CANTONE/STATI UNITI
14.02.18 - 06:070
Aggiornamento 12:18

Apple ha venduto più Watch di tutta la Svizzera

Ottanta milioni di pezzi: i dati dell'ultimo trimestre 2017 segnano il sorpasso. Ma «niente paura, restano un'altra cosa: i nostri orologi sono opere d'arte al polso»

CUPERTINO - A conti fatti, per chi ha voglia di farli, forse non è  poi così vero che gli orologi svizzeri stiano tanto meglio. Vero è semmai che, per dirla al modo dei rappresentanti di categoria, adesso «un po' si tira il fiato»: dopo due anni di ribassi continuati e consistenti, nel 2017 si è registrata una lenta ripresa e le esportazioni hanno sfiorato i 20 miliardi, con una progressione del 2,7% a 19,9 miliardi di franchi.

Il franco ha fatto tanto: ma non abbastanza? - Un risultato che «va oltre le nostre previsioni, il mercato si è stabilizzato prima del previsto», ha dichiarato qualche giorno fa Jean-Daniel Pasche, presidente della Federazione svizzera dell'industria orologiera. Molto, lo ammette, si deve al franco debole. Ma «siamo in ripresa – conferma Oliviero Pesenti, presidente dell'associazione ticinese industria orologiera – Stiamo vivendo una seconda giovinezza, pur sempre con i nostri alti e bassi». 

Alla faccia del "flop" - Eppure, l'ultimo trimestre 2017 di Apple pare raccontare qualcosa di molto diverso. Da sola, l'azienda di Cupertino ha venduto 8 milioni di Apple Watch: per la prima volta più orologi di quanti, nello stesso periodo, sono stati piazzati da Rolex, Omega, Swatch e gli altri produttori elvetici messi assieme.

Le anticipazioni di Ubs - Salutati agli albori come i dispositivi del futuro, poi dichiarati un mezzo flop, infine capaci di vendere comunque più degli altri. Lo studio Ubs dello scorso giugno lo dichiarava apertamente: «Hanno una fetta stimata attorno ai 30-40 milioni di pezzi, i cronografi svizzeri sono fermi a 25 milioni». Il finale d'anno è stato ancora più eloquente.

Cent'anni di storia bypassati così - Una tradizione centenaria bypassata così, in soli quattro anni dall'arrivo sul mercato. Merito di «un 50% di crescita del fatturato e una crescita a due cifre in tutte le aree geografiche», ha dichiarato Tim Cook; nonché dell'appeal dei nuovi modelli.

Stavolta lo smartphone è solo Apple - Così, se finora era capitato (spesso) che a battere la Svizzera sui numeri fossero tutti gli orologi connessi e intelligenti, stavolta è bastata solo Apple. «È stato il nostro miglior trimestre di sempre per l’Apple Watch», ha riconosciuto il ceo, senza addentrarsi in dati che nelle scorse ore hanno fornito però le agenzie di analisi del mercato Canalys e IDC: 8 milioni in tre mesi su un totale di 19 milioni nell'intero 2017.  

Ma la cifra d'affari dice che... -  «Non sono sorpreso né dispiaciuto – riflette però tranquillo Pesenti – Era prevedibile andasse così. Stanno prendendo il sopravvento sull'entrata di gamma, ma l'orologio svizzero rimarrà sempre quello che è: un'opera d'arte da portare al polso. Non lo intacca uno smartwatch, che non può competere con l'alta gamma in cui si riconosce la produzione elvetica. Basti pensare che, su un miliardo di orologi l'anno al mondo, 20 milioni sono svizzeri, ma la nostra cifra d'affari supera l'80%». 

Del resto, l'ora si legge anche sullo smartphone - Insomma, vista così è l'Apple Watch che guadagna, non l'orologio svizzero che perde. «Non è un rivale, è un prodotto di complemento.  Ben vengano questi orologi, hanno una loro utilità. Chissà mai che poi, partendo da uno smartwatch, venga la passione e la voglia di acquistare un orologio "serio". È un dispositivo interessante, ma è un mondo che viaggia e viaggerà sempre in parallelo. Del resto - conclude Pesenti - oggi l'ora si può leggere anche sullo smartphone». 

 

 

 

 

 

 

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