PRIME IMPRESSIONI
29.06.18 - 06:000

Renegade, nuovi “motorini” a benzina vitalizzano il restyling

La SUV più compatta di Jeep si rifà il trucco e porta al debutto le nuove unità modulari di 1.0 e 1.3 litri: fluide, raffinate e dal funzionamento molto piacevole. Anche con trazione 4WD e automatico

La popolare Renegade ha già ricevuto aggiornamenti a plancia e sistemi infotainment, a inizio anno. Cosa cambia ora?
È vero, in quel caso si è trattato solo di un adeguamento del sistema multimediale e della consolle centrale della plancia; ora l’appuntamento è invece con il restyling del modello: è affidato esteticamente a piccoli dettagli ma include corpose novità sotto il cofano. Per vedere la rinnovata Renegade sulle strade svizzere, però, serve ancora un po’ di tempo: la nuova gamma sarà disponibile in rete soltanto a partire dagli inizi di ottobre, con prezzi sostanzialmente in linea agli attuali. Intanto, vediamo più nel dettaglio le innovazioni principali. Esteticamente, come detto, cambia proprio poco, ma all’occhio più attento non sfuggiranno i paraurti ridisegnati, con fendinebbia avvicinati al portatarga, oltre alla mascherina con le caratteristiche sette feritoie verticali un poco più ampie; le versioni alto di gamma, inoltre, possono sfoggiare gli inediti gruppi ottici full led con sottile corpo centrale al centro ed illuminazione diurna ad anello perimetrale, molto suggestiva. Piccoli ritocchi anche ai fari posteriori, che tuttavia conservano la conformazione squadrata attuale. Anche per restare in sintonia con il resto della carrozzeria (immutato), dalle forme squadrate molto caratteristiche ed in piena tradizione Jeep. Crescono inoltre dotazione e disponibilità degli aiuti alla guida, con l’introduzione standard dell’avviso di abbandono involontario di corsia e del riconoscimento della segnaletica stradale verticale, mentre sono disponibili frenata automatica d’emergenza, sistema di parcheggio automatico evoluto (verso fine anno) oltre a regolatore di velocità adattivo, monitoraggio angolo cieco, rilevamento presenza autoveicoli sopraggiungenti durante la manovra di retromarcia. Passiamo sotto il cofano, dove la Renegade nasconde le vere novità con l’introduzione di motori totalmente nuovi – a benzina – ed evoluti (i diesel 1.6 e 2.0, da 120 a 170 cv). Debutta infatti in prima assoluta proprio sulla Jeep compatta la nuova gamma di unità a tre e quattro cilindri modulari, con costruzione interamente in alluminio, iniezione diretta e sovralimentazione con turbocompressore; il più piccolo è il T3 da 1 litro capace di 120 cv, mentre il quattro cilindri T4 è offerto nelle varianti da 150 oppure 180 cv, entrambe solo con cambio automatico: la prima combinata unicamente alla trazione anteriore con unità doppia frizione a sei rapporti, la seconda alla sola trazione integrale con trasmissione a convertitore con nove rapporti. Al vertice della gamma è confermata la capace 2.0 Multijet II 4WD in allestimento specifico Trailhawk completo di marce ridotte e dedicato al fuoristrada impegnativo.

Come vanno i nuovi “piccoli” della serie T su una SUV come la Renegade?
Se temete che queste piccole cilindrate siano inadeguate per un’auto di queste caratteristiche, siete sulla strada sbagliata: persino il T3 da un litro si mostra vispo e brioso, infondendo all’auto un’adeguata rapidità nel variare l’andatura. Nonostante i cilindri dispari si avverte inoltre una piacevole rotondità di funzionamento, mentre la rumorosità è sempre molto contenuta, al pari di quanto accade con il “fratello” più grande. La piccola unità è inoltre elastica e priva di ritardi di risposta, mentre il cambio manuale a sei rapporti si lascia manovrare con piacevole agilità. Sulla T4 da 150 cv il gradino prestazionale a sensazione cresce ulteriormente, pur in mancanza di dati ufficiali della Casa; anche qui spiccano silenziosità e rotondità di funzionamento, ulteriormente apprezzabili grazie ai cilindri pari che inducono maggior fluidità: lo scatto e vivace e la guida più reattiva già da 2500 giri, oltre che rilassante grazie alla presenza del cambio automatico. Quest’ultimo è il conosciuto sei marce a doppia frizione, che si mostra soprattutto docile e rapido a sufficienza nei passaggi di marcia, leggermente pigro nel selezionare la scalata di marcia quando si preme l’acceleratore per riprendere. La guida della Renegade non cambia: soprattutto intuitiva ed affidabile, dinamica il giusto anche per via del coricamento laterale piuttosto accentuato. Buono il comfort di marcia, con sospensioni dal valido assorbimento ed una valida silenziosità pur in presenza di qualche fruscio aerodinamico. L’ambiente di bordo è vivace nell’arredo e contraddistinto da una bella spaziosità, con sistemazione rialzata sia per i passeggeri anteriori che per chi siede dietro; la plancia ha uno sviluppo verticale, incorpora uno schermo a sfioramento di bella qualità con diagonale fino a 8,4” (incluse interfacce smartphone complete) e nella parte inferiore ospita i comandi secondari con pulsanti e manopole di dimensioni ampie, facili anche da individuare al tatto. Discreta ma non eccezionale la cubatura del vano di carico, con volume di 351 litri.

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