PRIME IMPRESSIONI
02.02.18 - 06:000
Aggiornamento 19:14

Hyundai i30 N: ma quanto forte va?!

La i30 N è un missile coreano che fortunatamente non arriva da Pyongyang bensì da Namyang. E dal Nürburgring. Abbiamo provato a Vellelunga questa new-entry da 275 cavalli!

I tempi erano maturi, ma nessuno si aspettava un ingresso in così grande stile. Certo l’impegno di Hyundai nel mondiale Rally e il fatto che avessero assunto il responsabile di BMW M per metterlo a capo dello sviluppo delle vetture ad alte prestazioni del gruppo Kia-Hyundai avrebbe sicuramente portato, presto o tardi, all’arrivo di qualche prodotto gustoso. Delle Hyundai sportive negli ultimi anni ce n’erano già state, ma si è trattato di tentativi piuttosto timidi e ben lontani dalla volontà di irrompere con prepotenza nel settore delle compatte sportive come ha fatto la i30 N.

Prima la teoria.
La buona notizia è che, a differenza degli altri Paesi, in Svizzera la i 30 N è disponibile unicamente nella versione “Performance” la quale prevede che il 2 litri turbo eroghi 275 cavalli anziché i 250 della versione “base”. La coppia massima è di 353 Nm, i quali salgono fino a quota 378 tramite la funzione overboost. Tradotto in prestazioni significa che si accelera da 0 a 100 km/h in 6,1 secondi e si tocca una velocità massima di 250 all’ora. Il tutto per un prezzo molto allettante (36'990 CHF) e con una garanzia di 5 anni a chilometraggio illimitato. Non nascondendo la sua aggressività la i30 N è riconoscibile al primo colpo d’occhio, ed è in particolare la sezione posteriore ad essere particolarmente ricucita nella sua personalizzazione con la terza luce d’arresto ispirata alle monoposto di Formula 1. Tutte le appendici aerodinamiche presenti sono state studiate per creare deportanza su entrambi gli assi, in particolare al retrotreno così da dare maggiore confidenza ai conducenti alle alte velocità. Il cambio è un manuale a sei rapporti con frizione a doppio disco e anello di sincronizzazione in carbonio: è talmente raffinato da avere persino la funzione di “launch control”. L’abitacolo è come d’abitudine caratterizzato da sedili sportivi molto contenitivi e un volante sportivo dedicato sul quale si trova l’interruttore per selezionare le varie modalità di guida (cinque in tutto); ma a renderla davvero unica ci pensa una barra a duomi posizionata proprio dietro al divanetto posteriore, opzionale e asportabile in caso di necessità di spazio, la quale aumenta la rigidità torsionale del 5-6% e il cui effetto (ve lo garantiamo noi) è percepibile in particolare quando i cerchi della i30 N calzano delle semi-slick. Soltanto quest’ultima caratteristica dovrebbe darvi un’indicazione della cura ma soprattutto della passione con cui è stata sviluppata quest’automobile.

Ora passiamo alla pratica, su strada.
Sin dai primi metri spicca l’elevato carico dello sterzo, che al giorno d’oggi è già un fatto rassicurante. Il cambio ha innesti corti e precisi e va usato con una certa forza facendoti entrare nella dimensione di un’auto sportiva; il motore è al contrario silenzioso e spinge bene già in basso. L’assetto appare subito rigido, e in particolare sulle strade profondamente dissestate che si snodano nei dintorni dell’autodromo di Vallelunga paiono a volte quasi al limite per un uso stradale. Ma qualche sacrificio va pur fatto se la promessa di velocità viene poi mantenuta. E quindi si comincia a fare sul serio! Con le prime rotazioni del volante si capisce subito che ha tanta voglia di entrare in curva e comunica con molta accuratezza ciò che succede là davanti. L’avantreno “solido” che cerca di aggrapparsi all’asfalto, il pedale del freno consistente e il retrotreno stabile ti danno subito una bella sensazione di sicurezza complessiva. Non appena il ritmo diventa incalzante e subentrano le forze trasversali la i30 N sembra dimenticarsi dell’asfalto dissestato trovando una sua armonia, frutto di un avantreno ben raccordato al retrotreno e una bella compattezza del telaio che rende immediati i cambi di direzione nelle curve in rapida successione. Tutto sembra al posto giusto, con un capo e una coda, senza una minima virgola fuori posto. Persino i cavalli vengono scaricati con facilità, sebbene nell’ultima fase di riallineamento dello sterzo in uscita di curva ci sia un po’ troppa reazione di coppia al volante. Il motore dal canto suo ha un’erogazione piatta (pure troppo…) ma un sound pirotecnico da “Gruppo N”.

E in pista?
Tra i cordoli la Hyundai i30 N trova la sua massima efficacia e la sua vera espressione, confermando quel bel compromesso tra facilità di guida e divertimento già intuito su strada. La motricità è buona, la vettura si sposta con precisione da una curva all’altra e non sembra soffrire quando la metti sotto forte pressione. Sempre composta, il posteriore asseconda perfettamente le volontà di chi guida senza mettere in difficoltà, invitando giro dopo giro alla ricerca della traiettoria perfetta. E questo è possibile anche grazie ad un impianto frenante prima di tutto instancabile, oltre che molto ben modulabile.

Ma cosa significa la “N”?
Sicuramente i sudcoreani non sono stati i più originali nel dare il nome al proprio marchio sportivo. La fantasia ci ha portato a scherzare con Albert Biermann, ex capo della divisione “M” di BMW e ora a capo dello sviluppo delle vetture ad alte prestazioni del gruppo Kia-Hyundai, sul fatto che dopo aver lavorato alla “M” sia passato alla “N”, ovvero la lettera che segue nell’alfabeto. In realtà questa famigerata lettera altro non rappresenta che le iniziali dei luoghi in cui sono ubicati i centri di sviluppo per le vetture ad alte prestazioni di Hyundai, ovvero il Nürburgring e Namyang. Il primo lo conosciamo tutti, il secondo è un enorme centro di ricerca e sviluppo esteso su un’area di 3,3 milioni di metri quadrati (quasi 1,2 volte la superficie del Canton Ticino) in cui lavorano circa 11'000 ingegneri. Due luoghi in cui le auto le sviluppano – stando alla i30 N – davvero per bene.

Quindi vale la pena acquistarla?
Sebbene sia razionalmente inconcepibile è umanamente naturale avere diffidenza del nuovo o di ciò che non si conosce. E la Hyundai i30 N è in effetti l’ultima arrivata nel segmento delle medie sportive. Però vale davvero la pena darle anche solo un’opportunità. È molto tosta, specialistica, e si vede ad ogni curva che è stata messa a punto da chi sa come dare forma ad un’auto sportiva, mettendo d’accordo un po’ tutti: sia chi cerca le prestazioni senza compromessi sia chi predilige una vettura il cui potenziale si più o meno facilmente sfruttabile da chiunque. Ti lascia a bocca aperta se ci sai fare, non ti incute terrore se non sei un pilota professionista. Non male no?

Ah, tra parentesi: l’ESC è stato tarato appositamente per non intervenire (quando inserito) mentre si percorre il Karussell. Fantastici, questi coreani…

 

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