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ENERGY CHALLENGE
08.08.19 - 07:300
Aggiornamento : 18:34

Perché dovremmo mangiare più melone

Previene le malattie, protegge dal caldo e in questo periodo ha un ecobilancio eccellente: il melone

 

Come ingrediente per bevande, insalate e dessert: durante le calde giornate estive, il melone è sempre presente sulle nostre tavole. Anche su Instagram o sulle ricette di Pinterest, in questi giorni questa cucurbitacea appare molto più spesso in confronto a tanti altri alimenti. Secondo il portale di statistica Statista, gli svizzeri consumano ogni anno circa quattro chili di melone. Ecco qualche buona ragione per approfittare della stagione estiva e fare una scorpacciata di anguria, charentais e melone.

Grazie all’elevato contenuto di acqua, il melone aiuta a prevenire la disidratazione e contiene inoltre pochissime calorie. Secondo le differenti fonti di dati, il contenuto di acqua del melone varia dal 93 al 96 per cento. Il melone contribuisce inoltre al rafforzamento delle difese immunitarie. Le sostanze contenute proteggono dalle malattie agli occhi e riducono il rischio di cancro, asma, arteriosclerosi e artrite. Inoltre, questa cucurbitacea ha un effetto antinfiammatorio ed è ottima per cuore e vasi sanguigni.

Gli antiossidanti proteggono la pelle dalle radiazioni solari
Gli antiossidanti contenuti nel melone sotto forma di vitamina A, vitamina C e licopene catturano i radicali e in estate fungono da protezione naturale dai raggi solari proteggendo le cellule del corpo dall’ossidazione e dai danni provocati dal sole. Gli antiossidanti vengono assorbiti dalla membrana delle cellule e interagiscono con i radicali liberi per proteggere la pelle. Per quanto riguarda le sostanze contenute, ci sono notevoli differenze tra i differenti tipi di melone: mentre il melone contiene in generale molta più vitamina A, potassio e betacarotene rispetto all’anguria, i meloni cantaloupe hanno un contenuto particolarmente elevato di vitamina A. I meloni galia, appartenenti alla famiglia dei meloni retati, contengono tanto potassio quanto i meloni classici ma nettamente meno vitamine.

Oltre agli effetti positivi sulla salute, questa cucurbitacea, di stagione in Svizzera tra la fine di maggio e la metà di settembre, offre in questo periodo un ottimo bilancio energetico ed ecologico. L’energia grigia di un alimento è la quantità di energia utilizzata durante tutto il ciclo di vita del prodotto. Si nasconde ad esempio nel fabbisogno di calore o elettricità per la produzione e la lavorazione di un alimento, nel carburante utilizzato per il trasporto, nell’imballaggio e nel fabbisogno di energia per lo stoccaggio, la vendita e la preparazione. I prodotti vegetali sono generalmente più sostenibili rispetto a carne, uova e latte.

I prodotti di stagione hanno effetti positivi sull’ambiente e sul clima
Se frutta e verdura vengono prodotte in serre riscaldate, l’energia per il riscaldamento costituisce una parte importante dell’energia grigia. Il bilancio energetico dei prodotti di origine vegetale coltivati in Svizzera al di fuori della stagione naturale in serre riscaldate a nafta è quindi peggiore rispetto agli stessi prodotti coltivati in campo aperto nel sud dell’Europa. Il trasporto con i camion pesa meno sul bilancio rispetto al riscaldamento delle serre. Frutta e verdura regionali sono particolarmente sostenibili dal punto di vista ambientale quando sono di stagione. I consumatori attenti all’ambiente dovrebbero quindi puntare su frutta e verdura di stagione coltivate in campo aperto: in questo periodo ad esempio i meloni sono perfetti. Da noi vengono coltivati principalmente charentais, meloni retati, meloni cantaloupe e meloni galia ma esistono anche le angurie svizzere.

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