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ISRAELE
14.05.18 - 15:090
Aggiornamento 18:11

Israele: «Non abbiamo migliori amici al mondo che gli Usa»

Inaugurata oggi l'ambasciata americana a Gerusalemme, oggetto di discordia internazionale.Trump: «Giusto, è la capitale di Israele»

GERUSALEMME - È cominciata a Gerusalemme la cerimonia di apertura della nuova ambasciata Usa. Al suo arrivo il premier Benyamin Netanyahu è stato accolto dagli applausi.

In prima fila Ivanka Trump, Jared Kushner, l'ambasciatore Usa David Friedman e il vice segretario di Stato Usa John Sullivan insieme al segretario al Tesoro David Mnuchin. Presente anche il presidente di Israele Reuven Rivlin. Suonato l'inno nazionale Usa.

«Non abbiamo migliori amici al mondo che gli Usa». Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu. «Grazie per aver avuto il coraggio di mantenere la promessa», ha aggiunto rivolgendosi alla delegazione Usa e al presidente Trump.

«Ricordate questo momento, questa è storia. Il Paese più potente del mondo oggi ha aperto a Gerusalemme la sua ambasciata. Eravamo a Gerusalemme e - ha proseguito tra gli applausi - siamo qui per restarci».

Nel suo appassionato discorso, Netanyahu ha fatto anche una digressione di carattere personale. Ha ricordato che nel rione dove viene ora aperta l'ambasciata degli Stati Uniti in passato l'area era pressoché disabitata e ritenuta pericolosa perché molto vicina alla linea di cessate il fuoco con la Giordania.

«Io avevo tre anni, mio fratello Yoni ne aveva sei. Quando andavamo nei campi, mia madre ci diceva di fare attenzione perché potevano esserci cecchini o esplosivi. Questo avveniva allora - ha proseguito il premier - mentre oggi viene qui aperta l'ambasciata del Paese più potente al mondo. Che grande differenza».

Netanyahu ha aggiunto: «Questo è un gran giorno per la pace. La pace e la verità sono connesse. Non si può edificare la pace se non sulla base della verità. E la verità è che Gerusalemme è la capitale di Israele». Netanyahu ha concluso il suo intervento con una formula tradizionale in ebraico di ringraziamento al Signore.

Friedman:  «Gli Stati Uniti sono stati i primi a riconoscere Israele» - «70 anni fa Ben Gurion proclamò la nascita dello stato di Israele. 11 minuti dopo il presidente Truman riconobbe lo stato di Israele, primo al mondo. Finalmente 70 anni dopo gli Usa compiono il loro passo aprendo la loro ambasciata a Gerusalemme. Per primi al mondo. Lo ha detto l'ambasciatore David Friedman nel suo intervento di apertura nella cerimonia a Gerusalemme.

Trump: «Gerusalemme è la capitale di Israele» - «La capitale di Israele è Gerusalemme. Israele, come ogni Stato sovrano, ha il diritto di determinare la sua capitale»: lo ha detto Donald Trump nel video messaggio inviato per la cerimonia di apertura dell'ambasciata Usa a Gerusalemme.

«La nostra speranza è per la pace e gli Stati Uniti restano impegnati per un accordo di pace», ha proseguito.

La Giordania condanna l'apertura - La Giordania ha ribadito oggi la sua opposizione all'apertura dell'ambasciata Usa a Gerusalemme, definendola «una violazione della Carta dell'Onu e delle leggi internazionali», mentre ha rinforzato le misure di sicurezza intorno all'ambasciata americana ad Amman in vista di una manifestazione di protesta.

Decine di veicoli militari con a bordo agenti in assetto anti-sommossa hanno circondato la sede diplomatica di Washington, nella parte occidentale della capitale giordana. Diversi gruppi di opposizione hanno in programma una manifestazione contro la decisione americana.

Il portavoce del governo, Mohammad al Momani, ha affermato che Gerusalemme Est «è la capitale dello Stato palestinese e come ha affermato Sua Maestà re Abdallah, custode dei luoghi sacri islamici e cristiani, è la chiave per la pace».

La Giordania, ha aggiunto il portavoce, citato dall'agenzia Petra, «continuerà i suoi sforzi con la comunità internazionale per arrivare ad una soluzione del conflitto e garantire i legittimi diritti del popolo palestinese».

Lega araba: «Una vergogna» - Il segretario generale della Lega araba, Ahmed Aboul-Gheit, ha dichiarato che «è una vergogna vedere Paesi unirsi agli Stati Uniti e a Israele nelle celebrazioni in occasione del trasferimento a Gerusalemme dell'ambasciata Usa, in una chiara e grande violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu». Lo riferisce un comunicato dell'organizzazione dei paesi arabi.

Aboul-Gheit ha aggiunto che «i Paesi che si rispettano si son ben guardati dal partecipare a questa farsa e io chiedo a tutti gli Stati di rispettare i principi, di non cedere alle pressioni e di evitare di prendere qualsiasi misura dannosa per i diritti del popolo palestinese».

Il segretario generale aggiunto della Lega araba con delega per la questione palestinese e i territori occupati, Said Abou Ali, ha fatto appello a un intervento internazionale urgente «per fermare l'orribile massacro perpetrato dalle forze di occupazione israeliane contro i palestinesi, in particolare nella Striscia di Gaza». Lo riferisce una nota diffusa al Cairo.

«Una nuova catastrofe» - «Alla vigilia della commemorazione della Nakba, l'amministrazione americana dichiara una nuova giornata di catastrofe». Così il primo ministro libanese, Saad Hariri, ha commentato oggi l'inaugurazione dell'ambasciata americana a Gerusalemme, paragonandola alla 'catastrofe' del 1948, come i palestinesi ricordano la fuga di 700'000 profughi durante la guerra seguita alla proclamazione dello Stato di Israele.

«Esprimo il mio più profondo dispiacere - ha aggiunto Hariri in una dichiarazione diffusa dal suo ufficio stampa - di fronte a questa decisione che provoca la collera di centinaia di milioni di arabi, musulmani e cristiani, aizza la violenza, permette agli israeliani di versare il sangue di ancora più palestinesi innocenti e aumenta l'intensità dell'estremismo che minaccia la comunità internazionale».

Il premier libanese esprime quindi «la completa solidarietà ai fratelli palestinesi nella loro legittima lotta» e chiede alla comunità internazionale di «agire rapidamente per mettere fine ai massacri e aiutare i palestinesi a costituire uno Stato indipendente con Gerusalemme come capitale».

Critico anche il Qtar - Il ministero degli Esteri del Qatar ha denunciato la violenza delle forze israeliane contro palestinesi disarmati a Gaza durante le proteste per la decisione degli Stati Uniti di spostare l'ambasciata americana a Gerusalemme. Lo riporta The Peninsula.

Secondo quanto riportato in un comunicato reso noto dall'agenzia stampa del Qatar Qna, la portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Lolwah Al Khater, ha richiesto a tutte le potenze internazionali e regionali di agire immediatamente per fermare le violenze, sollecitando anche l'intervento del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Mosca: «Siamo preoccupati» - Mosca esprime "preoccupazione" per quanto accaduto nella Striscia di Gaza. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov al termine delle consultazioni con il suo omologo egiziano nel formato 2+2 (ovvero un mini-vertice fra i dipartimenti degli Esteri e della Difesa). «Per quanto riguarda poi il trasferimento dell'ambasciata Usa a Gerusalemme, abbiamo più volte espresso il nostro parere negativo», ha sottolineato Lavrov. Lo riporta la Tass.


 
 

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