FRANCIA
25.04.18 - 13:090

Corruzione, fermo prorogato a Bolloré

L'imprenditore, 66 anni, avrebbe ottenuto favori in Togo e Guinea

PARIGI - Prorogato lo stato di fermo nei confronti dell'imprenditore francese Vincent Bolloré, sospettato di corruzione per ottenere concessioni portuali in Togo e Guinea. Lo si apprende da fonti giudiziarie.

Oltre all'industriale e miliardario, che ha 66 anni, altri due dirigenti del gruppo sono sotto interrogatorio alla procura di Nanterre, vicino a Parigi: il responsabile del polo internazionale di Havas e il direttore generale del gruppo Bolloré.

Francis Perez, presidente del gruppo Pefaco, società specializzata nel settore alberghiero e molto presente in Africa, è anche lui in stato di fermo da ieri.

I giudici istruttori - secondo quanto si è appreso - stanno cercando di capire se il gruppo Bolloré abbia utilizzato le attività del braccio "politico" della sua filiale Havas per operare a favore di alcuni leader locali e vedersi in cambio attribuire la gestione di porti a Lomé e Conakry, attraverso la Bolloré Africa Logistics.

In un comunicato, ieri, il gruppo Bolloré ha "formalmente" smentito di aver commesso irregolarità in Africa. Al centro dell'inchiesta, avviata dopo le denunce di un ex socio franco-spagnolo di Bolloré, Jacques Dupuydauby, c'è l'assistenza prodigata nel 2010 da Havas nel corso delle campagne presidenziali vincenti di Alpha COndé in Guinea e di Faure Gnassingbé in Togo. Entrambi fecero ricorso all'aiuto di Havas, guidata da Jean-Philippe Dorent.

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