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TEST DRIVE
28.06.19 - 09:000
Aggiornamento : 06.07.19 - 08:43

Macan base, più carezze che ruggiti

Nella versione di ingresso il compatto Suv di Stoccarda combina il solido carattere dinamico alla grinta in tono minore del due litri da 245 cv: brioso e godibile, ma assai meno “ispirato”.

"Sussurrare" è il verbo che forse più calza alla Macan 2.0, versione alla base della gamma che si “accontenta” dell’unità turbo benzina a quattro cilindri di due litri da 245 cv per consentire l’ingresso al mondo Suv Porsche con il minor prezzo: allo scatto brillante – ma non bruciante – si combina infatti l’evidente silenziosità di funzionamento ad andatura costante, che rende la “voce” del piccolo due litri praticamente inavvertibile, compensando così con un comfort di pregio il suo carattere raffinato, ma anche un po’ anonimo. In realtà, il listino che parte pur sempre da 79'900 CHF divide con poco divario questa versione dalla S (+ 5'600 CHF), dotata del ben più generoso sei cilindri da 354 cv. E' forse il vero difetto della “entry level”, che pure è in grado di offrire carattere dinamico e cura di pari dignità nei confronti delle versioni più blasonate e potenti.

Il “temperamento” è giusto discreto; ma la guida dinamica c’è.
Del resto, se non si possiede un animo particolarmente sportivo, la due litri offre prestazioni comunque di buon livello con minor impegno e lasciando trasparire tutto il valore del modello, che “respira” precisione e raffinatezza di marcia attraverso sospensioni rigide, ma non dure ed uno sterzo diretto e ben presente tra le mani, che richiama al controllo di precisione ad ogni suo tocco. È questo, in buona sostanza, il valore aggiunto che offre la Macan su altre rivali di pari dimensioni e caratteristiche, capace, cioè, di garantire un’autentica differenza di guida che certamente non passa inosservata. Anche con sospensioni standard e del resto non avrebbe poco senso investire in costosi arricchimenti tecnici una versione pensata per costare meno. Ma bastano pochi chilometri al volante per avvertire maggior coinvolgimento, un grande mordente ed il sottile piacere della precisione, garantita da ogni elemento meccanico. Il 2.0 turbo non stona in special modo per la cura posta dalla Casa nel garantirgli caratteristiche di erogazione il più possibile adeguate al corpo vettura: la spinta è estesa fino a 6750 giri, permettendo un buon allungo con tonalità più metallica seppur con sonorità poco caratteristica e il picco di coppia di 370 Nm è spalmata su un grande arco di erogazione – da 1600 a 4500 giri – per cercare la massima elasticità e prontezza di reazione in ogni condizione d’uso, che difatti sono ben tangibili. Se si parte con l’idea della gran sportività, naturalmente lo scatto da fermo risulta brillante, ma in tono assai minore rispetto al blasone Porsche (0-100 km/h in 6,5 secondi con pacchetto Sport Chrono, con punta massima di 225 km orari), poiché manca un vero "calcio nella schiena", mentre il telaio mostra senz’altro tutta la sua propensione verso potenze ben maggiori; l’erogazione è tuttavia reattiva, molto rotonda ed elastica, facendosi apprezzare nel quotidiano. Quanto ai consumi, nel corso del test su percorso misto abbiamo registrato medie attorno ai 10 l/100 km, non così irresistibili come potrebbe far pensare la presenza del propulsore di piccola cubatura.

Ambiente ricercato e raffinatezze anche per la “base”…
A bordo ritroviamo il consueto ambiente Porsche, misto di ricercatezza e linearità di arredo combinato a finiture di eccellente qualità. L’accoglienza è quanto più pregevole per materiali e qualità dell’arredo, con posizione di guida avvolgente e coinvolgente: rialzata il giusto, distesa ed “ispirata”. La strumentazione è compatta con consueto, grande contagiri, mentre a centro plancia svetta il nuovo schermo da 10,9” a sviluppo orizzontale, con comandi a sfioramento, risoluzione full HD e connessione internet sempre attiva con funzionalità hotspot wi-fi. Sempre numerosi, come ante-restyling, i vari comandi secondari “seminati” lungo il tunnel centrale, cui serve un po’ di apprendistato per non distrarsi eccessivamente alla ricerca della funzione voluta. Nonostante la lunghezza di 4,70 metri, la Macan resta un’auto ideale al massimo per quattro persone, poiché alla generosa sistemazione anteriore fa seguito un divano posteriore in realtà adatto – in maniera sufficiente, non gran che di più – a due sole persone; con libertà di movimento in altezza e per le gambe non propriamente eccessiva. In compenso il bagagliaio offre una cubatura soddisfacente nonostante il taglio rastremato della coda, con cubatura di 500/1500 litri cui si aggiunge l’apertura centrale nel divano per poter caricare oggetti di particolare lunghezza.

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