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CANTONE/SVIZZERA
25.04.18 - 06:020

Il Ticino invecchia male: ci cureranno i robot?

Pochi letti nelle case di riposo e ormai quasi tutti occupati, mentre le cure a domicilio, comunque insufficienti, non bastano alla nostra gente

LUGANO - Popolazione sempre più vecchia, in Ticino come nel resto della Svizzera o del mondo. Fin qui, tutto nelle aspettative. Quello che invece magari sorprende è il fatto che la richiesta di posti letto nelle case per anziani elvetiche diminuisce. Il tasso di occupazione è sceso in media dal 96% al 94% tra il 2012 e il 2016, tra il 95% e il 93% se si considera solo la Svizzera tedesca, dove in alcuni casi è finito sotto il 90%, per un calo superiore ai cinque punti percentuali in cinque anni.

Quello che forse non stupisce, però mette in allarme, è il solco della controtendenza in cui si insinua il Ticino. Qui la domanda è addirittura invece aumentata e l'occupazione è passata dal 97% al 98%. La saturazione è ormai vicina, i guai forse, complice un numero di posti letto già inferiore alla media. «Nei cantoni di lingua tedesca, alla fine del 2016 ce n'erano 23 ogni cento abitanti sopra gli 80 anni - svela a tio.ch/20Minuti Andreas Christen, economista di Credit Suisse che ha condotto uno studio prendendo in esame i dati dell'Ufficio federale della sanità pubblica - In Ticino 18. In Romandia 17».

E complice, non meno grave, anche un'offerta più scarsa di alternative, alloggi attrezzati o cure ambulatoriali su cui stanno puntando gli svizzero-tedeschi. La popolazione anziana intanto cresce: se oggi gli over 80 sono 430mila, nel 2040 si prevede saranno 870mila.

Christen, dunque in Ticino i letti non sono abbastanza?

«Non posso dirlo. Quello che vedo è che oggi il tasso medio di occupazione è superiore alla media elvetica a e non si è ridotto negli ultimi anni. Di sicuro non c'è un eccesso di capacità, a differenza di altre aree della Svizzera tedesca». 

Di questo passo verranno a mancare, non trova?

«Ci aspettiamo che nella maggior parte del Ticino vi sarà presto bisogno di letti aggiuntivi, anche nel medio termine. E ancora di più se ragioniamo sul lungo periodo».

Perché ? Forse da noi mancano ancora quei servizi alternativi su cui altre regioni hanno scommesso per tempo?

«Uno dei motivi è l'invecchiamento demografico. Ma un altro, molto importante, è che al confronto con altre zone della Svizzera in Ticino ci sono meno persone che hanno bisogno di cure modeste. Questo significa che c'è meno possibilità di offrire soluzioni alternative alle case di riposo, come le cure ambulatoriali. Nella Svizzera tedesca invece il potenziale è molto più elevato e questo consentirà di liberare ancora altri posti letto nei prossimi anni». 

Salute più precaria in Ticino. Quindi alle case di cura non c'è alternativa?

«No, la soluzione non può essere solo quella di "costruire più letti". Il modello per il futuro sarà una combinazione di case di cura, per quei clienti che hanno bisogno di molta cura, e soluzioni ambulatoriali per i clienti che hanno bisogno solo una moderata quantità di cura. In questo senso, possiamo dire che ci sarà bisogno di più assistenza domiciliare e più appartamenti per anziani, i cosiddetti alloggi assistiti». 

E che un ticinese chieda ospitalità là dove i letti sono vuoti? Possibile?

«Non ho idea di quali potranno essere le sfide del futuro. Credo che fornire infrastrutture sia una delle sfide, ma non la più grande. La vera sfida sarà riuscire a trovare i finanziamenti, non tanto per le infrastrutture quanto per i servizi di assistenza. Così come trovare personale qualificato. E questi sono problemi pressanti in tutte le regioni svizzere. Non penso dunque che la mobilità possa risolvere la questione. Inoltre, non sarebbe una soluzione desiderata. La maggior parte delle persone preferisce rimanere in un ambiente che conosce».

In passato si è letto però di anziani che si sono trasferiti all'estero, per ammortizzare i costi.

«Ci sono alcune persone che preferiscono vivere in altri paesi. Ma non si tratta della maggioranza. Ripeto: il Ticino, come la Svizzera, ha bisogno di più strutture di assistenza, si tratti di case di cura o appartamenti, e di personale adeguato. Però non è detto».

In che senso?

«Nei prossimi anni è destinato ad aumentare non solo il numero di anziani, ma il numero di anziani "giovani", ancora sani ed energici. Se si trova un modo per coinvolgerli maggiormente all'interno della società, questo potrà aiutare, almeno un po'. Una speranza ulteriore viene dalla tecnologia. Mi riferisco ai robot per l'assistenza infermieristica. Secondo The Economist, le case di cura giapponesi li stanno testando».

Insomma, ci cureranno i robot?

«Al momento è difficile dire se potranno aiutarci in maniera significativa. Una cosa però è sicura: fornire un'assistenza adeguata agli anziani sta diventando sempre più una sfida per la nostra società. C'è una piccola consolazione: si tratta di un processo che richiede anni e persino decenni per completarsi. Abbiamo ancora tempo per trovare buone soluzioni».

 

 

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Commenti
 
nordico 6 mesi fa su tio
Vi sono almeno un paio di considerazioni: 1) Gli Svizzero-tedeschi sono più previdenti di noi e hanno costruito case per anziani e medicalizzate in numero maggiore. 2) Invecchiare in modo sano è, anche se solo a medio-lungo termine, l'unico modo intelligente per evitare la pericolosa china dell'aumento esponenziale dei costi di anzianità per tutta la società. A questo scopo la geriatria non deve più limitarsi a tenere in vita gli anziani tramite cure e medicinali ma deve accompagnarli con un lavoro di prevenzione e di guida iniziando dalla seconda età fino alla terza .... e oltre. Altrimenti succederà come in Giappone dove moltissimi anziani vanno in case medicalizzate delle Filippine, là dove possono ancora permettersi di passare gli ultimi anni accuditi come si deve.
siska 6 mesi fa su tio
Concordo sig. Manuele Romeo Somazzi...eventualmente (lo aggiungo io) una bella scarpata al robot se le ha.......
Manuele Romeo Somazzi 6 mesi fa su fb
Chi deve mettere ordine e controlli dopo tutti gli scandali nelle Case per Anziani, Direttori non all’altezza , malversazioni ecc. qui ci vuole della Umanità altro che robot
Campanelli Lucy Arty 6 mesi fa su fb
E le raccomandazioni per poterci lavorare all’interno dove le lasciamo?
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