LUGANO
25.06.19 - 06:000

Al Visionary Day sono protagonisti i Centennials

Mercoledì 18 settembre dalle 08:00 alle 22:00 presso il Palazzo dei Congressi

Generazione Z, Centennials, iGen, Post-Millennials o Plurals; questi e altri sono i modi con cui vengono classificate le persone nate tra la fine degli anni `90 e la prima decade del nuovo millennio.

Indipendentemente dell’etichetta che vogliamo attribuirgli, anche questa generazione è legata alla precedente in una logica di causa-effetto, presupposti e conseguenze, contaminazione e ribellione, differenti Visioni del mondo e del futuro.

I primi sono stati i baby boomers, nati nel secondo dopoguerra, figli del conflitto mondiale.

Il lascito della generazione precedente? Un mondo devastato dai conflitti Il loro principale obiettivo? Il benessere, stare meglio e fare meglio di chi li aveva preceduti.

In 30 anni hanno combattuto per i diritti civili, per la rivoluzione sessuale, hanno manifestato in piazza contro le guerre, hanno organizzato i più epici concerti della storia del rock, si sono battuti per il capitalismo e il consumismo, hanno abbattuto muri che loro stessi avevano creato.

Due illustri Baby Boomers hanno creato le fondamenta tecnologiche del mondo in cui viviamo: Steve Jobs e Bill Gates.

È giunto poi il tempo dei ribelli, i nati a cavallo fra la fine degli anni 60 e gli anni 80, definiti da Doug Coupland come il titolo del suo famoso romanzo: Generazione X.

Dai Boomers sono stati chiamati fannulloni, generazione con pochi valori, poco propensi al sacrificio e ai grandi ideali ma è in questi anni che nascono i cervelli che hanno dato il via all’era di internet, della Rete, che hanno reso facile il comercio on-line e che forse in futuro ci offriranno viaggi vacanza sulla Luna: Elon Musk, Larry Page, Jeff Bezos.

Di anno in anno arriviamo alla fine degli anni ’90 e ai cosiddetti Millennials, la prima generazione che ha subito e che sta subendo gli effetti di quella che il sociologo Zygmunt Bauman ha chiamato "società liquida”.

Precarietà, mancanza di rapporti stabili, cambiamenti repentini nella vita professionale e privata, poche certezze e sicurezze che si riflettono anche nei prodotti poco tangibili dei più famosi Millennials: Mark Zuckerberg (Facebook), Kevin Systrom e Mike Krieger (Instagram), Jack Patrick Dorsey (Twitter).

In questo passaggio fra generazioni è possibile ritrovare uno schema logico di causa-effetto.

I grandi valori e forse l’estrema rigidità dei Baby Boomers hanno causato il rifiuto, la ribellione e il “think different” dei Millennials.

La propensione a pensare fuori dagli schemi di Jobs e Gates ha permesso di racchiudere in un telefonino la potenza di centinaia di ingombranti calcolatori.

Con tali presupposti è stato facile per Mister Facebook raggiungere miliardi di persone e a Bezos di creare il più grande mercato virtuale del mondo occidentale.

Se i Baby boomers non avessero scatenato il “think different” dei Millennials oggi non parleremo della moneta virtuale di Zuckerberg e dei droni volanti di Amazon.

Ora è giunto il momento dei Centennials.

Che cosa ha prodotto la generazione dei Millennials? Quale sarà l’effetto di tutto ciò sulla Generazione Y?

Molte persone sono convinte che i Centennials subiscano la realtà creata dalle generazioni precedenti: vivono un rapporto simbiotico con il loro telefonino, non sono più in grado di apprezzare una camminata all’area aperta o una partita a pallone con gli amici, sprecano il loro tempo inseguendo lo youtuber o influencer di turno, non sanno concentrarsi, impegnarsi e in futuro non sapranno assumersi delle responsabilità.

Ma forse ci sbagliamo, forse ci facciamo guidare troppo dai nostri preconcetti e pregiudizi, forse non ci siamo mai soffermati abbastanza per chiederci chi sono questi giovani, come vedono il mondo e che cosa pensano dei lasciti delle generazioni passate.

Il 18 Settembre può essere un’occasione di confronto fra Generazioni.

A partire dalle 20.00, infatti, coloro che parteciperanno alla Visionary Teen avranno la possibilità di ascoltare dalla voce dei Centennials la loro considerazione del mondo, degli adulti che lo governano e soprattutto la loro Visione del futuro.

Sarà un’opportunità per ascoltare i talenti della Generazione Y e magari trovare, fra loro, il talento che plasmerà il futuro.

Maggiori informazioni: https://www.visionaryswiss.ch/

Puoi seguire l’evento anche attraverso la Facebook dedicata al progetto

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