TEST DRIVE
02.05.18 - 06:000

L’ibrido plug-in di Volvo inizia ad essere più compatto

Anche la versione T8 della Volvo XC60 è una trasposizione in formato più compatto di quanto offerto dalla XC90. Abbiamo effettuato una breve prova su strada.

La tecnica della Volvo XC60 T8 è uguale a quello della XC90 T8?
Potremmo praticamente dire che una è la fotocopia dell’altra, e dato che la XC60 e la XC90 poggiano sullo stesso pianale sarebbe stato strano il contrario. Nel vano motore c’è sempre un moderno 4 cilindri da 2 litri che grazie alla doppia sovralimentazione (compressore volumetrico e turbo) eroga 320 cavalli. L’unità elettrica, alimentata da una batteria da 10.4 kWh, eroga invece una potenza di 88 cv e 240 Nm. Quando combinati viene quindi erogata una potenza di sistema pari a 407 cv e 640 Nm di coppia, che ovviamente assicurano quelle prestazioni di rilievo (accelera da 0 a 100 km/h in 5,3 secondi) per cui sono conosciute le plug-in ibride di Volvo.

E l’aspetto ecologico?
C’è anche quello, tranquilli. La batteria della XC60 T8 può essere carica in due ore e mezza e con essa si possono percorrere oltre 30 chilometri nella modalità puramente elettrica. Un filo in meno di altre concorrenti, ma comunque sufficiente per ‘staccarsi’ dall’uso della benzina per una buona percentuale degli spostamenti quotidiani. D’altro canto va detto che ad influenzare negativamente la resa della XC60 è unicamente la massa di circa due tonnellate, che è ancor co-responsabile del consumo medio di benzina rilevato (a batteria completamente scarica) che si aggira attorno ai 9 l/100 km.

Com’è da guidare?
Proprio come te l’aspetti, ovvero con lo stesso comfort e la stessa souplesse offerta dalla XC90. La differenza è che nonostante le dimensioni, più compatte rispetto alla sorella maggiore ma comunque importanti, è molto maneggevole e cela con abilità la massa segnata sulla bilancia, muovendosi bene anche nelle curve strette. Nonostante un rollio piuttosto pronunciato ci è piaciuta la compattezza del telaio e la notevole tenuta laterale, oltre al fatto che la XC60 è sempre ben controllabile e precisa nel disegnare le traiettorie. Non ha la pretesa di essere un SUV sportivo (gli manca un pizzico di reattività e c’è troppo sottosterzo) ma come d’abitudine per tutte le Volvo anche lei si rivela sempre gradevole da guidare in tutte le situazioni. Diverso il discorso per quanto riguarda le prestazioni, che sono davvero stratosferiche! Ma in ogni caso le sospensioni morbide e la buona insonorizzazione ne fanno una vettura ideale per le lunghe trasferte e per vivere la quotidianità ben coccolati da una vettura che non ti stanchi mai di guidare.

Anche l’abitacolo sembra tra l’altro identico alla XC90…
In effetti lo è, seppur anche in questo caso in scala leggermente ridotta. La XC60 può essere considerata a pieno titolo una vettura di lusso, essendo rifinita di tutto ponto come la XC90 con tanto di pomello del cambio in cristallo e cruscotto rivestito in pelle. A tanto lusso il pacchetto R-Design dell’esemplare in prova conferisce un ambiente più giovanile, sbarazzino e sportiveggiante con volante in pelle parzialmente traforata e sedili sportivi in Alcantara e pelle, senza dimenticare la caratterizzazione estetica accattivante degli esterni. Una Volvo XC60 T R-Design è disponibile da 79’750 CHF, ma infarcendola di accessori non è impossibile superare addirittura la soglia dei 100’000 CHF.

Questo test-drive è stato realizzato con la cooperazione di:

Emoti - il centro di competenza per le infrastrutture di carica

http://www.emoti.swiss/

Tel. +41 91 946 39 28

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