CANTONE
29.05.18 - 06:030

Tesla avanti tutta: «Le nostre auto sono sicure»

Ticino location strategica per il gruppo, che scommette sul nostro territorio. Le illazioni sull'incidente di Cadenazzo? «Leggete quel che dicono polizia e magistratura»

MELIDE - È vero che, dice il sindaco Angelo Geninazzi, è stata anzitutto Melide ad aver voluto Tesla. «I contatti sono cominciati circa un anno fa. Tesla non è solo un'auto, è un'opportunità per il turismo. Il pretesto per far fermare qui la gente di passaggio. Può dare molto al territorio». È anche vero, però, che la stima è reciproca. Tesla non avrebbe mai inaugurato una seconda stazione di super-ricarica, che oggi si aggiunge agli altri e meno noti venti "punti a destinazione" presso alberghi o ristoranti del Ticino, in preda al compiacimento davanti alle belle parole e le lusinghe. 

Un nuovo punto di ricarica: come noi, nessuno - L'ha fatto a ragion veduta, spiega piuttosto a tio.ch/20minuti il portavoce elvetico, giunto da Zurigo in occasione dell'inaugurazione delle dieci colonnine posizionate dinnanzi alla Swissminiatur. «Tesla esamina costantemente lo stato del suo network di ricarica e valuta dove abbia un senso strategico aprire una nuova stazione. In questo senso, il Ticino è un territorio importante per Tesla in Svizzera ed è anche un importante collegamento verso l'Italia, il resto del Paese e l'Europa centrale. Il Supercharger a Melide, assieme a quello sul Monte Ceneri e le altre 20 location, dà al Ticino la palma di regione con la più alta densità di punti di ricarica Tesla».

L'incidente di Cadenazzo e il «post rimosso» - Un motivo ci sarà, è il messaggio implicito, e neanche più di tanto. Non resta dunque che continuare a crederci, scantonando sospetti e illazioni. L'ultima, cattiva pubblicità è un'auto che va in fiamme a Cadenazzo; un uomo che muore in autostrada. «È una Tesla, la batteria ha scatenato l'incendio», si scriverà su Facebook poche ore dopo. «Il post è stato rimosso», replica secco il portavoce, fornendo riprova dei primi riscontri di polizia e magistratura che, al momento, smentiscono la responsabilità. «Anche noi siamo curiosi di sapere che cosa sia accaduto».

Si prova a "dialogare" con l'auto distrutta - Nessuna possibilità di ricevere informazioni utili dalla scatola nera, bruciata nel rogo; si tenta, proprio in questi giorni, la via dei dati inviati su satellite. «Siamo profondamente dispiaciuti e stiamo lavorando per ristabilire i fatti, offrendo la nostra piena collaborazione alle autorità locali. Tesla non ha ancora ricevuto dati dall'auto e dunque non può ancora dire com'è andata, anche se la spiegazione più probabile è una collisione ad alta velocità». 

E se la gente si facesse prendere dalla paura? - E adesso? La gente comincerà ad avere paura dell'elettrico? C'è il rischio? «No comment», ma un fatto: «Model S e Model C sono fra le auto più sicure mai costruite e hanno ricevuto i punteggi migliori nei più importanti crash test negli Usa e in Europa. Sono le vetture con la minor probabilità di lesioni in caso di incidenti, secondo le autorità americane».

«Non c'è concorrenza, ma un'unica missione» - Che i detrattori siano dunque i competitor? Troppa concorrenza e magari un po' sleale? Tesla glissa. «La nostra missione è accelerare la transizione verso l'energia e il trasporto sostenibile. Più produttori abbracciano la causa, meglio è per il pianeta». 

«Model S, Model X: l'ideale per molti ticinesi» - Intanto, si continua a lavorare in Ticino, location fondamentale e «punto strategico sulle rotte di viaggio». I numeri «incrementano di anno in anno», come anche nel resto del Paese. «Dopotutto, qui le persone sono molto dedite all'ambiente, la sicurezza e la tecnologia avanzata. Grazie alle distanze ravvicinate e il network di ricarica, veicoli elettrici come Model S o Model X sono l'ideale per molte persone in Ticino».

