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29.11.19 - 06:000

Mercedes GLB, ama la famiglia e le curve

Il nuovo Suv di gamma intermedia strizza l’occhio alla Classe G, offre fino a sette posti e spicca per la qualità della guida dinamica, davvero convincente. Elastico e versatile il 2.0 td da 190 cv.

di Redazione
ALBEN

Anche la Classe B viene declinata alla moda Suv ma, questa volta, alle linee affusolate convenzionali la neonata GLB preferisce forme e proporzioni più spigolose e marcate, con tanto di sbalzi ridotti, insieme al look maggiormente ispirato al mondo del 4x4 con la gradevole impressione di “vicinanza” alla regina di settore, la Classe G.

Il design strizza l’occhio al fuoristrada…
Grazie al particolare design, le forme appaiono un po’ più contenute di quanto non sia nella realtà: la vettura misura in effetti 4,63 metri in lunghezza, ponendosi un po’ più in alto nella gamma dei modelli di fascia intermedia. D’altro canto, proprio il passo lungo (2,83 metri) ed il tetto pronunciato in altezza hanno consentito di ottenere un’abitabilità fino a sette posti (seppur con qualche limite, come vedremo), attraverso la consueta terza fila a scomparsa che si ripiega sul pianale quando non è in uso. Altri dettagli stilistici, sempre orientati all’off-road, vengono inoltre dal frontale piuttosto verticale, dalle generose superfici vetrate per offrire la migliore visibilità tutt’attorno alla vettura, dalle portiere estese a copertura integrale della zona sottoporta per proteggere la zona dalla sporcizia e dalle protezioni perimetrali aggiuntive a contorno degli archi passaruota e delle minigonne, mentre i mancorrenti sul tetto, standard, presentano dimensioni e diametro decisamente generosi. Tecnicamente, la costruzione dell’auto poggia le fondamenta su un pianale modulare condiviso, l’MFA (che già serve per tutte le derivazioni di Classe A, oltre alla B) con architettura a motore anteriore trasversale, mentre la costruzione prevede due stabilimenti “esotici” nell’ottica europea: Messico e, solo per il mercato orientale, la Cina.

Che livello di accoglienza offre la nuova GLB?
Prima ancora di mettere in moto – disponiamo per questo primo test della 220d 4Matic, già in vendita a partire da 55'000 CHF – ci soffermiamo sull’abitacolo, che, pur presentando lo stile moderno e tecnologico ormai di casa sui modelli di Stoccarda, promette spazi e versatilità generosi. La posizione di guida è in effetti ariosa e piuttosto rialzata, pur in presenza di registri molto ampi per seduta e profondità del volante, mentre lo spazio esteso in altezza suggerisce ulteriore libertà di movimento; di contro, la seduta delle poltrone sembra a sensazione solo discreta ma non enorme in larghezza, anche se poi la sistemazione resta del tutto convincente sulla distanza. Eccellenti finiture e materiali, specie ricorrendo all’ampia personalizzazione ed alle numerose opzioni in listino; la tecnologia digitale regna anche qui attraverso il sistema multimediale MBUX con doppi schermi da 10,25”, di cui il centrale comandabile sia al semplice tatto, sia tramite il “pad” a sfioramento sul tunnel, per la verità meno immediato nell’uso anche nei confronti della più tradizionale rotella. Eccellente la navigazione con ricorso alla realtà aumentata, che in prossimità di svincoli o incroci sovrappone le indicazioni alle immagini della telecamera di bordo. Miniaturizzati in una striscia sottile, sotto le vistose bocchette centrali, i comandi della climatizzazione, comunque molto pratici. Dietro, la scelta del passo maggiorato permette di ottenere una più che valida libertà di movimento con sistemazione anche qui panoramica, oltre che corredata tra l’altro di bocchette di aerazione centrali; il divano può essere scorrevole (14 cm) in modo da maggiorare la zona di carico in coda senza dover ripiegare gli schienali, operazione che serve in ogni caso per accedere alla terza fila opzionale: è omologata per persone di altezza fino a 1,68 metri, quindi un po’ angusta, ma in compenso completa di attacchi Isofix e Top Tether. In configurazione standard a cinque posti la Casa dichiara una capacità del vano di carico variabile tra 570 e 1805 litri, che scendono a 130/500/1680 litri per la variante con terza fila aggiuntiva.

Al volante: che sensazioni di guida prevalgono?
Se sin qui abbiamo ragionato in termini di fruibilità della vettura, è tuttavia sul piano dinamico che la GLB sfodera le sorprese più piacevoli: oltre a prestazioni più che convincenti, è infatti la guida ad offrire una qualità notevole, che rende l’auto particolarmente godibile proprio tra le curve. Complice l’assetto regolabile nella risposta degli ammortizzatori, sono a disposizione sia una regolazione particolarmente morbida e confortevole – ma con rollio che rimane comunque contenuto – sia quella sportiva che incrementa la fermezza di risposta generale senza però sconfinare nell’eccessiva durezza; in ogni caso la vettura è precisa, rapida nei cambi di direzione e contraddistinta da un’aderenza evidente al manto stradale, tutte qualità che fanno apprezzare in special modo i tratti stradali maggiormente guidati. A queste sensazioni contribuisce la risposta del turbodiesel di due litri da 190 cv, con solida coppia di 400 Nm a 1600-2600 giri: docile ma pronto e molto elastico, allunga con altrettanta generosità ed imprime al Suv tedesco un’accelerazione più che consistente (7,6 secondi nel passaggio 0-100 km/h), con consumo dichiarato di 5,5-5,3 l/100 km. Pregevole lo stesso cambio automatico, doppia frizione a otto rapporti, che nell’ultima marcia mantiene in regime molto basso a tutto vantaggio del comfort autostradale, di qualità. La trazione integrale è standard, 4Matic a ripartizione variabile con programmi di marcia anche per l’offroad moderato (che impone la ripartizione fissa 50-50% della spinta tra i due assali). Non manca infine l’esteso corredo degli ausili attivi alla guida, molto raffinati con speciale riferimento al regolatore di velocità adattivo.

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