PRIME IMPRESSIONI
06.08.18 - 06:000

Mitsubishi Outlander PHEV MY19, evoluzione di maturità

La SUV ibrida ricaricabile evolve nella meccanica, rivista e potenziata: più brillante ed in grado di estendere l’impiego della marcia con trazione elettrica. Crescono comfort e fluidità di guida.

A metà vita di pressoché ogni modello giunge l’appuntamento con una serie più o meno ricca di aggiornamenti: non sfugge a questa logica nemmeno la SUV ibrida plug-in di Mitsubishi, nata nel 2012 e che tra l’altro di recente abbiamo potuto provare nel particolare allestimento sportivo S-Edition tutt’ora in vendita. Ora però è giunto il momento di prendere contatto con la sua evoluzione, che la stessa marca annuncia semplicemente sotto forma di Model Year 2019; il modello sarà in realtà disponibile (Svizzera compresa) soltanto dal prossimo ottobre, con prezzi a partire da 39'900 CHF.

La SUV giapponese sembra invariata esteticamente. Come cambia sotto pelle?
Lo sviluppo della Outlander ibrida plug-in si inserisce in un contesto piuttosto importante per Mitsubishi, ora parte dell’Alleanza Renault-Nissan: a partire dal 2020 l’azienda nipponica fornirà l’intera tecnologia PHEV (propulsione ibrida) alle marche del gruppo, ricevendo in cambio la tecnologia puramente elettrica (EV) adatta ai modelli di dimensioni più compatte: il percorso di sviluppo della marca è tracciato da tempo e converge su elettrificazione e carrozzerie polivalenti, SUV e crossover. Questa premessa “strategica” è utile a comprendere l’evoluzione della stessa Outlander PHEV, esteticamente pressoché immutata rispetto alla precedente; esternamente sono ridisegnati alcuni dettagli tra cui mascherina frontale, paraurti, indicatori di direzione, cerchi di nuovo disegno. Sotto pelle, invece, è tutta un’altra storia: tra meccanica riprogettata e rivisitazione di sospensioni e insonorizzazione, la qualità di marcia e di comportamento del modello si rendono chiaramente evidenti. È nuovo il motore a ciclo termico con ciclo Atkinson, che sale fino alla cilindrata di 2,4 litri offrendo tra l’altro cavalli e coppia supplementari (ora a quota 135 cv e 211 Nm) e un generatore potenziato del 10%; il motore elettrico che aziona le ruote posteriori è più potente (da 82 a 95 cv), mentre la batteria di trazione vede la sua capacità incrementata da 12 a 13,8 kWh pur occupando lo stesso spazio a bordo dell’auto (4h per la ricarica completa su rete a 16A). Inoltre, la gestione della trazione integrale (S-AWC) è ricalibrata ed ora include gli inediti programmi di marcia Sport e Snow, mentre il sistema di gestione ibrido plug-in (software sviluppato integralmente in seno all’azienda) evolve puntando a favorire il più possibile la spinta con i soli motori elettrici ed unità termica impiegata solo a supporto della ricarica.

Le prestazioni, sulla carta, non paiono mutare in maniera sostanziale.
È vero, poiché la potenza complessiva del sistema è sostanzialmente immutata (circa 203 cv) così come l’accelerazione stessa da fermo ai 100 km/h (10,5 secondi), ma al volante la PHEV MY19 mostra al contrario una bella crescita in elasticità, più brio alle andature medio-basse e maggior armonia di funzionamento; le riprese sono inoltre più vivaci, il motore termico è molto più incapsulato anche sotto massimo carico (accelerazione piena e ricarica della batteria) ed interviene con minor frequenza nelle fasi di accelerazione. Anche nella stessa modalità sportiva, che assicura un po’ più di “autorevolezza” quando si guida con più mordente. L’assetto è inoltre ritarato e si distingue per l’assorbimento più omogeneo e filtrato di piccole e grandi asperità, anche col contributo della scocca irrigidita, mentre lo sterzo più diretto garantisce un controllo di maggior precisione. In modalità puramente elettrica, inoltre, la velocità massima risulta innalzata da 125 a 135 km/h.

Nell’abitacolo, figurano delle modifiche?
Sì, seppur di dettaglio. Cresce lo stesso comfort acustico, con una silenziosità maggiore in tutte le condizioni d’uso, mentre le poltrone anteriori di nuovo disegno assicurano un superiore contenimento laterale; piccole migliorie interessano inoltre strumentazione e comandi secondari. Peccato giusto che il sistema multimediale con schermo a sfioramento continui a richiedere la connessione allo smartphone personale per visualizzare la navigazione a schermo. Lo spazio a bordo è generoso su entrambe le file di sedili, capace di accogliere con ariosità il classico equipaggio di quattro persone con i relativi bagagli del fine settimana “largo”, potendo contare su un vano di carico dalla cubatura ampia (453-1584 litri). Comoda, invece, l’introduzione di due prese di potenza fino a 1500W, una nella zona posteriore dell’abitacolo e l’altra nel vano bagagli, per poter connettere ed utilizzare apparecchi ed attrezzature elettriche a 230V in assenza di rete elettrica domestica: nel corso del test di prova vi abbiamo potuto collegare la macchinetta del caffè a capsule, trasformando ogni sosta in una piccola oasi di distensione… rigenerante.

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Emil Frey SA Auto-Centro Noranco-Lugano 

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Telefono: 091 960 96 96
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