PROVA SU STRADA
14.05.12 - 07:010

Jaguar XF 2.2 D: Quattro cilindri posson bastare...

...a patto che non si abbiano complessi d'inferiorità. Nonostante il motore "piccolo" la classe e lo stile restano, ma bisogna fare dei compromessi.

DUE IN MENO - Non c'è nulla che non va nell'avere un quattro cilindri, per di più a gasolio, nel vano motore di una vettura del segmento E: ce l'hanno BMW, Audi, Mercedes ed ora anche la Jaguar. Sono motori sicuramente piccoli e un po' inusuali, anche se gli ingegneri riescono a spremere da questi "duemila" potenze nell'ordine dei 180 cavalli. Addirittura centonovanta nel caso della Jaguar. Oltre ad uno start/stop fastidioso per l'eccessiva lentezza di funzionamento sottolineato da spiacevoli scossoni, gli svantaggi del non avere due cilindri in più nella XF si limitano ad un rumore più vicino a quello di un mezzo agricolo che non ad una berlina di lusso quando siete fermi al semaforo, ma in moto questo non disturba. Avendo appena 50 Newtonmetri di coppia in meno rispetto al nobile V6 la linearità d'erogazione nonché la quantità di spunto nelle riprese medio/lento non manca.

QUELLA PASSAT DEL RAPPRESENTANTE… - I primi "problemi" iniziano se, proprio come da nostra abitudine, vi ritrovate a percorrere un'autostrada come la Bundesautobahn 81 (A81), ovvero quella che collega la zona tedesca confinante con il Canton Sciaffusa a Stoccarda. Lì, dove i limiti di velocità non ci sono, può darsi che vi assestiate su una velocità di crociera attorno ai 200 km/h, ed ecco che nel vostro specchietto retrovisore potrebbe apparire una qualsiasi Passat Variant TDI da 170 cavalli del rappresentante di turno che, armato di freccia a sinistra e "colpetto" di abbaglianti, vi chiede cortesemente strada. Prima che possiate stupirvi o non credere ai vostri occhi, fareste bene a confrontare le rispettive schede tecniche poiché la meno potente della Jaguar ha esattamente le stesse prestazioni della più potente tra le Passat a gasolio. Quando il gioco si  fa "duro", insomma, la berlina di Coventry con la motorizzazione entry-level non si dimostra poi tanto "dura" da poter cominciare a giocare. Una notizia che non piacerà per niente a chi soffre di complessi d'inferiorità.

IL LUSSO E LA CLASSE DI SEMPRE - La questione è molto semplice. Con il restyling dello scorso autunno la XF è diventata in assoluto la berlina più bella della sua categoria. Si è tolta infatti qualsiasi tratto che potesse farla sembrare anonima guadagnando una personalità senza pari, specie nel frontale. Dinamica e raffinata come nessun'altra. Dentro é come prima: interni semplici ma un po' scenografici con le bocchette d'aerazione girevoli e il pomello a scomparsa, con la giusta proporzione tra pregiato legno, moderno alluminio ed esclusiva pelle che ricopre la plancia. Un giusto punto d'incontro tra tradizione e modernità. Lo spazio c'è, la comodità per chi siede dietro potrebbe essere un pochino migliorabile così come la qualità di finitura e concezione del bagagliaio, ma anche con la meno cara delle motorizzazioni non si perde quindi un briciolo di classe e dello stile che si riesce ad assaporare al meglio quando si sta seduti al posto di guida. Ed è proprio questo il punto cruciale, perchè sia chi la vede dall'esterno sia chi la "vive" al volante non crederebbe mai che le sue prestazioni siano, alla fin dei conti, così "normali".

CONCORRENZA IN CASA - A patto di non ritrovarvi nella situazione descritta sopra, il quattro cilindri su strada non delude. Pur non incollando ai sedili si esce bene dalle curve, la guida è sempre orientata alla dinamicità anche se lo sterzo resta un po' troppo evanescente, mentre il nuovo cambio ad otto rapporti è soddisfacente per gli standard della categoria ma non così eccelso come lo ZF a sei rapporti delle più potenti V6. Anche il comfort è rimasto invariato, non stancando nemmeno dopo tre ore ininterrotte di viaggio. Il più ecologico dei propulsori, che apre al marchio la strada delle flotte dirigenziali, è ampiamente efficiente come da recente tradizione Jaguar, fermando i consumi effettivi poco sopra ai 6 litri ogni 100 km. Un buon risultato, che però ha un grosso problema proprio in casa. A Coventry possiedono ad oggi quello che secondo noi è il miglior turbodiesel attualmente in circolazione; il 3.0 Biturbo da 275 cavalli già oggetto di una nostra prova che è valsa alla XF il premio di "Auto dell'anno di Tio". Questo propulsore risolve il problema acustico dei due cilindri in meno, aumenta un pochino la godibilità ed sposta l'asticella del prestigio notevolmente più in alto rispetto al “quattro”, e per di più alla stazione di benzina richiede da uno a massimo un litro e mezzo in più ogni 100 chilometri percorsi. E a quel punto, le Passat Variant non saranno più un problema…

 

Modello Jaguar XF
Version 2.2 D
Motore 4 cilindri in linea, Diesel, turbo
Cilindrata 2'179 cc
Potenza 190 cv @ 3'500 giri/min.
Coppia 450 Nm @ 2'000 giri/min.
Trasmissione Cambio manuale a 8 rapporti, trazione posteriore
Massa a vuoto 1'780 kg
Accelelrazione 8,5 secondi (dichiarato)
Velocità massima 225 km/h (dichiarato)
Consumo misto 5,4 L/100 km (dichiarato)
Prezzo base 59'500 CHF
Prezzo vettura provata 71'160 CHF

 

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