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Commenti
 
Protrkic Ivo 1 anno fa su fb
Hahaha ? Sisi autopilot che fa credere alla gente che guida già da sola però gli aiuti alla guida peggio dei tedeschi. Hai ancora tanto da imparare
Chiara Muttathukunnel Dalle Donne 1 anno fa su fb
Anche altre automobili bruciano, non solo le Tesla!!!
Maurizio Muggianu 1 anno fa su fb
Ma se bruciano in tutto il mondo, ormai vengono usate per creare defunti
Eduu Talaj 1 anno fa su fb
Ci certo come quel poro uomo che bruciato dentro colpa della batteria...
Stefano Casalinuovo 1 anno fa su fb
Se avesse rispettato i limiti...
Tato50 1 anno fa su tio
Sono sicure ? Quanti pedoni ha scambiato per birilli ?
Lore62 1 anno fa su tio
@Tato50 Ciao Tato, devi capire che sono ancora in fase test tutti questi sensori, ciò non toglie che come qualsiasi altra ricerca agli inizi, ci vorrà un pò di tempo prima di togliere la guida all'uomo sempre più assistito perchè sempre più rimbambito... XD
Tato50 1 anno fa su tio
@Lore62 Ciao Lore, basta vedere certi commenti sul Blog (tipo quello dei semafori) che di rimbambiti anche senza tecnologia ce ne sono già abbastanza. Sul fatto che la Tesla si è incendiata a causa delle batterie mi sembra di aver letto su TIO la parola di un esperto. Siccome nella mia professione qualche incidente l'ho visto, qui, non essendo rimasto nulla da esaminare daranno la colpa al morto, tanto non può difendersi ;-(( Ciaoo, buona giornata ;-))
bobà 1 anno fa su tio
Le auto elettriche (e gli smartphones) hanno un problema legato alle batterie agli ioni di litio: se la batteria subisce un urto tale da deformarla e mettere in corto-circuito delle celle al suo interno, queste si scaldano così forte da incendiarsi e generare la distruzione delle celle contigue innescando così un processo distruttivo a catena che genera temperature altrissime che i pompieri non sanno come domare. Basta digitare su google "auto elettriche e rischi in caso di incidente" che si possono leggere alcuni interessanti articoli.
Lore62 1 anno fa su tio
@bobà Certo, le batterie al massimo si incendiano, ma i serbatoi posso ESPLODERE! Vedi tu cosa è meglio, se le batterie vanno in corto, almeno ho il tempo di abbandonare l'auto...
Mattiatr 1 anno fa su tio
@Lore62 L'esplosione dei serbatoi è sempre più rara, inoltre sono già esistenti sistemi che ne limitano i danni. Le batterie una volta danneggiate sono indomabili. Sulla benzina ci butti l'acqua per abbassare la temperatura e forse qualcuno lo salvi. Non penso che bagnare i circuiti di un'auto elettrica sia una buona idea. Quindi una volta che c'è stato l'incidente come intervengono i pompieri? Si portano dietro dei liquidi speciali? E se non fosse sufficiente? L'acqua la trovi ovunque. Le schiume varie no,
Lore62 1 anno fa su tio
@Mattiatr I serbatoi delle auto hanno un'evoluzione per la sicurezza anti esplosione di circa 120 anni, se non perdevamo tempo lavorando sul motore a scoppio, impestando il pianeta con la porcheria estratta dal sottosuolo (petrolio) tanto per accontentare il Rockefeller di turno, a quest'ora le batterie erano super SICURE dalle capacità energetiche impensabili oggigiorno, e con i mezzi si soccorso adeguatamente attrezzati! Invece continuiamo a perdere tempo con stufe a 4 ruote ingrassando i soliti amici del petrolio, sparando a zero su future tecnologie più efficienti e pulite. Continuiamo così...
Mattiatr 1 anno fa su tio
@Lore62 Io non voglio star qua a dire cosa è meglio, dico solo i fatti del 2018. Le batterie sono inefficaci, si usurano e non reggono gli urti. La soluzione non sono le batterie al litio ma un nuovo sistema di immagazzinamento dell'elettricità. Per quanto ne so questo sistema va ancora inventato.
Arben Kameraj 1 anno fa su fb
A parole o fatti
David Polacsek-Maffei 1 anno fa su fb
Model X, non C... ?
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