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ENERGY CHALLENGE
21.09.18 - 15:470

Ridurre i rifiuti grazie alle coppette mestruali

Ogni mese un’ingente quantità di assorbenti e tamponi finisce nella spazzatura o nelle acque di scarico. Esiste tuttavia un’alternativa più ecologica, economica e salutare

 

Nel corso della propria vita, una donna necessita in media di ben 12 000 assorbenti e tamponi. In Svizzera una confezione da 32 tamponi senza applicatore costa fra i 3,50 e i 4,95 franchi, a cui si aggiungono assorbenti e salvaslip che, a seconda della marca, possono sfiorare persino i 5,20 franchi ogni 20 pezzi. Pertanto, durante gli anni fertili le donne svizzere spendono diverse migliaia di franchi per articoli di igiene da gettare dopo poche ore e che finiscono quindi nella spazzatura influendo negativamente sia sul portafoglio che sull’ambiente.

«Assorbenti e tamponi tradizionali rappresentano un problema dal momento che vengono prodotti, confezionati e acquistati ogni mese, per essere poi gettati dopo un unico utilizzo. Ciò comporta l’accumulo di quantità ingenti di spazzatura ovunque nel mondo, che non è sempre possibile smaltire e rivalorizzare a regola d’arte», illustra Franziska Barthe-Neuhaus. Franziska gestisce la piattaforma online svizzera Afriska.ch, che propone articoli igienici sostenibili.

Il bilancio energetico di prodotti igienici provenienti da paesi vicini è migliore

Quando gli assorbenti e i tamponi vengono gettati nel WC anziché nel rispettivo bidone, ostruiscono ad esempio le tubature. Le coppette mestruali, invece, sono un vero esempio di sostenibilità. «Si tratta infatti di prodotti che possono essere usati ogni mese fino a dieci anni. Per produrli non vengono impiegati né pesticidi, né candeggianti, tantomeno profumi o altre tossine», spiega Barthe-Neuhaus. I produttori che hanno a cuore l’ambiente, inoltre, introdurrebbero in commercio confezioni create esclusivamente con materiali riciclati e riciclabili nonché inchiostro per stampa di origine vegetale. «Dovrebbe essere evidente quanto il bilancio energetico ed ecologico di una coppetta mestruale prodotta in un paese limitrofo sia migliore rispetto alla sua importazione da luoghi lontani», prosegue Franziska. Dal punto di vista finanziario, i costi di acquisto vengono ammortizzati dopo circa sei mesi.

La mucosa vaginale non si secca

Oltre ai vantaggi ecologici e finanziari, secondo l’esperta un ulteriore punto a favore delle coppette mestruali durante il ciclo è la durata di utilizzo: «A seconda del modello, la coppetta può contenere lo stesso quantitativo di perdite dei tamponi o degli assorbenti, se non addirittura superarlo. Si può quindi utilizzare la coppetta dieci ore o anche dodici senza doverla svuotare.» Rispetto ai tamponi, inoltre, le coppette mestruali non seccano le pareti vaginali e risultano pertanto migliori per la mucosa vaginale. «Una coppetta mestruale di buona qualità è realizzata al 100% in silicone medico anallergico e assorbe il sangue mestruale senza incidere negativamente sulla flora vaginale naturalmente presente. La coppetta non contiene sostanze nocive e non lascia alcuna fibra all’interno del corpo.» Pertanto, le coppette mestruali non provocano secchezza vaginale, che può sfociare in prurito o arrossamenti, e riduce inoltre il pericolo di micosi.

Al mondo sono disponibili oltre 100 marche di coppette mestruali. A cosa occorre prestare attenzione al momento dell’acquisto? «Spesso offro consulenza alle donne in merito alla scelta del modello corretto e della taglia giusta. È fondamentale che la coppetta sia realizzata al 100% in silicone medico o eventualmente in elastomero termoplastico di eccellente qualità. Il prodotto non deve risultare né troppo morbido, né troppo rigido, così da consentirne una semplice applicazione e rimozione», spiega Barthe-Neuhaus. Si deve inoltre tenere in considerazione un elevato potere assorbente, in modo da beneficiare della coppetta a lungo anche in caso di flusso abbondante. Di norma in commercio sono disponibili due taglie: la più piccola è destinata a donne senza figli con flusso leggero o normale, mentre quella più grande a soggetti che hanno già avuto gravidanze o presentano sanguinamenti consistenti. «È inoltre sensato optare per un marchio prodotto in un paese vicino, che non debba esser trasportato da un capo all’altro del mondo».

A chi non desidera rinunciare ad assorbenti o tamponi, Barthe-Neuhaus consiglia i marchi biologici. «Esistono inoltre assorbenti e salvaslip in tessuto, biancheria assorbente e spugne mestruali, alternative sane ed ecologiche a tamponi e assorbenti tradizionali che possono essere riutilizzate.»

Ulteriori informazioni su prodotti igienici sostenibili sono disponibili su www.afriska.ch.

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