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23.11.20 - 09:120

Cyber Security: un approccio multidimensionale

Il mese di novembre 2020 ha visto due importanti realtà prese duramente di mira a causa di attacchi informatici.

LUGANO - Il 3 novembre, l’azienda statunitense Mattel, una delle più grandi case produttrici di giocattoli del mondo e autrice della famosissima bambola “Barbie”, ha rivelato all’interno del Report 2020 Q3 della U.S. Securities Exchange Commission (SEC) di essere stata vittima a luglio di un attacco ransomware, eseguito con successo su una porzione dei loro sistemi e che avrebbe causato impatti significativi ad alcune funzioni di business. Grazie all’intervento immediato dopo la scoperta dell’attacco e alla tempestiva applicazione di piani di disaster recovery, Mattel è riuscita a ripristinare le proprie attività contenendo i danni. Inoltre, una successiva indagine forense ha evidenziato come non siano stati trafugati dati relativi a segreti industriali, clienti, fornitori, consumatori oppure dipendenti.

È andata purtroppo peggio all’italiana Campari, celebre azienda attiva nella produzione di bevande alcoliche. Infatti, il giorno 5 novembre, è stato reso pubblico come l’azienda abbia subito verso fine ottobre un’importante aggressione informatica ai loro sistemi, culminata domenica 1 novembre con l’installazione del ransomware Ragnar Locker all’interno di molteplici server e dispositivi aziendali.


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Come Mattel, anche Campari ha immediatamente avviato un’operazione di ripristino dei propri sistemi a partire dai backup effettuati, rifiutandosi di effettuare il pagamento del riscatto fissato dal gruppo di hacker a 15 milioni di dollari. Tuttavia, in tal caso, i criminali informatici sono riusciti a effettuare l’esfiltrazione di 2 TeraByte di documenti e dati confidenziali, minacciando la loro divulgazione qualora il riscatto non venisse pagato entro i termini stabiliti. A evidenza di ciò, il gruppo di criminali ha divulgato su un portale nel dark web la copia del contratto siglato da Campari con l’attore Matthew McConaughey per sponsorizzare la marca di bourbon Wild Turkey.


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Tali attacchi confermano un trend, diffusosi in particolare a partire dall’entrata in vigore del GDPR europeo, seguito dalle altre normative privacy mondiali (tra cui la nuova Legge Federale sulla protezione dei dati svizzera, LPD).

I criminali informatici, infatti, non si limitano più a effettuare la cifratura dei dati aziendali, come successo ampiamente negli anni 2010 e testimoniato dai numerosi attacchi ransomware avvenuti in tale periodo (un esempio tra tutti, WannaCry). In aggiunta, sfruttano la presenza all’interno della rete aziendale, ottenuta attraverso varie modalità (un precedente attacco di phishing, sfruttando vulnerabilità informatiche dei sistemi, ecc.), per esfiltrare quanti più dati possibile dall’azienda allo scopo di ricattarla, minacciandone la loro diffusione qualora il pagamento non venisse corrisposto. Se infatti dai danni di un attacco ransomware un’azienda potrebbe potenzialmente riprendersi solo sulla base dei backup dei loro sistemi, lo stesso non si può dire in caso di divulgazione d'informazioni riservate o personali, a causa della conseguente rivelazione di segreti industriali o strategie di business ai competitor, azioni legali da parte delle autorità nazionali in materia di protezione dei dati e, ultimo ma non meno importante, il danno d’immagine.

Per far fronte a ciò, è indispensabile attuare una doppia strategia:

  • Un approccio serio alla rilevazione tempestiva degli attacchi, attraverso specifiche soluzioni tecnologiche, e alla predisposizione di piani e soluzioni di business continuity, in modo da poter continuare a erogare prodotti o servizi anche in caso di emergenza.
  • Una gestione rigorosa della sicurezza informatica in azienda, allo scopo di evitare proattivamente l’insorgere d'incidenti. Troppo spesso, infatti, si osservano all’interno delle imprese errori quali utilizzo di sistemi operativi obsoleti o applicazioni non aggiornate, password di default oppure riutilizzate su più sistemi, o ancora mancanza di un’adeguata formazione del personale al rischio informatico e al riconoscimento di attacchi di phishing. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, la stragrande maggioranza degli attacchi informatici da parte dei criminali non è dovuta a esotici exploit di vulnerabilità non note, ma proprio a queste semplici mancanze che, se risolte, ridurrebbero drasticamente il rischio per un’impresa.

Solo grazie a un approccio multidimensionale alla Cyber Security, attraverso la governance e compliance da un lato e la sicurezza delle infrastrutture, applicazioni e risorse umane dall’altro, un’azienda può gestire efficacemente il problema del rischio informatico e affrontare con sicurezza e serenità il proprio futuro.

Di Andrea Palanca, Senior Cyber Security Advisor Security

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