Keystone
SVIZZERA
04.09.17 - 10:060
Aggiornamento : 10:32

Un appello contro l'uso dell'olio di Palma

Lo hanno lanciato Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti che chiedono che se ne importi meno. Il motivo? Non è né eco né solidale

BERNA - C'è nella Nutella, nella pizza surgelata ma anche nello shampoo, nel dentifricio e nelle candele. L'olio di palma si trova ormai in un prodotto su sei di quelli che si possono comprare al supermercato e non solo in quelli che importiamo dall'estero. La certificazione di questo prodotto non impedisce né la distruzione di foreste tropicali, né le violazioni dei diritti umani nei paesi interessati. Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti chiedono quindi ai commercianti al dettaglio di ridurre il numero di prodotti contenenti olio di palma sui loro scaffali e lanciano una petizione online.

«Diamoci un taglio» - Una realtà che non piace alle organizzazioni ambientaliste e di aiuto allo sviluppo: «Chiediamo che tutti i distributori all'ingrosso svizzeri ci diano un taglio», commenta Regula Reidhaar di Pane per tutti, «ormai si trova ovunque». Un prodotto che non è affatto a impatto zero come conferma uno studio co-realizzato con Sacrificio Quaresimale: per creare le monoculture di palme si sfrattano centinaia di persone dai loro terreni, si disboscano le foreste e si avvelenano le falde freatiche. «Chi compra questi prodotti è complice», puntualizza Pane per tutti.

Criteri troppo vaghi - I criteri di certificazione RSPO (Tavola rotonda sull'olio di palma) sono troppo vaghi. La RSPO infatti si fonda su misure su base volontaria e non prevede sanzioni. Lo scorso anno Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti hanno visitato diverse piantagioni certificate in Indonesia e hanno costatato che le popolazioni locali non sono state coinvolte nel processo decisionale e in alcuni casi le loro terre sono state espropriate con la forza.

Foreste a rischio - In 15 anni d'esistenza, la RSPO non è riuscita a proteggere la foresta tropicale: la superficie destinata alle monocolture è aumentata di più del 50%. Solo in Indonesia, più della metà delle foreste sono state rase al suolo per lasciare spazio a palme da olio, sottolineano le due organizzazioni precisando che l'unica soluzione per fermare la distruzione è quindi di ridurre l'utilizzo dell'olio di palma.

I dettaglianti: «Noi attenti e pro-sostenibilità» - Una presa di posizione alla quale Coop e Migros rispondono per le rime puntualizzando che attualmente la rinuncia non è concepibile né sensata. Entrambi i dettaglianti, inoltre, ribadiscono il loro impegno per una produzione sostenibile. Per le Ong, però, «non esiste olio di palma sostenbile».

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