti gli aspetti, ma in questi casi si tratta anche di tutelare il rapporto di fiducia con le nostre clienti e so che devo poter garantire sistemi di pagamento protetti e sicuri; così come un magazzino sempre aggiornato e foto che siano veritiere.

In questo percorso verso la digitalizzazione a quali casi di successo ti sei ispirato? E quali obiettivi di business e fatturato ti sei dato?

Gli esempi di successo sono molti ormai ogni brand importante ha il suo e-shop digitale e quindi mi sono ispirato a diversi modelli. MEA opera nel settore moda abbigliamento uomo e donna in particolare siamo specialisti nella maglieria, camiceria, pantaloni e accessori. Volevo un sito chiaro e facile da visitare ho cercato di pormi con l’ottica dell’acquirente. Credo che la vendita online abbia bisogno di un po’ di tempo per crescere e quindi non mi sono posto budget di vendita ambiziosi nel breve termine. In oltre gli obiettivi sono strettamente legati alla comunicazione che si riesce a fare del sito stesso, comunicazione che anch’essa è un ambito molto ampio.

Quali reazioni stanno avendo le vostre clienti all’idea di poter trovare una selezione di capi e vestiti anche online? Ovvero, come si riesce a far percepire la qualità senza toccare i capi?

Questa è proprio una sfida nella sfida, riuscire a far percepire la nostra qualità, la bellezza delle finiture, la giustezza delle vestibilità, la morbidezza dei flati e dei tessuti, il calore di una sciarpa dalle stampe colorate, attraverso le foto. Questo in fondo è l’obiettivo piu’ importante che mi sono posto.

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