APPROFONDIMENTO
04.07.18 - 06:000

Subaru, la lunga rotta attraverso originalità tecnica e passione

L’attività della marca nipponica è sempre stata costellata da scelte particolari, espresse fedelmente anche oggi: le stesse che le hanno permesso una forte identità, ma anche un successo duraturo

Dall’iniziale impegno come costruttore aeronautico nei primi anni del Novecento, attività tutt’ora in essere, alla prima “citycar” di derivazione aeronautica del 1958; l’anticipazione della filosofia crossover con lo sviluppo della soluzione 4WD dal ’70, poi la crescita a dimensione di gruppo globale con l’impegno nella costruzione automobilistica sempre più prevalente, premiato da cifre in ascesa tanto più nelle ultime stagioni: quest’anno è l’ottavo anno di crescita consecutiva dal 2011. Subaru ha sempre trovato il modo di distinguersi, anche negli stessi “numeri” di diffusione attuali, con la penetrazione altissima nel continente Nordamericano (USA, Canada) e quella europea invece di nicchia, seppur pressoché totalmente concentrata sulla penetrazione SUV con tre modelli che realizzano l’85% delle vendite.

Passata la dimensione WRC, il presente è una solidità non banale. Giusto?
Sì. Specialmente nel Vecchio Continente, Subaru è stata identificata per anni con l’attività sportiva nei rally mondiali e le sue indimenticate serie di Impreza con grandi alettoni e prestazioni da supercar, ma nel frattempo sono cambiati il panorama mondiale e la stessa strategia dell’azienda: la cui filosofia è ora più globale, puntando sui contenuti peraltro ora maggiormente richiesti dalla sua fedele clientela: sicurezza, robustezza, piacere nella guida ma anche nell’utilizzo dell’auto. Proprio il “come” ottenere questi risultati è alla base delle numerose scelte tecniche originali orgogliosamente sviluppate dalla marca orientale, che le ha volute sottolineare una volta di più nel corso di un articolato incontro tecnico internazionale.

La sicurezza in primo luogo. Come viene sviluppata dalla Casa giapponese?
Non è soltanto di recente, sostengono in Subaru, che quest’aspetto viene meticolosamente curato, come mostrano anche i numerosi riconoscimenti ottenuti nei crash test JNCAP ed EuroNCAP; l’approccio della Casa è a tutto campo poiché tiene conto di ogni differente aspetto coinvolto nel concetto di protezione: ogni elemento esercita un’influenza specifica. Per questo, le tecnologie sviluppate sono ricondotte ai “famosi” capisaldi tecnici tanto cari alla marca, ognuno pensato nell’interazione con gli altri: motore a cilindri contrapposti, trazione integrale e di tipo simmetrico, basso centro di gravità, tecnologia avanzata di prevenzione basata su telecamera stereofonica piuttosto che su radar.

Subaru non è perciò solo motore boxer…
Tutti gli elementi costruttivi partecipano al risultato finale. Il famoso motore boxer dalla costruzione “piatta”, sviluppandosi in orizzontale, garantisce due qualità correlate: scorre più facilmente al di sotto della struttura portante della scocca in caso di urto frontale, permettendo un assorbimento dell’urto più progressivo nonché una migliore protezione nell’eventuale impatto con i pedoni; non meno importante, contribuisce all’abbassamento del centro di gravità ed incide attivamente sotto forma di maggior stabilità nelle manovre brusche. Anche la trazione integrale è un punto fermo della Casa per l’apporto di maggior trazione (quindi stabilità dinamica) in ogni condizione; anch’essa, per la sua costruzione, partecipa al basso centro di gravità ed è ulteriormente integrata nella nuova piattaforma globale. Che serve da base per tutti i nuovi modelli, garantendo superiori qualità dinamiche, superiore assorbimento degli urti e riduzione dei consumi di carburante.

Come accade per la vista umana, la Casa punta sulla doppia telecamera per “comprendere” e prevenire il traffico.
Lo sviluppo della telecamera stereo (Eyesight) dura da 29 anni e, secondo i tecnici nipponici, assicura maggiori vantaggi rispetto alla tecnologia radar, più costosa, complessa e incapace di riconoscere i pedoni; la soluzione Subaru permette di riconoscere le reali condizioni di traffico di fronte alla vettura, prevenendo potenziali collisioni ma anche contribuendo alla riduzione di consumi ed emissioni attraverso una marcia nel traffico più regolare e “preventiva”, combinata al regolatore di velocità adattivo (ACC). Anche per questo, la soluzione con due telecamere lavora attraverso il connubio inscindibile con la trasmissione automatica a variazione continua (Lineartronic), pure questo un caposaldo tecnico Subaru, valutata come la soluzione di trasmissione dalla maggior efficienza. Anche rispetto al classico cambio manuale.

Si è parlato pure di robustezza e piacere di impiego.
Nulla dura in eterno, naturalmente, ma alla Subaru ci tengono ad esempio a diffondere una particolare, piccola statistica interna relativa alle loro automobili: dopo dieci anni, il 98% del parco auto è ancora in circolazione, regolarmente utilizzato dagli utenti. L’apprezzamento della guida è un valore “globale” che spazia dai valori di agilità e dinamismo – verificate di recente al volante degli ultimi modelli, Impreza e XV – ma che si estende a versatilità di impiego, funzionalità e senso di relax, per l’interazione con lo stato d’animo a bordo; in questo senso, rientra lo stesso “divertimento” nell’impiegare la propria auto per le tante attività all’aria aperta. Incluso il dormirci dentro o il trasporto della tenda a tetto, a mo’ di micro camper. Il futuro della marca, anticipato dai prototipi esposti ai saloni internazionali, va del resto in questa direzione: le numerose “concept” della serie Viziv suggeriscono impieghi e stili di vita sempre più in evoluzione, incrociando ulteriormente le dimensioni attuali di crossover e SUV.

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