TEST DRIVE
11.04.18 - 06:000

Che bella sorpresa! La Hyundai Ioniq è una ibrida “plug-in” dalle qualità nascoste

Dopo aver provato la motorizzazione puramente elettrica, eccoci alla guida della ibrida plug-in: oltre sessanta chilometri di autonomia elettrica reale, consumi bassissimi e piacere di guidare.

Il concetto che sta alla base dalla Hyundai Ioniq ve l’avevamo già presentato qualche settimana fa: proporre una sola vettura con ben tra motorizzazioni elettrificate. Così il cliente ha la possibilità di scegliere tra un’elettrica pura, una ibrida tradizionale e una ibrida plug-in. Quest’ultima motorizzazione è quella che abbiamo preso sotto esame in questa prova su strada.

Iniziamo dalla cosa più importante: l’autonomia nella modalità elettrica.
Qui arriva la prima vera sorpresa, perché con uno stile di guida attento la Ioniq PHEV arriva anche a percorrere una sessantina di chilometri, un filo in più delle sue dirette concorrenti. Erogando una potenza di soli 61 cavalli, dal motore elettrico non bisogna certo aspettarsi grande spunto, sebbene le sue capacità siano più che adeguate per coprire il fabbisogno “urbano”.

Una volta scaricata la batteria i consumi sono altrettanto bassi?
Questa è stata la seconda delle tre sorprese, poiché nella modalità ibrida tradizionale, quella cioè in cui i due motori (elettrico e a benzina) lavorano in simbiosi la Ioniq non ha mai superato la soglia dei 5 litri di carburante consumati ogni 100 chilometri percorsi, rientrando di diritto tra le vetture effettivamente più parsimoniose presenti sul mercato.

In apertura parlavate del piacere di guida. Siete seri?
Serissimi. A batteria scarica l’entrata in funzione del motore a benzina non disturba, rendendo la guida molto fluida. L’unione tra i due motori genera una buona coppia grazie a cui basta un leggero tocco sull’acceleratore per prendere velocità, mentre con l’acceleratore a tavoletta i 141 cavalli complessivi erogati assicurano prestazioni più che adeguate. Il piacere di guida della Hyundai Ioniq, che è poi il suo grande valore aggiunto nei confronti della sua principale avversaria (si: la Prius PHEV), deriva essenzialmente da tre cose. La prima è quella bella sensazione di leggerezza che già si avvertiva sulla Ioniq elettrica grazie a cui l’auto si muove bene, accelera senza sforzo e si arresta in pochi metri. Poi uno sterzo consistente, comunicativo e sensibile, con cui è un piacere vero dirigerla da una curva all’altra. L’assetto è certamente morbido con buone qualità d’assorbimento, ma resta sempre composto e mantiene l’agilità su livelli tutto sommato discreti. Si tratta di un buon compromesso, sicuro per qualsiasi guidatore che però non toglie piacevolezza all’insieme. E poi c’è il cambio a doppia frizione a sei rapporti, che avendo i selettori ubicati dietro il volante portano un bel coinvolgimento nei percorsi guidati potendo selezionare il rapporto come su un’automobile vera.

Parliamo di prezzi.
Doveroso farlo, con una Plug-In ibrida. Nel suo caso i prezzi partono da 36’490 CHF arrivando agli oltre 42’000 dell’esemplare in prova, come d’abitudine nell’allestimento più ricco. Un prezzo tutto sommato abbordabile se pensiamo ai contenuti e sopratutto alle strabilianti condizioni di garanzia del marchio. E poi il piacere di guidare non ha prezzo.

Volete sapere più in generale com’è fatta la Hyundai Ioniq?
Allora non vi resta che leggere la prova su strada della motorizzazione elettrica, disponibile al seguente link: https://www.tio.ch/motori/auto/1248484/hyundai-ioniq--prova-su-strada-della-versione-elettrica

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