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UNIONE EUROPEA
24.06.18 - 17:400
Aggiornamento 21:45

La proposta italiana per superare Dublino. Le reazioni

Ecco il documento di sintesi in dieci punti presentato al minisummit sui migranti

BRUXELLES - Ecco il documento di sintesi della proposta italiana avanzata dal premier Giuseppe Conte al vertice informale di Bruxelles sui migranti. Si intitola 'European Multilevel Strategy for Migration' e consta di una premessa e 10 obiettivi.

«L'Europa - vi si legge - è chiamata ad una sfida cruciale. Se non riesce a realizzare un'efficace politica di regolazione e gestione dei flussi migratori, rischia di perdere credibilità tutto l'edificio europeo. Occorre un approccio integrato, multilivello che coniughi diritti e responsabilità. L'Italia vuole contribuire costruttivamente alla formulazione di questo nuovo approccio. Dobbiamo passare dalla gestione emergenziale, alla gestione strutturale del fenomeno immigrazione. Ciò si realizza in primo luogo con la regolazione dei flussi primari (ingressi) in Europa, solo così si potranno regolare successivamente i flussi secondari (spostamenti intraeuropei).

1. Intensificare accordi e rapporti tra Unione europea e Paesi terzi da cui partono o transitano i migranti e investire in progetti. Ad esempio la Libia e il Niger, col cui aiuto abbiamo ridotto dell'80% le partenze nel 2018.

2. Centri di protezione internazionale nei Paesi di transito. Per valutare richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti, anche al fine di rimpatri volontari. A questo scopo l'Ue deve lavorare con l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM). Perciò è urgente rifinanziare il Trust Fund UE-Africa (che ha attualmente uno scoperto complessivo di 500milioni di euro) che incide anche su contrasto a immigrazione illegale su frontiera Libia-Niger.

3. Rafforzare le frontiere esterne. L'Italia sta già sostenendo missioni UE (EUNAVFOR MED Sophia e Joint Operation Themis) e supportando la Guardia Costiera Libica, occorre rafforzare queste iniziative.

4. Superare Dublino (obiettivo più complesso). Nato per altri scopi, è ormai insufficiente. Solo il 7% dei migranti sono rifugiati. Senza intervenire adeguatamente rischiamo di perdere la possibilità di adottare uno strumento europeo veramente efficace. Il Sistema Comune Europeo d'Asilo oggi è fondato su un paradosso: i diritti vengono riconosciuti solo se le persone riescono a raggiungere l'Europa, poco importa a che prezzo.

5. Superare il criterio Paese di primo arrivo. Chi sbarca in Italia, sbarca in Europa. Riaffermare responsabilità-solidarietà come binomio, non come dualismo. È in gioco Schengen.

6. Responsabilità comune tra Stati membri sui naufraghi in mare. Non può ricadere tutto sui Paesi di primo arrivo. Superare il concetto di 'attraversamento illegale' per le persone soccorse in mare e portate a terra a seguito di Sar (search and rescue, ricerca e soccorso). Bisogna scindere tra porto sicuro di sbarco e Stato competente ad esaminare richieste di asilo. L'obbligo di salvataggio non può diventare obbligo di processare domande per conto di tutti.

7. L'Unione europea deve contrastare, con iniziative comuni e non affidate solo ai singoli Stati membri, la 'tratta di esseri umani' e combattere le organizzazioni criminali che alimentano i traffici e le false illusioni dei migranti.

8. Non possiamo portare tutti in Italia o Spagna. Occorrono centri di accoglienza in più paesi europei per salvaguardare i diritti di chi arriva e evitare problemi di ordine pubblico e sovraffollamento.

9. Contrastare i movimenti secondari. Attuando principi precedenti, gli spostamenti intra-europei di rifugiati sarebbero meramente marginali. Così i movimenti secondari potranno diventare oggetto di intese tecniche tra paesi maggiormente interessati.

