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TEST DRIVE
16.01.19 - 06:000
Aggiornamento : 25.01.19 - 08:25

Torna il “Suzukino” per l’avventura vera

La Suzuki Jimny quarta serie spicca per il frizzante look squadrato, conservando dimensioni ultra-compatte e solida meccanica per il 4x4 duro. Agile e piacevole la guida in città e nel misto.

In un mondo automobilistico pressoché integralmente dominato da Suv e crossover prettamente stradali, la nuova Jimny ha conservato l’impostazione tecnica più classica, da 4x4 “dura e pura”: la stessa peraltro che le ha consentito di affermarsi per un così lungo tempo come fuoristrada tascabile di notevole robustezza e capacità. Qualità che dunque si ritrovano anche a bordo di questa quarta generazione, in listino a partire da 21'990 CHF.

L’aspetto da fuoristrada “istant classic” cattura l’attenzione…
Il look è in effetti particolarmente simpatico: un piccolo cubetto colorato dalle forme ultra-compatte e ricco di personalità, tanto con la colorazione bicolore magari abbinata ad un tono sgargiante di carrozzeria. I richiami alle tradizionali spigolosità decise sono immutati, anzi semmai persino maggiori rispetto alla generazione uscente: qui, infatti, la calandra frontale plastica in tinta scura richiama visivamente l’essenzialità dei primi modelli, insieme agli altri dettagli di carrozzeria lasciati volutamente in resina senza vernice (passaruota, paraurti) per non rovinarli prematuramente alla prima avventura fuori dall’asfalto. Già, perché se è vero che le occasioni per effettuare del fuoristrada sono sempre più difficili da trovare e sempre più regolamentate, è altrettanto innegabile che anche questa nuova Jimny offra il meglio di sé proprio lontano dalle comuni strade levigate. Vediamo come. Il telaio, per cominciare, come una volta è del tipo separato dalla carrozzeria, a longheroni e traverse – ora rinforzate da traliccio ad “X” –, mentre le sospensioni sono ad assale rigido su entrambi gli assi; la trazione 4x4 è di tipo part-time inseribile, con motricità normalmente sulle ruote posteriori con aggiunta su quelle anteriori tramite apposita leva nell’abitacolo, soluzione impiegabile solo su fondi naturali mancando il differenziale centrale. Sempre con la stessa, seconda leva del cambio si innestano le marce ridotte, mentre il controllo di trazione LSD assicura la motricità anche in caso di sollevamento di una o più ruote, tramite l’azione sui singoli freni che sposta la spinta sulla ruota con più aderenza. Oltre alla robustezza d’insieme, la giapponesina può contare su una carrozzeria particolarmente distanziata da terra (21 cm) e dagli ostacoli, con angoli di attacco di 37° e di uscita di 49°.

Nello stretto e in manovra vanta un’agilità di prima classe.
Anche questa nuova Jimny conferma ingombri estremamente compatti, praticamente a livello di citycar: la lunghezza si ferma ad appena 3,48 metri (3,65 m tenendo conto anche della ruota di scorta esterna sul portellone), la larghezza è di 1,65 m mentre l’altezza si estende invece fino a 1,73 m; complici gli sbalzi quasi assenti oltre le ruote, la manovrabilità nello stretto è eccezionale e la compatta 4x4 si muove come un “folletto”, nonostante lo sterzo un po’ lento che richiede qualche rotazione in più dell’usuale. Sotto il cofano, l’unica motorizzazione è costituita da un 1.5 benzina da 102 cv: è vivace agli alti regimi ma sotto non ha gran coppia essendo aspirato (130 Nm a 4000 giri), ma è vero che il peso limitato dell’auto (1090 kg) contribuisce a facilitare le riprese rendendo la marcia sufficientemente briosa anche quando si è pigri nello scalare di marcia. Peraltro, il cambio a cinque marce è molto docile e rapido negli innesti, risultando assai piacevole da manovrare. In alternativa è offerta una trasmissione automatica a quattro rapporti. In città, la Jimny si muove dunque totalmente a suo agio, sfoggiando tra l’altro un molleggio piuttosto morbido che permette di assorbire ogni asperità con dolce progressione. Nel misto, sono da mettere in conto un evidente coricamento laterale in ingresso di curva, che poi si stabilizza una volta trovato l’appoggio, nonché la lentezza della sterzata: non si viaggia certo sportivamente, ma complici le dimensioni minime ci si arrampica con bel brio (basta tirare a fondo le marce per far cantare allegro il 1.5, ottenendo così una spinta brillante) davvero ovunque. Un piccolo limite dell’auto lo si trova invece in autostrada, poiché a partire dai 100-110 km/h si fanno sempre più evidenti non solo i fruscii aerodinamici ma pure la rombosità meccanica; la velocità massima è di 145 km/h, ma quella di crociera senza stress non supera di molto i cento. Di serie gli ausili attivi per frenata automatica d’emergenza e avviso mantenimento di corsia. Quanto ai consumi, la media più frequente rilevata durante il test si è attestata tra 7 e 8 l/100 km.

Dentro è spartana, ma completa e funzionale. Con spazi al centimetro…
L’abitacolo è un’evoluzione dell’ambiente conosciuto, dunque non offre sorprese a chi già conosce la Jimny: è soprattutto spartano ed essenziale, da fuoristrada vera sulla quale semplicità e funzionalità sono in primo piano; colore dominante il nero. La plancia è molto compatta in profondità e sviluppata verticalmente; sull’allestimento al vertice trova spazio anche il display centrale da 7” dedicato al sistema multimediale, insieme alla climatizzazione a controllo automatico. Plastiche rigide ovunque, seppur solide. La sistemazione di bordo è adeguata davanti, con posizione di guida rialzata, schienale registrabile solo a scatti e volante regolabile solo in altezza, ma ci si adatta piuttosto bene trovando in breve una postura soddisfacente. Dietro, le due poltroncine sono discretamente ampie e dotate di schienali regolabili, anche se la libertà di movimento per le gambe è ridotta; il vano di carico è a dir poco “minimalista” con quattro passeggeri a bordo (85 litri), mentre a sedili ripiegati si conquistano 377 litri ad altezza finestrini (capienza comunque maggiorata rispetto alla generazione precedente del modello) per 830 litri utili fino al cielo del tetto: in due, con attrezzatura da avventura, si va.

Trovi la Suzuki Jimny da...

Garage Della Santa SA

via Franco Zorzi, 43
6500 Bellinzona

+41 91 821 40 60
https/www.della-santa.com

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