CANTONE
14.10.19 - 07:000

«I dati sono la moneta del nuovo millennio»

Non solo file da mettere sotto chiave, ma informazioni preziose da sfruttare a fini di business. «Un bene inestimabile» di cui si ha ancora poca consapevolezza: Nicola Moresi ci spiega come trattarli

MELANO - Pensiamo ai vecchi album di fotografie, quelli con le pagine di cartoncino spesso e la velina sopra. Poveri papà, povere mamme e nonne, che per ricordo di se stessi devono farsi bastare pochi scatti; e sulla carta che ingiallisce, oltretutto.

Pensiamo ora ai telefonini, gli hardware esterni o magari il Cloud. Spazi infiniti, o comunque giganteschi; stessa posa in più versioni, a riprendere l’attimo che si tramuta; qualità inattaccabile dal tempo che sbiadisce i colori e la memoria fuori dagli archivi digitali. «I nostri figli hanno migliaia di immagini. Eppure, se non verranno adeguatamente salvaguardate, di tutto ciò potrebbe un giorno non restare niente».

 Paradosso. Nicola Moresi porta spesso questo esempio a chi lo ascolta, negli incontri in cui prova a sensibilizzare la platea sull’importanza dei “data”. Elementi fondamentali in una società moderna e tecnologica, dove però ancora manca adeguata consapevolezza. Beninteso, non conoscenza tecnica: consapevolezza. Del valore e dei pericoli di ciò che viene dato a volte troppo per scontato. Ceo di moresi.com, lui dei dati ha fatto un business ma, assicura, c’è ancora molto da fare perché la gente comprenda il valore reale di ciò che maneggia ormai con agio, ogni giorno, e capisca che niente è ovvio: tanto meno la sicurezza di averlo per sempre, e sempre disponibile.

 Anche per questo Moresi ha cominciato a collaborare con ated – ICT Ticino, diventandone in seguito sponsor. «Per costruire insieme un percorso di alfabetizzazione informatica». E non per mere ragioni egoistiche; non per affari. «Se non si capisce fino a che punto i dati sono determinanti, si corrono rischi grossi. Si può arrivare anche a perdere l’identità personale».

Nel suo data-center a Melano, un bunker di 800 metri quadrati sorvegliato costantemente, stocca ogni tipo di informazioni dei clienti. Aziende per lo più, che affidano a Moresi dati produttivi, archivi digitali, sistemi di produzione, gestione di impianti. «Ma lo stoccaggio è solo uno dei nostri tre pillar. Ci occupiamo anche di come generare dati e condividerli in modo sicuro. E poi c’è la parte analitica. Se il dato rimane lì, fermo, fine a se stesso, è sterile. Se viene elaborato, può essere utile per prendere decisioni di business. Il dato è più di quanto possa sembrare. È un bene inestimabile. È la moneta del nuovo millennio».

Da ciò che era agli albori, si è evoluto; e con esso, inevitabilmente, anche lo slogan che racchiude il senso di un’impresa dove i dati sono al centro. Fino a pochissimo tempo fa Moresi.com era “La banca svizzera dei dati”; un po’ perché i primi clienti, nel 1998, si collocavano in ambito finanziario, un po’ per sottolineare il concetto di sicurezza implicito nel termine banca. «All’inizio si trattava prevalentemente di consulenza informatica». Poi sono arrivati i data center, sempre più grandi, una nuova sede, 25 dipendenti e clienti di ogni tipologia. «Industrie, settore pubblico, associazioni. Il dato oggi è trasversale. Interessa anche l’arte, la blockchain». Così lo slogan è diventato “It’s all about data”.

All: tutto. Al punto che «non so cosa sia peggio: che venga rubato o che sia perso». Per limitare il pericolo, Moresi.com custodisce i dati anche in altre sedi, così che nel peggiore dei casi possano essere comunque accessibili. Ma non c’è certezza assoluta. «Se c’è qualcosa che temo? Una crisi energetica. Oggi tutto dipende dai dati, senza di essi il mondo si ferma». Quanto ai robot, l’intelligenza artificiale, nessuna paura. «L’essere umano, i suoi sentimenti, resteranno ineguagliabili. Almeno ancora a lungo». 

Maggior informazioni dal sito: www.moresi.com

Segui le attività di ated – ICT Ticino attraverso la pagina: www.ated.ch

 

 

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