LUGANO
31.05.19 - 08:570

Tecnologia e futuro: un treno in corsa che non si può fermare

Un’occasione per “incontrare il futuro” in Ticino ci viene offerta dalla giornata “Visionary Day del prossimo 18 settembre al Palazzo dei Congressi di Lugano

LUGANO - All’incirca 5 anni fa, quando le tematiche della trasformazione digitale e della quarta rivoluzione industriale entravano a far parte/iniziavano a prendere parte al.. del dibattito pubblico, le problematiche più trattate nelle conferenze e dai media (social e no) erano le seguenti: quali saranno i lavori che scompariranno, quanta disoccupazione causerà la massiccia innovazione e come farà l’essere umano a mantenere la sua dignità senza un lavoro? Tuttavia nessuno riuscì a fermare il progresso: l’innovazione correva e corre veloce.

Ora, a qualche anno di distanza, ci siamo accorti che stanno nascendo lavori prima impensabili, sappiamo che l’essere umano avrà sempre e comunque un ruolo di rilievo nel futuro e siamo consapevoli che vedere i nostri figli impegnati nell’ ideazione di programmi e nell’innovazione è molto più soddisfacente che vederli svolgere mansioni a basso valore nonché fisicamente estenuanti.

Negli ultimi dieci anni sono nate un numero importante di nuove professioni: lo sviluppatore di app, il social media manager, l’autista Uber, l’ingegnere delle auto a guida automatica, lo specialista di cloud computing, l’analista di big data, il sustainability manager, il programmatore di blockchain, il data miner, il designer di mondi virtuali.

Solo quattro anni fa in pochi avrebbero pensato che lo youtuber, l’influencer o il social stylist sarebbero diventate delle professioni da cui ricavare qualche centinaia di migliaia di franchi.

Nei prossimi dieci anni verranno create professioni su misura per soddisfare i bisogni di una popolazione sempre più sana e longeva che viaggerà, studierà, ma che avrà bisogno di consulenti per il benessere psico-fisico, per pianificare il tempo libero e per imparare ad utilizzare strumenti digitali a loro sconosciuti. Un esempio significativo su come dal nulla si originano posti di lavoro e professioni: Facebook.

Nel 2006 pochi sapevano cosa fosse, oggi, a distanza di dieci anni, è una piattaforma vitale per il commercio che genera professioni legate al marketing e ai contenuti digitali, crea relazioni, scambi economici, cultura, intrattenimento e molto altro ancora. Il progresso avanza e l’innovazione non si arresta.

Tornare indietro, arrestare le innovazioni, contenere il progresso non è possibile e neppure lo è stato in passato quando l’evoluzione procedeva lenta. Nel 1700, al culmine della prima rivoluzione industriale, il “nemico” della classe operaia era ben visibile e attaccabile: un telaio meccanico.

Il suo sviluppo era meno rapido, i luddisti potevano occupare le industrie e distruggere l’innovazione a colpi di bastone e difendere il loro diritto di lavorare, di faticare, di ammalarsi e morire in fabbrica. Il risultato comunque è stato nettamente a favore del progresso.

Oggi il nostro nemico è più infido, invece di apparire minaccioso si è fatto nostro alleato, ci accompagna tutti i giorni e non ne possiamo più fare a meno; lo portiamo in tasca (qualcuno sottopelle), ci aiuta a fare meno fatica, a renderci la vita più semplice e a tenerci in contatto con amici e familiari.

Solo qualche temerario tornerebbe alle mappe di carta per orientarsi in un paese sconosciuto, userebbe una macchina reflex per farsi un autoritratto fotografico, un “selfie’ oppure un walkman per ascoltare musicassette.

Poche persone rinuncerebbero ad addormentarsi la notte senza prima aver trascorso qualche minuto a “scrollare” le notizie sui social o a rispondere agli ultimi messaggi degli amici.

Sicuramente nessuno rinuncerebbe alle mail per tornare a spedire lettere francobollate. Il progresso non si può fermare perché siamo noi stessi a non volerlo fermare.

Il destino dell’essere umano, nei secoli, è sempre stato quello di essere sostituito da strumenti più performanti, sia dal punto di vista delle prestazioni fisiche che intellettuali.

Abbiamo creato prima la ruota e l’abaco e poi i carri e le calcolatrici per fare compiti che non riuscivamo a fare in autonomia, abbiamo utilizzato il fuoco e l’energia elettrica perché potessimo decidere la temperatura e la luce migliore per riscaldare e illuminare i nostri ambienti.

Queste evoluzioni, prima tecnologiche poi sociali ed economiche, hanno permesso all’umanità di dedicarsi all’arte, alle scienze, alla letteratura; di pensare a costruire città, benessere e cultura; di viaggiare, imparare e conoscere.

E in futuro? Ci stancheremo e staccheremo la spina del progresso?

Nessuno lo può sapere ma se seguissimo la sottile linea che contraddistingue l’operato dell’homo sapiens negli ultimi 75.000 anni scopriremmo che ogni innovazione, invenzione o scoperta tecnologica ha sempre avuto un unico risultato: valorizzare appieno le potenzialità dell’essere umano.

Perché mai quindi dovremmo fermare il treno che corre?

Un’occasione per “incontrare il futuro” in Ticino ci viene offerta dalla giornata “Visionary Day del prossimo 18 settembre al Palazzo dei Congressi di Lugano; l’appuntamento con l’innovazione e le tecnologie del futuro da non perdere!

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