SPECIALE
23.05.18 - 06:000
Aggiornamento 19.08.18 - 21:59

Con la McLaren 720S a spasso nella ‘terra dei motori’

Luogo natìo di alcune tra le sportive più ammirate del mondo, le strade dell’Emilia-Romagna hanno fatto da palcoscenico per questa prova un po’ insolita

In quest’occasione abbandoniamo la solita forma di scrittura, i soliti formati, le solite logiche. Al posto del classico ‘botta e risposta’, in quest’occasione ci mettiamo seduti un po’ più comodi e vi raccontiamo un’esperienza. Questo perché, esattamente un anno fa, ci eravamo già seduti al volante della McLaren 720 S, motivo per il quale vi abbiamo già raccontato in lungo e in largo com’è e fatta e come si comporta, compresa una ‘scampagnata’ tra i cordoli di Vallelunga.


In una giornata lavorativa come tante, trascorsa tra pianificazione redazionale, gestione di progetti aperti e risposte agli innumerevoli messaggi di posta elettronica, a cadenza regolare il mio sguardo ricadeva nella direzione di quell’angolo di scrivania in cui avevo depositato le chiavi della 720S. Il motivo è che non sapevo quasi cosa farmene, dove andare a provarla, quale spunto trovare per descrivere da un punto di vista inedito la capostipite della seconda generazione di ‘Super Series’ firmate McLaren. Quando di un’auto sai già tutto, quando l’hai già provata in ogni contesto e quando hai già scritto tutto ciò che potesse interessare al lettore, ecco la crisi di panico da foglio bianco. Poi, all’improvviso, arriva lo spunto come un fulmine a ciel sereno: un’e-mail inviatami dall’ufficio stampa di Lamborghini. In un nanosecondo vedo apparire davanti a me le magnifiche strade dell’Appennino tosco-emiliano in cui siamo soliti a mettere alla prova le creazioni di S. Agata Bolognese e, più in generale, tutto ciò che abbia quattro ruote e provenga dalla ‘terra dei motori’. Che, per inciso, è poi anche la culla delle migliori supercar del mondo. Allora l’idea nasce spontanea: come si comporterà la 720S in “territorio nemico”?


In quattro e quattr’otto parte una telefonata al numero del nostro fotografo, il fido Davide Saporiti. “Ciao, come stai? Senti, ti chiamavo perché avrei una McLa…”. “Ok, ci sono!”. Nemmeno il tempo di finire la frase, spiegare le circostanze o aggiungere ulteriori dettagli. Ci troviamo quindi una mattina presto di metà primavera, di quelle in cui non fa né caldo né freddo, caratterizzate però dalla pioggia incessante che ti ricorda che per l’arrivo della stagione calda devi pazientare ancora un altro po’. Il tratto lombardo dell’Autostrada del Sole scorre liscio con le sue tre corsie, che nella monotonia del rettilineo permette di costatare come la luminosità e la relativa comodità rendano l’abitacolo della 720S assai vivibile pur non essendo particolarmente isolata da un punto di vista fonico. Nel suo moderno minimalismo, anche la plancia esprime un che di artistico ed è decisamente più esotica rispetto ad altre concorrenti, facendoti d’altro canto sentire a casa se hai una certa familiarità con altre McLaren. La stessa considerazione la facciamo quando, lasciati alle spalle i primi paesini che incontriamo all’uscita dell’autostrada, ci fermiamo a bere un caffè con vista – ovviamente sull’automobile. La stretta parentela stilistica tra tutti i modelli prodotti a Woking non raccoglie consensi unanimi, ma a mio modo di vedere è ben difficile restare ‘tiepidi’ di fronte al fascino esotico ed essenziale che ritroviamo sia su una ‘comune’ 540C che sulla brutale P1. Fatto sta che in queste discoste località nei pressi di Maranello, la 720S viene scrutata dagli abitanti locali con espressioni a metà strada tra lo scettico, il disprezzante ed il sospettoso, mentre i turisti giunti fin qui per visitare i vari musei di Ferrari la osservano con lo stupore di chi, oltre all’automobile in sé, coglie il tono della provocazione lanciata. Prima di avventurarci su per le colline, all’apertura delle scenografiche portiere diedrali che peraltro non precludono un accesso agevole, concordiamo col fatto che l’idea di venire fin quaggiù è stata… una bella idea!


