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02.09.15 - 00:590
Aggiornamento : 16:57

Ford Mustang: quattro cilindri si o no?

Abbiamo guidato entrambe le motorizzazioni, non senza sorprese. Al cuore, però, non si comanda.

Può davvero esistere una Mustang con un motore a quattro cilindri? Da un punto di vista tecnico la risposta é, ovviamente, si. Ma da un punto di vista etico è possibile commercializzarla? Vista con gli occhi dell’appassionato sicuramente no, da un punto di vista storico nemmeno - persino il sei cilindri delle generazioni precedenti non è che fosse granché benvisto. Sicuramente è stata una decisione che anche in Ford non hanno preso proprio a cuor leggero, pur avendo saggiamente deciso di non privarla del più classico tra i suoi motori: il caro 8 cilindri a V. Quindi la domanda dev’essere un’altra: chi acquisterà una Mustang con motore a quattro cilindri se ne pentirà per il resto della sua vita?

Per rispondere a questa domanda è necessario privarci per un attimo della nostra componente passionale. Poiché il 2 litri non è certo povero di coppia (432 Nm) e possiede quasi la stessa elasticità del 5 litri pur avendo una cilindrata limitata a 2,3. Il turbo fa davvero miracoli, specialmente nella bella progressione. Anche i cavalli non sono pochi (317) e le prestazioni non distanti dal V8: ci mette appena un secondo in più (5,8) per accelerare da 0 a 100 km/h. Persino il suo "timbro" è stato curato per prendere ameno un po' le distanze da un quattro cilindri qualsiasi. A parte l’aspetto fonico, comunque, non c’è nulla che possa far realmente rimpiangere il V8. L'esigua differenza di prezzo - le separano appena 5’000 franchi - induce facilmente in tentazione, sebbene non va dimenticato che i costi di gestione delle due motorizzazioni sono diametralmente opposti. È anche e soprattutto grazie a questa  “piccola” motorizzazione EcoBoost, peraltro disponibile anche in America, se oggi Ford ha deciso di commercializzare ufficialmente in Europa la sua creazione più famosa, proprio perché offriva la possibilità di aggirare il problema relativo a tasse e costi del carburante che spesso scoraggiano gli automobilisti del vecchio continente ad acquistare automobili dall'elevata cubatura. Poter possedere un’icona della storia dell’automobile che a fronte di prestazioni gratificanti dichiara un consumo medio di appena 8 litri ogni 100 km è assai allettante. Specie se il prezzo di partenza è di quelli da far mettere la mano al portafoglio: 38’000 franchi.

Come avete potuto appurare, la Mustang l’abbiamo guidata. Però, nonostante tutte le buone argomentazioni, è inutile raccontarsi frottole: l’otto cilindri è quasi d’obbligo. È quell’elemento che completa l’automobile, capace di rendere giustizia alla sua unicità. Un motore che apprezzi perché i suoi 421 cavalli non sono certo timidi, e quando vuoi lasciarli riposare puoi attraversare i paesini a 45 km/h con la quinta marcia innestata e l’ago del contagiri fermo sugli 800 giri al minuto. Il godimento è per l’appunto ancora maggiore con il cambio manuale, preciso e muscoloso come l’intera vettura, ma non affaticante nell’uso quotidiano. La sfortuna ha però voluto che durante il giorno della nostra prova non v’era un singolo angolo dell’alta Baviera che non fosse colpito da forti piogge. Perciò abbiamo appurato che sul bagnato bisogna prestare un’occhio di riguardo nei confronti del retrotreno vivace, che a controlli elettronici spenti va subito di traverso ed è gestibile da mani esperte. D’altro canto abbiamo anche appurato che la modalità di guida “Pioggia” aiuta parecchio. In totale le modalità di guida ve ne sono quattro (Normal, Sport+, Circuito, Pioggia) e regolano sospensioni, controlli elettronici e risposta dell’acceleratore. Anche il servosterzo può essere impostato con tre modalità: Normal, Comfort o Sport. Il comportamento stradale in linea di massima sembra buono, sebbene non possiamo dirvi granché per i motivi di cui sopra. Lo sterzo è svelto, i freni pronti e con un bel mordente. Ha sicuramente un potenziale che va scoperto su strade asciutte.

Nonostante la intemperie l’abitacolo della Mustang resta sempre un bel posto in cui stare. La posizione di guida è perfetta e ovunque vi sono richiami al passato. Più la guidi e più pensi che in effetti ci voleva, che i tempi erano oltremodo maturi per poter sbarcare in Europa. E anche se abbassando la capote non vedi il Gran Canyon, guidarla - specie con la canzone giusta - ti infonde davvero un bel senso di libertà.

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