PRIME IMPRESSIONI
15.10.18 - 14:030

AMG GT Coupé 4, caccia al vertice delle berline-coupé più sportive

La versione a quattro porte della Gran Turismo Mercedes-AMG sfoggia linea affusolata e qualità tecniche che fanno diretta concorrenza alla rivale Panamera. Motore di punta il V8 biturbo da 639 cv

Questo nuovo modello offre forti suggestioni. Non si sovrappone però alla CLS?
I due modelli Mercedes sono strettamente imparentati, essendo la GT Coupé 4 una derivazione diretta della CLS sul piano tecnico, con pianale e buona parte della meccanica in comune. La nuova nata, oltre a vantare una lunghezza maggiorata fino a 5,05 metri, si spinge tuttavia con ulteriore vigore nel campo del design coupé, grazie al profilo del tetto ulteriormente affusolato verso la coda con portellone, a sua volta pressoché del tutto integrata; anteriormente il frontale fortemente ribassato è dominato dal profondo cofano con le distintive nervature longitudinali e dall’ampia mascherina a listelli verticali, con gruppi ottici alle estremità. Rispetto alla piattaforma di derivazione, il pianale della nuova berlina AMG vanta inoltre significativi irrigidimenti nelle zone di maggior sollecitazione, grazie all’aggiunta di opportuni rinforzi in alluminio ed acciaio; una paratia in carbonio dietro gli schienali del divano posteriore – di serie fisso, non abbattibile – contribuisce poi alla ridotta deformabilità anche della zona posteriore in corrispondenza delle sospensioni. L’aerodinamica è maggiormente sviluppata in funzione dell’aderenza, con ala mobile posteriore a carico variabile e regolazione attiva del flusso d’aria di raffreddamento anteriore integrabili da un ulteriore pacchetto aerodinamico. Infine, le prestazioni della GT Coupé 4 sono le più elevate nella gamma Mercedes firmata AMG.

Motorizzazioni e grinta sono all’altezza della miglior tradizione?
Senza alcun dubbio. Al vertice della gamma troviamo il potente otto cilindri a V biturbo di 4 litri, con due livelli di potenza: 585 cavalli e 800 Nm di coppia sulla 63 standard, 639 cv e 900 Nm sulla 63 S che abbiamo impiegato per il test su strada e pista (220'900 CHF; consegne da dicembre). In gamma ci sono anche due varianti con il 3.0 turbo “micro ibrido”, dotato di sistema EQ Boost. Ulteriori vanti tecnici della neonata berlina sportiva sono costituiti dalla trazione integrale adattiva 4Matic+ con differenziale posteriore autobloccante attivo e ripartizione della coppia tra gli assali variabile in modo continuo a seconda dei calcoli della gestione elettronica di bordo, sterzata integrale (ruote posteriori in controfase fino a 100 km orari per incrementare l’agilità, in fase ad andature superiori per favorire la stabilità) e sospensioni adattive con elementi pneumatici multicamera. Sulle motorizzazioni V8 è specifico lo stesso cambio automatico a nove rapporti, che abbandona il convenzionale convertitore di coppia in favore di una frizione a lamelle multiple in bagno d’olio che permette meno inerzia e passaggi marcia più secchi e rapidi nella modalità “Race”.
Tra le tante regolazioni di assetto e guida, infatti, è questo il livello più spinto, che trasforma la possente berlina – ben 2120 kg sulla bilancia – in un “ordigno” niente affatto fuori posto in pista; curve e controcurve in successione dell’impegnativo Circuito delle Americhe di Austin in Texas, che ospita l’appuntamento USA della Formula 1, hanno permesso di apprezzare non soltanto le prestazioni sul dritto da Gran Turismo (scatto da fermo ai 100 km/h in 3,2 secondi, punta massima 315 km orari) ma soprattutto aderenza ed agilità nei cambi di direzione davvero di ampio respiro per un’auto di queste caratteristiche. In Race, tra l’altro, trazione e motricità privilegiano una certa dose di sovrasterzo in accelerazione, molto comoda per chiudere la traiettoria nelle curve più strette (basta poco sterzo, il comando essendo parecchio diretto nella modalità più spinta) potendo anche bilanciare con l’acceleratore il po’ di sottosterzo sempre in agguato nelle curve più lente. Naturalmente, la GT Coupé a due porte resta di un’altra dimensione su tracciato chiuso, ma emozioni vive ed intensità di ritmo – staccate “cattive” comprese, grazie ai freni carboceramici instancabili – sono pienamente alla portata anche di questa berlina.

Docilità a tutta prova: è il carattere di fondo della vettura.
È così. Anche impegnata con decisione, la GT Coupé 4 conserva un carattere progressivo e molto prevedibile che agevola notevolmente l’approccio alle massime prestazioni; i tratti nervosi da sportiva pura della due porte sono qui totalmente assenti, lasciando giustamente posto ad equilibrio ed armonia che non vengono mai meno. La guida aggressiva è certamente possibile, ma si apprezzano senz’altro di più ritmo elevato e precisione. Per sfogarsi con una certa brutalità, ad ogni modo, è prevista la modalità Drift che innesta la sola trazione posteriore con tutti i controlli di trazione scollegati, in modo da favorire al massimo l’esecuzione delle derapate di potenza a tutto… “tondo”. Su strada, la 63 S abbraccia ugualmente a pieno titolo la vocazione di moderna berlina da viaggio, offrendo una qualità di marcia di qualità che richiede un tributo tutto sommato modesto al comfort assoluto: sotto forma di un assorbimento delle asperità più lievi meno soffice rispetto ad altre Mercedes top di gamma e di un certo fruscio di rotolamento, generato dalle grandi ruote da 21 pollici. Lo stesso motore, dall’erogazione aggressiva su tracciato, diventa docile e vellutato nel tradurre gli impulsi del gas, mentre precisione di traiettoria e movimenti sempre minimi del corpo vettura consentono una guida comunque agile e reattiva anche muovendosi in relax.

A bordo, ritroviamo l’abituale accoglienza sportiva.
Certamente. L’ambiente combina il design di arredo ultima generazione con i toni tipicamente AMG in un insieme molto scenografico, avvolgente e suggestivo. Particolarità dell’allestimento sono le poltrone anteriori di foggia sportiva, pienamente regolabili, combinate al piccolo volante completo di due pulsanti programmabili di chiamata diretta alle principali funzionalità di marcia, come la selezione della modalità di guida; i due grandi schermi, 12,3 pollici ciascuno, dominano pressoché interamente il design della plancia, ma per comandarne le funzioni serve affidarsi unicamente al controller centrale, non del tutto intuitivo. Si viaggia in prima classe anche posteriormente, dove a dispetto della linea del tetto molto profilata lo spazio a bordo risulta pienamente arioso anche per persone di altezza elevata; qui, si può scegliere tra poltrone individuali fisse o divano a tre posti con schienali abbattibili. Il vano di carico è all’altezza dell’impiego anche famigliare dell’auto, grazie soprattutto alla profondità dello spazio utile, pur con una cubatura in assoluto solo discreta (461 litri); la soglia di accesso è parecchio più alta rispetto al piano di appoggio.

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