Keystone / AP
MONDO
11.02.18 - 17:400

Borse, domani apertura con il fiato sospeso

La scorsa settimana sono andati persi 5000 miliardi di dollari

NEW YORK - Apertura col fiato sospeso, domani, per le borse mondiali, dopo una settimana di crolli e alta volatilità che ha lasciato sul campo, in sole 5 sedute, la bellezza di 5.000 miliardi di dollari.

In attesa dell'apertura delle piazze asiatiche, sulla scia dell'altalena di venerdì di Wall Street terminata poi con un rimbalzo a +1,40% in chiusura, l'attenzione è tutta rivolta alle prossime mosse della Fed sui tassi e all'evolversi della situazione politica in Europa, con il nascente nuovo governo in Germania e l'Italia alla 'vigilia' di elezioni che non fanno intravedere un quadro stabile.

A pesare restano comunque soprattutto i timori che la Fed, alla luce di una crescita Usa sostenuta (le ultime stime indicano un +3,35% di Pil nel primo trimestre), di una piena occupazione che sembra sempre più a portata di mano e di salari in crescita, possa alzare i tassi d'interesse 4 volte nel corso del 2018 per contenere una eventuale accelerazione dell'inflazione.

Timori che sono cresciuti ulteriormente con l'accordo sul Bilancio che, sebbene raggiunto, prevede enormi incrementi di spesa, pari a circa 300 miliardi di dollari. A questo punto, spiegano gli analisti, la Fed sarebbe sotto pressione affinché anticipi la stretta sui tassi. Cruciale il dato sull'inflazione che sarà reso noto nei prossimi giorni.

In questo clima nervoso è fuga dai fondi azionari. In settimana gli investitori hanno ritirato, a livello globale, la cifra record di 30,6 miliardi di dollari. Particolarmente colpiti sono stati i fondi azionari Usa, con prelievi pari a 34 miliardi di dollari. Dai fondi azionari europei sono stati invece ritirati 3,4 miliardi, da quelli dell'Asia-Pacifico 7,7 miliardi. Solo i fondi azionari dei mercati emergenti hanno registrato flussi d'investimento per 2,1 miliardi.

Un 'contributo' al calo dei listini potrebbe arrivare dagli algoritmi: secondo molto osservatori, la cosiddetta 'guerra delle macchine' può avere un ruolo importante sia nel trainarli sia nell'affossarli. «L'unica cosa su cui puntare il dito quando si sperimenta un calo come quello di lunedi' sono le macchine, ovvero l'high frequency trading», avevano osservato gli analisti di Think Markets dopo lo scorso lunedì nero di Wall Street, riferendosi ai programmi basati su algoritmi che spingono al ribasso i titoli azionari quando vengono superati quelli che i trader chiamano 'livelli tecnici'.

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