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12.06.19 - 09:000

Jeep Cherokee Trailhawk, l’avventura fa sul serio

Con il restyling del modello arriva anche l’inedito e suggestivo allestimento dedicato al fuoristrada, di grande efficacia sui percorsi duri. Brillante il nuovo 2.0 benzina turbo da 272 cv.

La Cherokee mette la doppia freccia di sorpasso, sommando il recentissimo restyling di fine 2018 con le novità di allestimento e motorizzazione che ne completano l’aggiornamento: arrivano l’atteso allestimento “duro” Trailhawk dedicato agli amanti del fuoristrada – ma in verità scelto anche da chi ne ama il look più aggressivo – e l’interessante unità quattro cilindri benzina turbo di due litri da ben 272 cv con cambio automatico. Allestimento e motorizzazione vanno a braccetto, poiché il “vestito” da off-road più capace è offerto solo in combinazione a questa unità; disponibile in Svizzera a partire dal prossimo ottobre, con prezzi da definire.

Quanto e come cambia la versione dedicata al 4x4 “serio”?
La nuova gamma Cherokee si distingue esteticamente per il design ritoccato, specie nel frontale leggermente più convenzionale nella disposizione di fanali e calandra, apparendo nel complesso più elegante. Non cambiano le dimensioni, con la lunghezza di 4,62 metri. l’inedita Trailhawk aggiunge poi ulteriori caratteristiche anche estetiche, specifiche della versione ed in realtà votate pressoché unicamente alla funzionalità d’insieme: per consentire migliori angoli di attacco e uscita (ora pari rispettivamente a 29,9° e 32,2°) i fascioni paracolpi adottano un design differente nonché rinforzato, cui si aggiungono i passaruota anch’essi completati di archi di protezione supplementari e le indispensabili protezioni inferiori per salvaguardare la meccanica. L’assetto è inoltre rialzato di circa 20 mm per consentire al veicolo di offrire una distanza minima dal suolo di 221 mm, più adatta ai passaggi difficili fuori dall’asfalto; specifiche le stesse ruote, con cerchi esclusivamente da 17”. Tra i tre differenti sistemi di trazione 4x4 che Jeep mette a disposizione sulla gamma Cherokee, la Trailhawk naturalmente adotta quello più completo e capace, denominato Active Drive Lock poiché alla presenza del riduttore centrale per le marce corte combina il bloccaggio al 100% del differenziale posteriore, necessario specie con viscido e forti inclinazioni del veicolo. Le altre versioni della Cherokee possono disporre dei due sistemi Active Drive I (4x4 automatico) e Active Drive II inclusivo del riduttore e del controllo di velocità su forti pendenze. Le modalità di marcia specifiche, impostabili dal Selec-Terrain di bordo, sulla Trailhawk si arricchiscono inoltre della regolazione Rock per fondi rocciosi.

“Top” in off-road, ma su strada come se la cava la Trailhawk?
Nonostante la pioggia a complicare lo stato d’aderenza dei tracciati di prova in fuoristrada, all’interno di una grande cava di marmo nei pressi di Desenzano sul Lago di Garda, il 4x4 americano dedicato all’avventura mostra tutte le sue capacità arrampicandosi con innata facilità su asperità e fondi viscidi e scoscesi, restando sempre facile ed intuitivo da controllare; le marce ridotte sono il “plus” indispensabile quando si pratica fuoristrada ed il bloccaggio posteriore torna utile più di quanto si immagini. Lungo le discese più ripide, poi, l’automatismo elettronico di mantenimento della velocità minima aggiunge la variazione manuale dell’andatura da 1 a 9 km/h, per gestire al meglio le asperità col ritmo migliore. L’altezza da terra maggiore rende difficili gli incontri col fondo stradale, ma anche quando capita le protezioni permettono di scorrervi sopra senza danno. Quanto ai guadi, niente paura: la Trailhawk è pronta per profondità di mezzo metro. Lode anche al nuovo due litri turbo, adatto non solo all’asfalto: si rivela infatti elastico, molto pronto alla pressione dell’acceleratore e in particolar modo ricco di coppia, con 400 Nm constanti tra 3000 e 4500 giri che aiutano al “mordente” su ogni tipo di fondo. Nonostante l’abito specializzato, la Cherokee così allestita resta ad ogni modo pienamente fruibile anche sulle consuete strade levigate, offrendo qualità stradali pressoché del tutto simili a quelle vantate dagli altri allestimenti. Il coricamento laterale rimane infatti piuttosto limitato, la stabilità è eccellente e la guida accetta di buon grado un certo dinamismo che rende più scorrevole e briosa la marcia anche nel misto, nonostante uno sterzo non molto sensibile né preciso. Il consumo medio dichiarato è di 9,4 l/100 km. I nove rapporti del cambio automatico dovrebbero risultare un aiuto in più alla fluidità d’insieme, se non fosse per la pigrizia in scalata (talvolta si trasforma in lentezza) che ne attenua la gradevolezza d’insieme. Rapido lo scatto da fermo, con il passaggio 0-100 km/h superato in 7,6 secondi, valido l’isolamento acustico in velocità.

A bordo: arredo curato, spazio e bagagliaio ottimizzato.
L’abitacolo è rifinito con una certa sobrietà, seppur apprezzabile per materiali e finiture piuttosto curati; l’impressione generale è di una certa imponenza, dovuta allo sviluppo verticale della plancia, ma l’insieme prende più vivacità con la tonalità bicolore. Lo spazio a bordo è ben calibrato su entrambe le file di sedili – ci si accomoda con buona libertà di movimento anche dietro, dove il divano può scorrere longitudinalmente, mentre la postura di guida privilegia l’assetto rialzato – mentre il bagagliaio, ottimizzato nella cubatura, garantisce ora un po’ più di volume (448/1555 litri). L’impianto multimediale è quello di ultima generazione con schermo a sfioramento da 8,4”, completo di numerose funzionalità tra cui radio DAB ed interfacce smartphone complete; gli ausili attivi alla guida si arricchiscono di ulteriori funzionalità inclusive del regolatore di velocità adattivo con arresto e ripartenza automatici e della frenata automatica di emergenza con rilevamento pedoni.

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