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PRIME IMPRESSIONI
14.10.19 - 09:000

Turismo di gran carriera per la McLaren GT

Pensata per l’impiego quotidiano e sulle lunghe percorrenze, l’inedita sportiva inglese vanta un look più affusolato con molto più spazio per il bagaglio. Senza rinunciare alla sua anima corsaiola.

Vuoi il traffico sempre incombente, ormai ad ogni ora del giorno e della notte anche lungo le famigerate “autobahn” tedesche; vuoi il fascino immortale di poter viaggiare senza particolari limitazioni, liberi di lasciarsi trasportare dalla pura voglia di esplorazione: anche nel comparto ristretto delle supercar più toste - quelle a due posti con motore posteriore per intenderci - il fascino delle varianti Gran Turismo pensate anche per il viaggio è ancora vivo ed apprezzato. Anche in casa McLaren, dove, con la inedita GT (220'660 CHF), la marca inglese apre un ulteriore, nuovo capitolo della propria gamma configurando estensivamente l’auto per i trasferimenti… molto rapidi.

Che meccanica è prevista per questa “conversione” al turismo?
Il cuore dell’auto è un mix tra elementi conosciuti e sviluppo specifico: se è vero che la monoscocca portante in fibra di carbonio è comune, come concetto di base, a tutte le altre versioni in gamma, la variante Monocell II-T (la “T” sta per Touring”) ne indica lo sviluppo specifico per ricalcolare resistenze torsionali e rigidità complessiva in funzione dell’inedito spazio posteriore, sopra al motore, ottenuto per ampliare considerevolmente la capacità di carico effettiva. Difatti, la struttura dell’auto ora consente la comunicazione diretta tra il vano posteriore-centrale, coperto da un portellone con ampia superficie trasparente e l’abitacolo a due posti; lo spazio per il bagaglio è sviluppato in orizzontale, distendendosi in pratica sopra al motore, con specifico isolamento termico, aggiungendo in questo modo 450 litri di volume con lunghezza massima di 1,85 metri al compatto pozzetto anteriore da 150 litri, dove, per dare un riferimento, trovano alloggiamento due trolley. La stessa carrozzeria della GT presenta linee e forme del tutto originali, mentre la lunghezza di quasi 4,7 metri è tra le più estese della gamma, anche grazie agli sbalzi più pronunciati. Il look che ne deriva guadagna così ulteriore eleganza combinata all’estrema sportività d’insieme. Particolare attenzione è stata inoltre posta nella capacità di adattamento a traffico e disomogeneità stradali: l’angolo di attacco anteriore è di 10 gradi e l’altezza minima da terra raggiunge i 110 mm, entrambe misure incrementabili in manovra con le funzionalità specifiche di sollevamento dell’assetto. Il V8 biturbo in posizione posteriore-centrale è anche qui una variante specifica delle unità McLaren presenti sulle altre sportive della marca; in questo caso, la potenza massima è “addolcita” a 620 cv (sulla 720S sono ad esempio 100 in più), mentre la curva di coppia presenta un picco di 630 Nm con oltre il 95% disponibile da 3000 a 7250 giri per favorire elasticità e prontezza di reazione nelle condizioni di guida che si incontrano con più frequenza nel traffico comune. Il cambio resta robotizzato a sette rapporti, mentre assetto, sterzo e impianto frenante sono tutti elementi personalizzati per questa variante.

A bordo c’è più lusso, ma la guida resta “immersa”.
La GT, al volante, restituisce con armonia la voluta sensazione di maggior comfort e fruibilità, pur lasciando trasparire con altrettanta facilità la sua anima piuttosto estrema e solo in parte addomesticata. Docile e sornione a bassa andatura, lo stesso V8 sfodera con estrema prontezza un mordente deciso dal tono metallico non appena sollecitato con più decisione, permettendo tra l’altro un passaggio 0-100 km/h in appena 3,2 secondi con punta massima di 326 km/h; tanto, anche per le autostrade a velocità libera. E tra le curve, nonostante un carattere dinamico tangibilmente più progressivo e rotondo, resta tutto lo spazio per traguardarle in successione su ritmi fuori dell’ordinario, forti dell’estrema precisione d’insieme. Il “vestito” più elegante e confortevole, da dietro al volante ricorda ed invita di continuo alla rapidità d’azione; la sistemazione di bordo è ben più ricca, ricercata e lussuosa, ma resta particolarmente bassa ed avanzata, mentre lo spazio ristretto impone una reale immersione del conducente nella vettura. I comandi restano quelli conosciuti, particolarmente minimalisti; il piccolo volante stesso, ad esempio, non accoglie alcuna funzionalità aggiuntiva sulle razze – solo il bilanciere in metallo per comandare manualmente i rapporti – la strumentazione è completa ma molto compatta e lo schermo centrale verticale, nonché la sottostante climatizzazione, paiono invocare la pura essenzialità per ridurre al minimo il loro impatto con la guida dell’auto. Piuttosto comoda anche quando l’asfalto non è un biliardo, nonché giustamente più isolata e silenziosa ad andatura costante.

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