Ated
Cristina Giotto
CANTONE
20.02.20 - 06:010

Inventarsi (o reinventarsi) grazie alle nuove tecnologie

Hitech, femminile (e non solo) all'incontro luganese “Donne che ispirano le donne”, ne parliamo con la direttrice di ated Cristina Giotto

LUGANO - Una giornata dedicata alle donne nel mondo dell’innovazione, ma non solo, quella organizzata da women4digital di ated-Icz Ticino ​in collaborazione con Wikimedia, l’enciclopedia online del sapere svizzero, il prossimo 7 maggio alla Sala Metamorphosis di Lugano. 

“Donne che ispirano le donne” ha certamente un focus femminile ma «è aperta a 360 gradi», come ci conferma la direttrice di ated Cristina Giotto, «si tratta di un evento che è rivolto alle donne, ma si tratta di argomenti e di un contesto, quello digitale, che è di ampio interesse».


Nel 2020 il settore hi-tech è ancora ostico per ragazze e donne?

Direi non più, soprattutto fra i giovani. Oggi come oggi le sfide e le opportunità sono praticamente le stesse tanto per le ragazze quanto per i ragazzi. 

L’idea alla base di questa giornata, oltre a ispirare e fornire modelli, è quella di promuovere la contaminazione dei saperi e dei nuovi mestieri attraverso una serie di testimonianze di professioniste che lavorano nei settori più vari.

Quindi non per forza una giornata dedicata solo ai giovani...

Ci rivolgiamo non solo alle studentesse ma anche a tutte quelle donne che, magari dopo la maternità, vogliono provare a rimettersi in gioco grazie alle nuove tecnologie, reinventandosi e lanciandosi in una nuova carriera. 

Un esempio?

La storia di una delle nostre ospiti, Cristina Nolli Nivini, di formazione economista, reinventatasi come traduttrice durante la maternità e poi come blogger. Il suo percorso, e la scelta di utilizzare la tecnologia per costruirsi una nuova strada, è decisamente emblematico.

Anche nel piccolo Ticino ci sono opportunità legate alle nuove tecnologie?

Il web è aperto e globale, così come le opportunità ad esso legate quindi non direi che da questo punto di vista il nostro territorio ci limiti. Vero è che se si parla di Ticino e nuove tecnologie è indubbio che siamo parecchio indietro. 

È un problema in parte legato alla formazione: tutto si muove a grande velocità e spesso la scuola non riesce stare al passo. I ragazzi spesso e volentieri si arrangiano da sé, imparando da soli quello che reputano importante. Per le istituzioni una soluzione coraggiosa potrebbe essere quella di aprirsi e cercare un dialogo costruttivo con realtà esterne, come può essere ated.

Che contributo possono dare i giovani?

I giovani al giorno d’oggi sono più interessati a un ambiente di lavoro stimolante piuttosto che alla paga. Hanno già un know-how e che nel contesto aziendale può fare la differenza. In questo senso una sfida importante, e anche una grande opportunità di crescita per il nostro cantone, è quella del loro inserimento all’interno della realtà lavorativa ticinese e la loro interazione/integrazione con chi già sul territorio ci lavora.

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