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TEST DRIVE
01.04.19 - 06:000

Touareg, per viaggiare in “first class”

La terza evoluzione della grande Suv Volkswagen spicca per il look imponente e stupisce con spazio ed accoglienza di prima qualità, insieme all’impressionante ed efficace corredo tecnologico.

Ancora più grande, vistosa, opulenta, ostensiva. Riprogettata da cima a fondo, l’ultima generazione della più grande Suv firmata Volkswagen non fa mistero di puntare ad un pubblico che ama apparire: dall’esterno, dominato dalla vistosa grigliatura frontale, fino all’accoglienza nell’abitacolo, che pare disegnata apposta per stupire. Con i mercati asiatici in primo piano nella richiesta di automobili di questo genere – la presentazione internazionale ai media della nuova Touareg non a caso si è tenuta in Cina – l’evoluzione del modello verso il lusso evidente è del tutto comprensibile, ma non per questo meno apprezzabile sulle strade europee.

L’auto è imponente e non pesa poco, il TDI più potente è però adeguato.
La vettura nasce su una piattaforma comune all’interno del Gruppo, che dà origine ad altri modelli simili e ben più blasonati: Audi Q7, Porsche Cayenne e Lamborghini Urus, per un’autentica sinergia aziendale. Nondimeno, il design volutamente piuttosto imponente scelto per la Volkswagen le conferisce una presenza significativamente importante, sottolineata dal punto di vista dimensionale non tanto dalla lunghezza (siamo comunque a quota 4,88 metri, 8 cm in più della versione precedente) ma in special misura dalla larghezza che, senza specchi, sfiora i due metri (1,98 m). L’unico “numero” a scendere è invece il peso, 106 kg tolti dalla bilancia grazie al maggior impiego di elementi in leghe leggere. A muovere la R-Line di prova provvede il più potente dei V6 TDI proposti dalla Casa (da 83'400 CHF), dotato di 286 cv con coppia di 600 Nm; l’ideale per conferire il giusto bilanciamento dinamico alla possente Suv tedesca (2070 kg), capace con quest’unità di sfoderare un’accelerazione grintosa con passaggio da fermo ai 100 km orari in 6,1 secondi e punta massima di 238 km/h in presenza delle sospensioni pneumatiche. La trazione integrale 4Motion è del tipo permanente con ripartitore centrale autobloccante regolabile, il cambio automatico a otto marce. Un breve sguardo ai consumi – nel corso del test, su percorsi misti, abbiamo registrato medie d’uso di 8 l/100 km – evidenzia la notevole resa di questa meccanica, tenuto conto di peso e dotazioni; il serbatoio da 75 litri contribuisce ad una buona autonomia senza soste.

A bordo, l’effetto “magnetismo” è ai massimi livelli.
Accoglienza a bordo e dotazione tecnologica, che sono poi tra i punti di forza più in vista del modello, inducono infatti grande suggestione. L’abitacolo è a dir poco vasto, potendo accogliere un arredo vistoso con largo tunnel centrale e poltrone quasi sovradimensionate, lasciando ugualmente una libertà di movimento di livello superiore su entrambe le file di sedili; dietro, tra l’altro, il divano vanta le sedute scorrevoli, in caso serva ulteriore profondità nel vano di carico. La plancia si impone, quasi austeramente, con le sue grandi superfici verticali, ma tutta l’attenzione è assorbita dagli schermi combinati di strumentazione e display centrale: il primo da 12,3” totalmente configurabile (Digital Cockpit) ed il secondo a sfioramento da ben 15” (Discover Premium), lievemente orientato verso il conducente, che in modalità mappa satellitare 3D pare quasi accompagnare dentro l’orografia circostante. Pochissimi i tasti fisici ma ergonomia di grande intuitività, incluse memorie di configurazione legati alla chiave personale e i comandi vocali. Dal punto di vista… “hi-tech”, i consueti ed ormai irrinunciabili controlli attivi alla guida si fondono qui con ulteriori funzionalità, tra cui meritano attenzione l’assistente alla guida notturna tramite termocamera, l’ausilio alla guida in colonna a bassa velocità che include anche il mantenimento automatico della carreggiata oltre a frenate e ripartenze, nonché l’assistente attivo negli incroci che reagisce al traffico trasversale. Proprio il controllo automatizzato della vettura sulla carreggiata, sul campo, appare realmente raffinato e di livello superiore rispetto a tanti altri sistemi. Con soli cinque posti a bordo (ma la sistemazione di lusso è in realtà per quattro), la Touareg riserva un vano di carico quasi enorme, con cubatura minima di ben 810 litri (registrata però a schienali posteriori verticali, dunque scomodi) ampliabile fino a 1800 l.

La guida è maneggevole e raffinatissima, ma il comfort spicca su tutto.
Ingombri a parte, la Touareg si muove con insospettabile agilità, corredata com’è sulla versione di prova con tutte le opzioni tecniche per esaltarne le qualità dinamiche: non solo le sospensioni pneumatiche regolabili ma anche il controllo attivo del rollio e le ruote posteriori sterzanti. In questo modo, l’auto consente in modalità normale una marcia realmente morbida e vellutata, capace di assorbire con superiore qualità ogni genere di “perturbazione” stradale, restando reattiva e maneggevole tra le curve anche senza dover selezionare la modalità di marcia sportiva. La quale, d’altro canto, finisce più per togliere che aggiungere, perché la maggior rigidità non offre sinceramente un mordente che renda la marcia così più coinvolgente: si finisce per impiegare la vettura nella regolazione normale, che si adatta in ogni caso al meglio in ogni situazione. Pregevole il rendimento generale del motore, anche se dai regimi più bassi sconta un velo di pigrizia nel reagire – siamo ormai abituati a risposte pressoché istantanee – e non è aiutato dal cambio automatico docile e rapido, ma anch’esso sempre un pelo lento nella scalata: motivo di più per non cercare nella Suv tedesca un temperamento particolarmente sportivo, quanto piuttosto notevoli doti di viaggiatrice estremamente docile e rapida. Tanto più che la silenziosità offre una qualità notevole, lasciando scorrere i chilometri in un grande relax.

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