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SVIZZERA
11.07.18 - 11:470

È record di cessione di piccole e medie imprese ad aziende estere

Lo conferma uno studio di Deloitte: «Segno di attrattività delle nostre Pmi», fra i maggiori acquirenti Germania, Francia e Gran Bretagna

BERNA - Le cessioni di piccole e medie imprese (PMI) svizzere ad aziende estere hanno toccato un nuovo record nel primo trimestre di quest'anno: 40 PMI sono passate in mani estere, il 38% in più rispetto alla stesso periodo del 2017. Il numero di acquirenti nazionali è invece rimasto invariato. Globalmente il mercato delle fusioni e acquisizioni è cresciuto del 6,4%, stando alla società di consulenza Deloitte.

«L'aumento delle vendite di imprese svizzere è un chiaro segno della forza e dell'attrattiva delle PMI elvetiche. Molte occupano posizioni chiave nei mercati di nicchia e dispongono di buone reti internazionali», secondo Jean-François, Partner Financial Advisory di Deloitte. L'indebolimento del franco ha reso i prezzi più accessibili e le PMI attraggono sia investitori finanziari che imprese del settore. Alcune cessioni sono dovute anche a una maggiore prudenza degli investitori cinesi, che hanno ceduto le loro partecipazioni svizzere.

Gli acquirenti delle PMI elvetiche provengono in gran parte dall'Europa: nove dalla Germania, tre dalla Francia e dalle Gran Bretagna e due dalla Svezia. I compratori statunitensi nei primi sei mesi dell'anno sono stati sei e i cinesi solo due, in base alle cifre pubblicate da Deloitte.

Le aziende svizzere hanno investito e rilevato meno concorrenti, in Svizzera e all'estero: nel primo trimestre le transazioni sono state 60, contro 65 l'anno prima. Delle 31 aziende estere passate in mani svizzere, 24 erano europee e 5 statunitensi. 22 acquisizioni riguardano il settore industriale, 16 i servizi e 14 i beni di consumo.

Il rapporto di Deloitte sottolinea l'elevato numero di transazioni che riguardano aziende del settore delle tecnologie, dei media e della telecomunicazioni (TMT): otto sono state vendute all'estero e tre sono diventate rossocrociate. "Non è sorprendente poiché la Svizzera possiede formazioni di primo piano, che permettono regolarmente a start-up e spin-off promettenti di emergere", commenta Lagassé.

Le acquisizioni in cui sono coinvolti fondi di private equity (PE) sono passate dal 28% al 36% in un anno. Oltre alle società di PE, anche gli investitori strategici sono sottoposti a forti pressioni per quanto riguarda gli investimenti: sono alla ricerca di possibilità di acquisizioni e di conseguenza i prezzi continuano ad aumentare.

Viste le tensioni commerciali e le incertezze politiche, gli esperti di Deloitte sono moderatamente ottimisti per il resto dell'anno. Fra i fattori che frenano Lagassé cita la guerra commerciale, i tassi di interesse che aumentano lentamente, l'Italia che crea instabilità nella zona euro e un leggero rafforzamento del franco svizzero.

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Commenti
 
Equalizer 2 mesi fa su tio
Bravo Elvicity, sono d'accordo con te, c'è molta gente che se trova l'occasione giusta al prezzo giusto vende, specialmente se hai creato la tua dita ancora negli anni 90, la tecnologia ha portato grande aiuto per lo sviluppo, ma la burocrazia con l'ossessione del controllo e delle tasse annienta a volte anche il più volonteroso.
elvicity 2 mesi fa su tio
non è un buon segno... se vendono perchè non conveniene a mantenere in piedi una ditta.. e piano piano arriveremo ai livelli dell'EU per quanto riguarda i salari.
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