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05.06.18 - 21:270

Quando una Hyundai i30 non sembra nemmeno una Hyundai

Oltre ad un design particolarmente accattivante, la versione “Wagon” della Hyundai i30 convince per la validità dei contenuti, che vanno dalla praticità fino alle prestazioni.

Che le Hyundai siano “a livello” delle concorrenti è cosa risaputa. Cosa cambia questa volta?
Il tutto inizia con il colpo d’occhio. Quando la vedi, la Hyundai i30 Wagon non ti sembra nemmeno una Hyundai, soprattutto se la prima cosa che vedi è il “lato b”, ovvero quello cha di fatto caratterizza ogni vettura famigliare. I ventiquattro centimetri di lunghezza in più sono tutti dietro la ruota posteriore (il passo di 2,65 metri è identico alla cinque porte), ma nonostante ciò chi le ha dato forma ha saputo conferirle un profilo molto fluente, con un padiglione dinamico che scende progressivamente verso la coda ben enfatizzato dalle cornici cromate dei finestrini laterali. E anche i gruppi ottici, nella loro semplicità, completano con maestria la sezione posteriore.

La i30 Wagon, oltre ad essere accattivante, sa anche essere pratica?
Per scoprirlo basta aprire il portellone posteriore. Subito ci si ritrova di fronte ad una soglia di carico molto bassa grazie a cui le operazione di carico e scarico sono veramente agevoli. Pur essendo di fattura piuttosto semplice, il vano è molto ben organizzato e soprattutto molto ampio: si parte da 602 litri di capienza per arrivare fino a 1'650 litri con i sedili reclinati, senza dimenticare i citati binari atti a fissare il carico e lo spazio supplementare suddiviso in scomparti sotto il piano. In poco più di quattro metri e mezzo lo spazio non manca!

L’abitacolo si rifà alla ‘normale’ i30 a cinque porte?
Ovviamente le due varianti sono pressoché identiche, sia da un punto di vista dell’abitabilità (spazio discreto per quattro occupanti) che dei contenuti. Anche la plancia offre un colpo d’occhio gradevole nonostante sia realizzata con plastiche in parte rigide e in parte morbide: attenzione ai costi si, ma senza alcuna sensazione di rinuncia. Fatto che risalta in particolare quando, ad analisi approfondita, emergono soluzioni costruttive per nulla scontate per una vettura di questa categoria (e questa fascia di prezzo) quali le protezioni plastiche per le slitte dei sedili, il rivestimento per il fondo dei portaoggetti e le bocchette d’aerazione posteriori. Anche il sistema di intrattenimento e navigazione, nella sua massima evoluzione con schermo tattile da otto pollici, ripropone le buone qualità a cui il costruttore coreano ci ha abituato negli anni, implementando ora i classici Apple CarPlay e Android Auto per integrare lo Smartphone nella vettura e offrendo al contempo la ricarica per induzione degli stessi. Un sistema che piace in particolare per la sua semplicità d’uso, come del resto è estremamente ordinata la plancia della stessa i30, tanto che trovi immediatamente tutto ciò di cui hai bisogno.

I più attenti sapranno che tra le varie motorizzazioni spunta un interessante “millequattro” turbo. Come va?
In maniera sorprendente. È decisamente quel tipo di motore che per molti anni è mancato alle vetture del costruttore coreano: bello e ricco di coppia, spinge già da 2'000 giri al minuto e offre prestazioni brillanti (203 km/h la velocità massima, 9.3 secondi il tempo necessario per scattare da 0 a 100 all’ora) a fronte di consumi effettivi per nulla elevati, come testimoniato dalla media rilevata di 7 l/100 km. L’esemplare in prova era equipaggiato inoltre con un cambio doppia frizione a sette rapporti, assolutamente onesto nel funzionamento benché mancasse una modalità “S” – in compenso si possono scegliere individualmente i rapporti addirittura con i paddle al volante. Per quanto possa sembrare bizzarro, la resa della i30 Wagon nella guida sportiva è in effetti più valida di quanto si possa pensare. Nonostante un rollio piuttosto marcato, il corpo vettura è sostenuto quanto basta ad assicurare discreti livelli di stabilità e agilità, mentre lo sterzo preciso va impostato nella modalità più sportiva per ottenere il carico desiderato. I controlli elettronici devono tuttavia intervenire nelle situazioni più critiche, laddove emergono alcuni limiti. Potente e ben modulabile la frenata, capace di assicurare spazi d’arresto brevi.

A fronte di cotanti incrementi sul fronte dei contenuti, le Hyundai sono ancora convenienti in fase di acquisto?
Va da se che migliorando il prodotto e ampliando i contenuti (completi anche sistemi di sicurezza attiva) pure il prezzo aumenta di pari passo. Un esemplare come quello in prova, con la motorizzazione al top e l’allestimento più ricco, è proposto per 36'600 franchi svizzeri – un importo più che giustificabile. Oltretutto non bisogna dimenticare le sempre strabilianti condizioni di garanzia del marchio coreano, che arrivano a ben cinque anni a chilometraggio illimitato.

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