ENERGY CHALLENGE
25.06.18 - 14:500

La Svizzera è dipendente dall’energia straniera

Tre quarti dell’energia consumata in terra elvetica provengono dall’estero. Il fotovoltaico ha le carte in regola per limitare la dipendenza dalle importazioni di energia

 

Dalle risorse naturali si ricava energia sotto forma di petrolio greggio, gas naturale, idrogeno, uranio, radiazioni solari, vento o calore terrestre. Prima di raggiungere il consumatore finale, queste fonti di energia primaria devono essere convertite in energia secondaria come elettricità, carburante, olio combustibile o teleriscaldamento. Tali processi avvengono ad esempio in centrali nucleari, raffinerie o centrali di teleriscaldamento.

Stando ai dati dell’Ufficio federale di statistica, dal 1950 il consumo energetico in Svizzera è quintuplicato, aspetto in gran parte dovuto allo sviluppo economico e sociale: all’incremento del consumo energetico hanno infatti contribuito modifiche alla quantità e alle dimensioni delle soluzioni abitative, dei veicoli e dei relativi chilometri percorsi, nonché dell’entità della produzione industriale. Il progresso tecnologico reca con sé possibilità di utilizzo dell’energia innovative, ma anche una maggiore efficienza energetica: nonostante i consumi siano aumentati in totale dell’8% dal 1990 in poi, nello stesso lasso di tempo la popolazione residente ha registrato un incremento pari a circa un quarto. Il consumo pro-capite, pertanto, è diminuito del 14 percento.

Il gas naturale e l’elettricità hanno rivestito un’importanza sempre maggiore negli ultimi decenni

Negli anni ’50 e ’60 all’enorme aumento del fabbisogno energetico si è fatto fronte grazie ai prodotti derivanti dal petrolio, che piano piano hanno iniziato a minare il predominio indiscusso del carbone, sfociando poi in una dipendenza pressoché totale dal cosiddetto oro nero. Dipendenza che raggiunse il culmine agli inizi degli anni ’70, quando ben l’80% del fabbisogno energetico veniva coperto con prodotti derivanti dal petrolio. Da quel momento la percentuale di petrolio in Svizzera è iniziata a diminuire. Dal petrolio si estrae energia sotto forma di combustibili o carburanti. A seguito della recessione di combustibili a base di petrolio, oltre ai carburanti e specialmente ai gas naturali ha iniziato ad assumere un’importanza maggiore anche l’elettricità.

Secondo l’Ufficio federale di statistica, nel 2016 in Svizzera sono stati spesi 24 570 milioni di franchi in energia, corrispondenti a quasi il quattro percento del prodotto interno lordo. Nello specifico, i carburanti si piazzano al primo posto con il 34,2% dei consumi, seguiti dall’elettricità, ammontante al 24,5%, e dal gas, al 13,7%.

Solamente un quarto scarso dell’energia consumata in Svizzera viene prodotta nel nostro paese

Fatta eccezione per l’energia idroelettrica e la legna da ardere, la Svizzera è priva di fonti energetiche in senso classico di notevole importanza: pertanto, neppure un quarto (24,6%) dell’energia consumata nel nostro paese è di produzione svizzera. Al vertice delle importazioni troviamo il greggio e i prodotti derivanti dal petrolio: l’Ufficio federale di statistica afferma che nel 2016 sono state introdotte in terra elvetica 10 332 000 tonnellate di greggio e prodotti derivanti dal petrolio, mentre la cifra ammonta a 197 000 tonnellate per il carbone e a 3923 gigawattora di elettricità. La Svizzera si affida alle importazioni di corrente soprattutto nei mesi invernali.

Da dove proviene l’energia elettrica di cui usufruiamo con le prese? Il 56,9% della corrente consumata in Svizzera proviene da centrali idroelettriche, il 37,7% da fonti di energie non rinnovabili e circa il 6% deriva da nuove energie rinnovabili e combustibili fossili. Tuttavia, in considerazione del fatto che la corrente erogata dalle prese svizzere non deriva esclusivamente da produzione elvetica e che secondo l’Ufficio federale di statistica è riscontrabile «un vivace commercio con l’estero», il mix di produzione svizzero non corrisponde alla composizione media della corrente erogata, il cosiddetto mix elettrico svizzero. Al fine di rendere trasparente il mix elettrico di ogni fornitore, dal 2005 le aziende di fornitura energetica svizzere sono tenute per legge a indicare chiaramente l’origine e la composizione della corrente erogata. La dichiarazione ha effetto retroattivo e i dati si riferiscono all’anno civile precedente.

Le radiazioni solari in Svizzera sono sufficienti per investire nel fotovoltaico?

A oggi l’energia solare ammonta solamente al 2,25% della produzione elettrica in Svizzera, eppure potrebbe venir utilizzata con maggior vigore e contribuire a limitare la dipendenza del paese da energia proveniente dall’estero: l’irraggiamento solare sull’intera superficie della Svizzera (41 285 km quadrati) è 200 volte superiore rispetto al totale dell’energia consumata nel paese. Alcune località molto soleggiate come Sion (VS) o Samedan (GR) sono addirittura paragonabili alla Toscana o alla Provenza in termini di irraggiamento. Ad ogni modo, l’odierno sfruttamento dell’energia fotovoltaica non dipende tanto dalla rispettiva intensità di irraggiamento: infatti, tra gli Stati che sfruttano maggiormente l’energia solare in Europa non vi sono solo paesi meridionali come la Grecia e l’Italia, ma spiccano anche la Germania, il Belgio e la Repubblica Ceca. Il potenziale di produzione sui tetti e sulle facciate degli edifici svizzeri è elevato e potrebbe arrivare a coprire circa la metà del consumo totale del paese. Attualmente tale potenziale resta quasi completamente inutilizzato: nel 2016, infatti, sono stati installati impianti fotovoltaici solo sul 5% delle facciate e dei tetti adeguati.

Energy Challenge 2018 - Energy Challenge 2018 è una campagna nazionale di SvizzeraEnergia e dell'Ufficio federale dell'energia sui temi dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili. 20 minuti è partner media e approfondisce i temi principali con grafici, reportage e interviste. Trovate maggiori informazioni sull'app gratuita per Android e iOS.

Copyright ©2018 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report