PRIME IMPRESSIONI
22.06.16 - 10:220

Il ritorno della Spider all’italiana

Possono due auto simili  essere tanto diverse? Nel caso della FIAT 124 Spider e della Mazda MX-5 assolutamente si. Merito di accurate messe a punto e della giusta identità stilistica

Le sinergie, in ambito automobilistico, possono essere molto pericolose. Molti i casi nella storia che ce l’hanno dimostrato. Soprattutto se la sinergia non si limita alla condivisione di alcuni componenti e quindi a sensate economie di scala, ma va ben oltre immettendo sul mercato due vetture che sono l’una la fotocopia dell’altra. Di primo acchito anche la FIAT 124 Spider, che nasce dallo scheletro della MX-5, non sembrerebbe molto diversa. Eppure sono riusciti a creare due auto che, pur con diverse similarità, risultano due prodotti diversi indirizzati a due tipologie di pubblico diverse. Curioso e allo stesso tempo affascinante vedere come sia la fisionomia data dal telaio che il layout degli interni possa, con i designer giusti e un’attenta selezione di materiali e accostamenti cromatici, risultare perfetto sia per lo stile moderno e purista della MX-5, sia per la sobria eleganza retrò della 124 Spider. Non si direbbe, insomma, che una è stata costretta ad utilizzare componenti dell’altra. E già questo è positivo.

Che si tratti di due prodotti diversi te ne accorgi al più tardi quando ti siedi nei morbidi sedili in pelle della 124 e metti in moto un motore educato: l’italiana è decisamente più vellutata. Al posto dei due motori aspirati proposti sulla giapponese troviamo un 1,4 litri turbo da 140 cavalli. Certamente lo puoi anche strapazzare, ma il suo principale scopo è quello di essere gradevole ai regimi medi. Il cambio invece, dati gli innesti decisamente più lunghi e meno precisi rispetto a quello proposto dalla MX-5, risulta piuttosto un passo indietro. Le prestazioni in ogni caso ci sono: 215 km/h di punta e 7,5 secondi per toccare i 100 all’ora partendo da fermo.

Ma veniamo alla guida. Si nota subito che lo sterzo ha meno carico, non è altrettanto reattivo, la vettura nel complesso meno affilata. Il che potrebbe sembrare un difetto, ma non lo è. Bisogna innanzitutto considerare che il termine di paragone in questo caso è pur sempre una Mazda MX-5, la quale rappresenta più o meno lo Zenith del piacere di guida. Per godere delle capacità dinamiche della giapponese bisogna spesso guidare con il coltello tra i denti e, a partire da certe andature, diventa anche piuttosto impegnativa – cosa che a noi appassionati piace. L’italiana invece è molto più omogenea, prevedibile e progressiva man mano che sale il ritmo. Anche se vai forte, insomma, non ti mette mai in difficoltà. E puoi comunque tenere davvero un buon passo, infilandoti in curva sfruttando il baricentro basso e la massa irrisoria, cercando l’appoggio non appena inserito il muso e tenendo l’acceleratore quasi sempre costantemente attaccato al suolo. Un po’ come si faceva nel 1966, anno in cui la 124 Spider è stata commercializzata per la prima volta.

Oppure puoi semplicemente innestare un rapporto più alto e gustarti il ritorno di una vera spider all’italiana con cui esplorare il lungomare o le colline del Bel Paese, che è poi il suo principale scopo. A chi è indeciso sulla scelta tra 124 ed MX-5 rispondo così. Io, che ho 26 anni e trascorrerei ogni fine settimana a girare sulla Nordschleife, acquisterei la giapponese. Mia mamma, che di anni ne ha 56, a cui piacciono le belle auto e le piace guidare ma senza esagerare, acquisterebbe una 124 Spider. Che in Svizzera è in vendita a partire da 27'900 CHF. Oppure in alternativa, se amate le emozioni forti, ci sarebbe anche la 124 Abarth. Di cui scriveremo a breve…

 

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