CANTONE
05.05.16 - 06:000

Alla scoperta dei mulini, tesori del tempo

La Giornata svizzera dei mulini è in programma per sabato

BELLINZONA - Sabato sarà la Giornata svizzera dei mulini. Un'occasione imperdibile per scoprire questi tesori del tempo anche nel nostro cantone.

Mulino del Ghitello a Morbio Inferiore - Sarà possibile visitare il Mulino del Ghitello in funzione dalle 09.00 alle 17.00. Oltre alla dimostrazione della macinatura e all’acquisto di farina, a mezzogiorno si potrà gustare un buon piatto di polenta e formaggio a CHF 5.-/porzione. La mattina dalle 09.30 alle 12.30 è prevista una visita guidata gratuita dal Mulino del Ghitello (Parco delle Gole della Breggia) al Mulino del Daniello (Parco Valle della Motta) dove la Fondazione Galli offrirà un aperitivo a tutti i partecipanti.

Per motivi organizzativi la prenotazione per la vista guidata è obbligatoria entro venerdì 6 maggio alle ore 12.00, scrivendo a riservazioni@parcobreggia.ch oppure telefonando ai numeri: 091 690 10 29 / 079 103 73 23.

Mulino del Daniello a Coldrerio - Il Mulino del Daniello, ubicato a Coldrerio nel cuore del Parco Valle della Motta, sarà in funzione dalle 10.30 alle 17.00. Si potrà assistere alla macinazione del mais, vedere all’opera il frantoio per l’olio (l’unico attualmente funzionante in tutto il Sottoceneri) e visitare il museo didattico del mulino. Alle 16.00 verrà offerto a tutti i visitatori un rinfresco con prodotti locali e musica folk dal vivo. In caso di pioggia il rinfresco sarà annullato (in caso di tempo incerto, telefonare al n° 1600).

Visto che il Mulino del Daniello dispone di un numero limitato di parcheggi, si consiglia vivamente di recarsi sul luogo a piedi, partendo dalla piazza di Coldrerio o dalla piazza di Novazzano, seguendo i sentieri che scendono in Valle della Motta. Il tempo di percorrenza è di circa 15 minuti.

Mulino di Bruzella - Il mulino di Bruzella sarà in funzione dalle 11.00 alle 16.00 e verranno macinati mais giallo e rosso del Ticino. A pranzo sarà possibile degustare la polenta di mais rosso, che potrà essere accompagnata da formaggi e formaggini della Valle di Muggio, nonché da salumi. La giornata sarà allietata dalla musica di una bandella. 

Nel deposito, situato a pochi passi dal mulino, vi sarà come sempre la possibilità di visitare la mostra sulla storia della macinazione e sugli opifici presenti in passato nella valle. I visitatori potranno poi anche scoprire i recenti lavori di sistemazione alla roggia e al piazzale antistante il deposito. Due interventi che valorizzano ulteriormente questo splendido angolo della Valle di Muggio e che danno il via alla serie di eventi che si svolgeranno quest’anno, per sottolineare i 20 anni di rimessa in funzione del mulino. L’edificio è raggiungibile a piedi (in una quindicina di minuti) da Bruzella, Cabbio o Casima. Si consiglia di utilizzare i trasporti pubblici per raggiungere questi paesi. Ulteriori informazioni su: www.mevm.ch/mulino. 
 
Maglio del Malcantone - Anche il Maglio del Malcantone partecipa alla “Giornata svizzera dei mulini”. La Fondazione Maglio del Malcantone approfitta dell’occasione per invitare gli affezionati frequentatori, e tutti coloro che desiderano visitare l’unico maglio a leva esistente in Svizzera, a partecipare a questo appuntamento, tra le 10.00 e le 15.00. È previsto anche un pranzo con polenta, luganighetta con salsa e/o gorgonzola. E non mancheranno nemmeno formaggi, salamini, bibite, caffè e torte.

Come funziona questo maglio? L’acqua imprime alla grande ruota a pale un movimento rotatorio che, tramite il mozzo, muove ad intermittenza un altro tronco con all’estremità il martello che, battendo sull’incudine a cadenza ritmica, permette la lavorazione del ferro incandescente. Con questo ingegnoso meccanismo si ottiene la trasformazione di un moto circolare in uno rettilineo: ne deriva la definizione di “Maglio a leva e a coda”, in quanto si agisce dietro il fulcro della mazza. 
Ora, non vi resta più che scoprirlo dal vivo.

Mulino di Frasco - A Frasco è attivo l’ultimo mulino della Val Verzasca che produce ancora farina. Del 1880, il mulino produce sia farina di segale che farina di mais. Sabato il mulino sarà in funzione e aperto al pubblico dalle 10:30 alle 17:00.

Durante la giornata l’opificio sarà interamente visitabile, i mugnai guideranno i visitatori alla scoperta dell’antico mestiere del mugnaio. Sarà possibile acquistare la farina prodotta al mulino, e degustare dei prodotti tipici a base di mais, tra i quali la polenta di mais rosso del Ticino. Il mulino è situato sulla strada principale della valle: per coloro che provengono da Locarno, è possibile posteggiare 50 m prima del piccolo edificio. Informazioni sul sito: www.museovalverzasca.ch, oppure chiamando lo +41 78 694 07 11 (e-mail: noedelmulino@gmail.com).

Mulino di Fusio - A Fusio le macchine idrauliche saranno in funzione dalle 11.00 alle 16.30. Qui si potranno scoprire: la macinazione della segale, la brillatura dell’orzo nella pesta e il taglio di tronchi. Verranno date spiegazioni sul funzionamento del mulino, della pesta e della segheria e inoltre si potrà acquistare la farina di segale macinata in giornata. In caso di cattivo tempo telefonare al numero 1600/5.

Per centinaia di anni avevano ritmato la vita agreste e isolata di Fusio; avevano permesso di sfamare intere generazioni, poi - verso la fine dell'Ottocento - il grande cambiamento. La strada carrozzabile, inaugurata nell'agosto del 1871, li aveva resi degli oggetti inutili: una dopo l'altra le porte dei mulini si chiusero. 
Nel 1910, il Pign Dazi, estroso e ingegnoso falegname di Fusio, proprietario e gestore dell'albergo Posta, smontò una pesta e un mulino e vi installò una falegnameria e una segheria mosse dalla forza idraulica.

Negli anni Sessanta del Novecento anche queste vennero dismesse. Abbandonati al loro destino per lunghi anni, gli edifici mostravano i segni dell'incuria mentre le macchine erano intatte e sembravano pronte a girare di nuovo.

Un accurato restauro eseguito a tappe a partire dal 2003 ha consentito di recuperare un gioiello della civiltà rurale: i mulini di Fusio non servono più a sfamare la gente, ma rispondono al bisogno dell'uomo di conoscere il proprio passato, di ammirare l'ingegno e la costanza dei suoi antenati, di gustare cibo preparato in modo artigianale.

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