10. Ogni Stato stabilisce quote di ingresso dei migranti economici. È un principio che va rispettato, ma - conclude il documento - vanno previste adeguate contromisure finanziare rispetto agli Stati che non si offrono di accogliere rifugiati».

I commenti - I lavori del mini-summit di Bruxelles sul nodo dei migranti si sono appena conclusi. La cancelliera tedesca Angela Merkel è stata la prima a lasciare la riunione rilasciando una breve dichiarazione alla stampa.

Merkel, la responsabilità è di tutti - «Abbiamo trovato "molta buona volontà" per discutere e superare i disaccordi sul tema migranti». Lo ha detto Angela Merkel al termina del mini vertice evidenziando anche la convergenza registrata sulla necessità del rafforzamento delle frontiere esterne e sul fatto che, sul tema migranti, «la responsabilità è di tutti: nessun Paese deve prendersi il peso da solo».

Sanchez, conversazione franca ma passi avanti - «La sensazione che ho avuto partecipando alla riunione odierna è stata positiva». Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez a conclusione del minivertice oggi a Bruxelles. «Abbiamo trovato dei punti di unione e abbiamo fatto un buon passo in avanti - ha aggiunto -. La conversazione è stata franca, ma tutti siamo concordi nell'avere una visione europea e su come affrontare il tema migranti».

Conte, molto soddisfatti, data giusta direzione - «Si è conclusa la riunione informale sul tema migrazione a Bruxelles e rientriamo a Roma decisamente soddisfatti. Abbiamo impresso la giusta direzione al dibattito in corso. Ci rivediamo giovedì al Consiglio Europeo». Lo afferma su Twitter il premier italiano Giuseppe Conte dopo aver lasciato il Palais Berlaymont.

Macron, proposta Conte coerente con discussioni in Ue - «Il presidente del Consiglio (italiano ndr) Conte ha espresso una posizione ed è stato coerente con l'insieme delle discussioni al tavolo». Così il presidente francese Emmanuel Macron al termine della mini riunione oggi a Bruxelles sui migranti. «Ma a volte - ha aggiunto - sento cose dalla stampa che non sono la stessa cosa...».

Muscat, è andata meglio di quanto atteso - «È andata meglio di quanto atteso. Spero che questa riunione serva allo scopo di capirci meglio per la settimana prossima». Lo ha detto il premier maltese Joseph Muscat, lasciando il vertice di Bruxelles sull'immigrazione, sottolineando che «non servono dichiarazioni di alto livello, quello di cui abbiamo bisogno sono azioni concrete. Se non prendiamo delle decisioni, ci sarà una escalation. Ma abbiamo registrato una volontà in questa direzione», ha concluso.

La conclusione - Si conclude senza una sintesi scritta - come peraltro era previsto dopo l'accantonamento della bozza qualche giorno fa - il vertice dei 16 Paesi Ue sui migranti al Palais Berlaymont. La riunione era sta concepita suddivisa in tre round: il primo sulla dimensione esterna del dossier, il secondo sul controllo delle frontiere esterne e il terzo sulla dimensione interna, tema che include anche movimenti secondari e redistribuzione dei migranti.

Il vertice, dopo una lunga sessione dedicata al primo round e aperto con l'illustrazione, da parte del premier Giuseppe Conte, della proposta italiana, nel tardo pomeriggio ha poi avuto una netta accelerazione dedicando molto meno tempo al secondo e terzo round.

Nel corso del vertice, oltre a quella italiana, è emersa anche la proposta franco-spagnola stilata ieri nel corso dell'incontro tra Emmanuel Macron e Pedro Sanchez. Proposta che, a dispetto della strategia italiana, prevede di tenere nei Paesi europei i "centri chiusi" di accoglienza. Con l'Italia che ha ribadito il suo "no" alla proposta franco spagnola.

Fonti del governo italiano si dicono, pur nella mancanza di un passo avanti concreto, soddisfatti per aver ottenuto, nel corso del vertice, che il tema dei movimenti secondari non sia stato trattato in maniera prioritaria rispetto all'emergenza sbarchi.


 

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