Nonostante il sole avesse iniziato a fare capolino da dietro le nuvole asciugando il manto stradale, a tarda mattina le precipitazioni hanno ripreso il loro corso regalandoci un contesto più inglese che italiano. Questo ha però permesso di evidenziare sin da subito una grande differenza con le sue rivali, auto che, dopo decine e decine di chilometri passati a guidare a regimi relativamente bassi lungo strade piuttosto sinuose, ti fanno venire voglia di posteggiarle a bordo strada e rientrare in taxi. O perlomeno con un’automobile più comoda. La 720,S invece, è tutt’altro che stancante e anzi, entro i limiti ragionevoli della guida stradale è capace di restituirti una certa soddisfazione – proprio come alcune sue sorelle minori. La facilità di guida quando le condizioni sono tutt’altro che ottimali è assai rassicurante e non infonde alcun tipo di frustrazione, in particolare per la l’erogazione dolce del propulsore e la trasparenza dello sterzo elettroidraulico con cui ti senti realmente collegato alla strada. Se l’impressione è quindi quella di guidare una sportiva a motore centrale molto equilibrata, basta insistere un po’ di più con l’acceleratore per rendersi conto che alle tue spalle di potenza ce n’è davvero tanta. Ma tanta tanta. L’elettronica, pur regolata nelle modalità più permissive, sul bagato non ti lascia le libertà che ti aspetti, motivo per il quale finisci per impostare tutto in modo tale che i 720 cavalli e i 770 Nm di coppia siano di tua esclusiva responsabilità, lasciando al solo piede destro il compito di gestire la loro trasmissione alle ruote motrici posteriori – e ovviamente alle mani di attuare correzioni con lo sterzo, se necessario.


Pur essendo più fluida e godibile di molte altre quando guidata a regimi medi su strade piuttosto strette, la versatilità che sfoggia non appena il raggio delle curve si allarga ha dell’incredibile. Questo perché nell’ultima porzione di contagiri la spinta diventa quasi sovraumana, mantenendo tuttavia quell’intuitività e quella progressività nell’avvicinarsi al limite che, ad asfalto nuovamente asciutto, elimina qualsiasi timore nei confronti del pedale destro. Il che di per sé non è molto diverso da altre super-sportive, con le quali la McLaren 720S riesce a competere su un piano assai autorevole. La differenza la fa semmai come riesca ad adattarsi non solo alla tipologia di strada, ma anche alla tipologia di fondo stradale. L’aspetto più incredibile e che continuerò ad evidenziare è la sua maestria nel digerire dossi, compressioni, buche e asfalti dissestati con un aplomb che nemmeno una Bentley… Un fattore che anche nella terra dei motori è assai rilevante a dipendenza di quale statale o provinciale si decida di percorrere. Quello che in definitiva ti dà questa McLaren è una totale pace dei sensi, perché sai che ti darà soddisfazione e non ti stancherà indipendentemente dal tragitto e questo senza togliere nulla all’emozionalità. Perché anche quando si trova in mani esperte e a briglie sciolte, c’è molto spesso una tale riserva di potenza che a livello prestazionale ti senti proiettato in un'altra dimensione.

QUALCHE DATO TECNICO
Motore: V8, 4 litri, biturbo
Potenza: 720 cv
Coppia: 770 Nm
Cambio: Doppia frizione a sette rapporti
Trazione: Posteriore
Accelerazione 0-100 km/h: 2,9 secondi
Accelerazione 0-200 km/h: 7,8 secondi
Velocità massima: 341 km/h
Massa a vuoto: 1'419 kg
Prezzo: da 287'400 CHF

(foto: Davide Saporiti)

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