LUGANO
03.11.17 - 16:570
Aggiornamento : 20:04

Cos'è questa Darknet?

L’idea dominante del web oscuro utile solo a pedofili, mercati di droga e armi è parziale: sono sempre di più le persone che usano le reti anonime per navigare senza altri scopi se non la riservatezza

LUGANO - Farmaci, pistole e munizioni, killer al soldo del miglior offerente, milioni di dati di carte di credito, credenziali di accesso a siti privati, database con dati sensibili, hosting di posta elettronica, criminali informatici as a service con exploit di sicurezza in mano da consegnare a chiunque voglia installare ramsomware e incassare un po’ di Bitcon. Un vecchio detto afferma che tutto è in vendita se si guarda nel posto giusto, e nella rete non indicizzata, il deep web, nella sua parte più oscura e anonima, questa regola sembra rispettata: con la crescita delle crittovalute, i pagamenti anonimi chiudono il cerchio. E questo solo per dire di quel che è illecito, perché nella darknet c’è anche l’intollerabile, il disgustoso del mercato di video pedopornografici.

Insomma, ma cos’è mai questa darknet e perché esiste ancora, che aspettiamo a cancellarla da Internet? O sarebbe una pessima idea?

Darknet e deep web

Prima di tutto, una distinzione importante per evitare confusioni: darknet è la rete anonimizzata. Il deep web, invece, molto più grande, è la rete non indicizzata. Il deep web si riferisce a qualsiasi parte di Internet non rilevabile da un motore di ricerca, ma questo non significa che sia di per sé sospetta o pericolosa, anzi: moltissime parti del web visitate quotidianamente (ad esempio il banking online) sono di questo tipo. Lo stesso vale per le diverse pagine che compaiono nei servizi di webmail, come Gmail, o i database accademici e sanitari.

Bastano due proporzioni per capire come Internet oggi sia concentrico e con differenze sostanziali al suo interno: il web conosciuto, cioè navigabile tramite un motore di ricerca, è 500 volte più piccolo del deep web, ma il deep web è frequentato, tramite il software più utilizzato, The Onion router, noto come Tor, da due milioni di utenti, e fra questi, quelli che usano la navigazione anonima per visitare i siti della darknet sono il 5%. Insomma, darknet è il 5% del totale dei naviganti anonimi del deep web che è 500 volte più grande della rete ricercabile ma anche molto meno abitata.

Tor e l'uso duale della riservatezza

Il darknet è la rete, mentre per darkweb - da non confondere, appunto, col deep web - si intende il contenuto che viene reso disponibile, ovvero quegli strani mercati, bazar crittografici di merci illecite accessibili soltanto attraverso Tor, il software nato in ambiente di ricerca creato negli anni Novanta dai laboratori della Naval Research statunitense per proteggere le comunicazioni militari segrete, che oggi è lo strumento di maggior successo per ottenere quel livello di segretezza e neutralità rispetto alle tecniche di tracciamento amata e indispensabile dagli informatori, gli attivisti, i dissidenti politici, ma anche dai malintenzionati e gli affaristi senza scrupoli.

Ecco qui il più clamoroso e perfetto esempio del dual use della Rete, della sua natura duale: con un coltello puoi affettare un pomodoro ma anche uccidere una persona, con Tor, un sistema geniale che invia il traffico su una una rete di relè sicuri gestiti da volontari che anonimizzano le identità donando connettività, puoi viaggiare in tunnel sicuri per giornalisti, attivisti e whistleblower che vogliono parlare liberamente. Darknet è a beneficio di chiunque voglia dissociare il discorso dall'identità, ed è terreno inevitabile della versione più recente dell’eterna rincorsa tra guardie e ladri. Con molta gente onesta intorno che ha diritto ad usare lo stesso spazio. Un tema di sicuro interesse e che certamente affascina molto di noi.

Se ne parlerà durante il nostro evento in collaborazione con AIEA: Navigare nel DARKNET - tra cybercrime e tutela della riservatezza 

L’evento si terrà lunedì 6 novembre 2017 a Lugano, dalle ore 13.30. Iscrizioni dal nostro sito www.ated.ch.

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