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PRIME IMPRESSIONI
02.12.18 - 15:460

Iniezione di grinta per la R8

L’Audi più sportiva si rifà il look e mostra i muscoli con il V10 potenziato, che arriva fino a 620 cv per la versione Performance. Ancora più rapida ed incisiva, seppur docile e progressiva.

Tempo di affilare le “armi” anche per l’iconica sportiva R8 al vertice delle prestazioni Audi, che traguarda l’appuntamento con il restyling confidando su affinamenti in special modo meccanici. Anche sulla scia delle sue derivazioni da corsa come la recentissima LMS GT3 oltre alla LMS GT4, che ne condividono oltre il 50% delle componenti meccaniche. La nuova gamma sarà disponibile con l’inizio del nuovo anno, prezzi ancora da definire ma certamente non lontani dall’attuale fascia compresa tra i 161’000 e i 244’00 CHF.

Quali sono le principali differenze della nuova Audi R8?
L’aspetto esterno differisce in realtà ben poco dalla versione precedente e serve un occhio “clinico” per distinguere gli interventi adottati per scolpire con ulteriore tono le forme decise dell’auto. Davanti, in particolare, è stata allargata ed abbassata la griglia di aerazione frontale, in aggiunta a diversi particolari aerodinamici ridisegnati, mentre sotto il bordo del cofano sono state introdotte tre feritoie piatte aggiuntive che rimandano alle caratteristiche prese di aerazione dell’indimenticata Sport Quattro degli anni ’80. Un dettaglio rispreso tra l’altro anche sulla nuova A1 Sportback, di cui abbiamo recentemente scritto. A richiesta, inoltre, i proiettori anteriori a LED possono essere sostituiti con l’avanzata tecnologia Laser, mentre in coda l’estrattore aerodinamico è stato riprogettato e ingrandito verso l’alto, combinandolo al nuovo sistema di scarico con terminali ovali. Il programma di personalizzazione è inoltre ulteriormente ampliato, mentre le ruote standard da 19” possono essere sostituite con la variante da 20”. Come in precedenza, restano le due varianti di carrozzeria Coupé oppure Spyder, negli allestimenti standard oppure Performance. Questa distinzione indica i due step di potenza offerti dal potente V10 aspirato di 5.2 litri che spinge la R8, potenziato in entrambe le soluzioni. La versione di base vede infatti la potenza salire di ben 30 cv, con picco che passa da 540 a 570 cv e coppia maggiorata da 540 a 550 Nm, mentre la versione Performance cresce di ulteriori 9 cv per approdare a quota 620 cv, con coppia di 580 Nm (+20 Nm). Gli incrementi prestazionali sono supportati dalla distribuzione con nuovi componenti in titanio sul V10 di punta e dalla lubrificazione a carter secco di derivazione agonistica. La trazione è come d’abitudine affidata al sofisticato sistema ‘quattro’ con giunto centrale a frizione elettroidraulica a controllo elettronico e differenziale posteriore autobloccante meccanico (25% in tiro, 45% in rilascio), mentre il cambio è un doppia frizione a sette rapporti comprensivo della funzione “launch control”. La monoscocca ASF conserva la struttura composita in alluminio e carbonio.

Sono cambiate anche le caratteristiche di guida?
La nostra presa di contatto si è svolta esclusivamente in pista, al volante della R8 V10 Performance più potente: regolazioni ed assetto nella modalità più spinta e siamo pronti per vedere cosa offre in più la rinnovata Coupé Audi. Per gli amanti dei motori aspirati il dieci cilindri a V è una fonte di gioia quasi inesauribile, miscelando in un suono unico una certa “raucedine” di fondo data dal frazionamento con due bancate a cilindri dispari ed i toni più acuti ed urlanti dei regimi elevati, con la potenza massima raggiunta a 7900 giri. Lo scatto da fermo è ancor più possente, spingendo la schiena nel sedile anatomico con decisione tangibile: da 0 a 100 km/h in appena 3,1 secondi (punta massima 331 all’ora) senza alcuna incertezza di motricità grazie all’azione della trazione integrale e all’azione rabbiosa del cambio, diretto e secco negli innesti. Con modalità sportiva perfettamente adeguata ad un impegno di forte intensità, facendo seguire cambiate sempre puntuali in frenata. La gestione manuale del cambio è quasi superflua, comunque affidata a palette piccole che ruotano col volante: non l’ideale in pista, ma più comode per l’impiego quotidiano su strada. La guida resta in ogni caso quella conosciuta, che contribuisce al successo del modello ed alla sua versatilità: la R8 è una sportiva a motore centrale capace di grandissime prestazioni velocistiche in pista, ma resta altrettanto “educata” nelle reazioni per consentire ad un vasto pubblico di avvicinarne progressivamente ai suoi ritmi con confidenza, senza particolari timori reverenziali. In effetti, anche impegnata a fondo, la R8 V10 ben difficilmente mostra reazioni appuntite o nervose, scivolando dal lieve sottosterzo al sovrasterzo di potenza con una linearità che aiuta il controllo. E coi freni carboceramici da 380 mm, offerti in opzione, si prova l’altrettanto brivido intenso delle staccate al limite con la confortante certezza di un rendimento ben difficilmente perturbabile dalla fatica. Dal posto di guida l’abitacolo appare più suggestivo che mai, con posizione bassa e perfettamente integrata nell’auto; di fronte, il suggestivo cruscotto digitale configurabile, sulle razze del volante tutti i principali comandi incluse gran parte delle funzionalità del sistema MMI di navigazione/infotainment, oltre naturalmente alla selezione diretta delle modalità di guida.

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