Screenshot del film «Ci vediamo venerdì» / New Line Cinema
Che si tratti di attività quotidiane come lavare o far spesa o di grandi piani come la progettazione della propria abitazione, le bufale sul risparmio energetico sono praticamente ovunque. Qui smascheriamo alcuni falsi miti, il che conduce talvolta a diniego, sorpresa o piccoli shock.
ENERGY CHALLENGE
08.06.18 - 14:110

Le bufale sul risparmio energetico dure a morire

Alcune leggende metropolitane sul tema del risparmio energetico continuano a rimanere saldamente ancorate nell’opinione pubblica. A torto. Andiamo a scardinare falsità e mezze verità

 

Gli adulti compiono circa 20 000 scelte al giorno, fra cui rientrano questioni a prima vista irrilevanti come ad esempio quale mela gustare durante la pausa delle nove del mattino oppure il programma di lavaggio per i capi sporchi. Molte scelte sono intuitive e ci pensiamo al massimo tre secondi. Le informazioni comprovate aiutano a effettuare scelte e selezioni in modo consapevole, mentre credere ai miti conduce a decisioni irrazionali a causa della mancanza di fatti concreti.

E se si parla di risparmio energetico e di salvaguardia ambientale persistono grandi incertezze, mentre falsi miti e mezze verità sono duri a morire. Un peccato, considerato il beneficio che si può arrecare all’ambiente e alle proprie tasche risparmiando energia. Di seguito andiamo a smascherare alcuni falsi miti sul risparmio energetico che circolano spesso.

Il cosiddetto programma ecologico di molte lavatrici dura più a lungo di un comune lavaggio, pertanto è necessario quasi lo stesso quantitativo energetico di un programma standard.
Quest’affermazione è falsa. Nel complesso, le circa due milioni di lavatrici che si fanno nelle abitazioni svizzere richiedono energia soprattutto per il riscaldamento dell’acqua, che equivale, a seconda della fonte, a fino a due terzi del consumo di energia complessivo di un lavaggio. È quindi possibile risparmiare energia grazie alle basse temperature. Lavando a 30 gradi si risparmia infatti fino al 70% di corrente rispetto al lavaggio a 90 gradi e fino al 20% rispetto al lavaggio a 40 gradi. Ma anche l’abitudine di rinunciare al prelavaggio, al sovraccarico o all’asciugatura si ripercuote sul consumo e, di conseguenza, sui costi dell’energia durante il lavaggio. Il cestello che gira, a confronto, consuma meno energia. Utilizzando il programma ecologico i capi vengono prima inzuppati diverse volte ed è poi possibile lavarli a temperature più basse.

Lavare a mano è più efficiente rispetto al lavaggio in lavastoviglie della stessa quantità di piatti ecc. Anche quest’affermazione non corrisponde al vero ed è stata confutata da diversi studi. Se si confronta l’energia richiesta per lavare a mano le stoviglie sotto l’acqua calda corrente e l’energia consumata da una lavastoviglie, quest’ultima consuma sicuramente molto meno. Una moderna lavastoviglie con classe di efficienza energetica A+++ per lavare i piatti consuma da sette a dieci litri di acqua calda e da 0,7 a 0,9 kilowattora di corrente. A seconda delle fonti, per lavare a mano si consumano fra tre e sei volte più acqua ed energia.

Rispetto alle lampadine tradizionali è necessaria più energia per produrre le lampadine a LED, per cui queste sono più nocive per l’ambiente. Quest’affermazione è falsa. Per produrre una lampadina a LED sono necessari da tre a quattro kilowattora circa. Sostituendo una lampadina da 60 Watt con una lampadina a LED di pari luminosità è quindi possibile risparmiare energia grigia già dopo circa 70 ore di esercizio. Il ciclo di vita di una lampadina a LED, di contro, ammonta a circa 20 000 ore di esercizio.

L’isolamento termico degli edifici consente di ridurre i costi di riscaldamento in inverno, ma in estate il calore ristagna negli edifici ben isolati. No, si verifica l’effetto opposto: un buon isolamento impedisce al calore di penetrare nelle abitazioni. Nei sottotetti non adeguatamente isolati o sprovvisti di isolamento, in estate la temperatura può raggiungere anche gli 80 gradi.

In Svizzera le ore di sole sono troppo poche per produrre energia fotovoltaica. Quest’affermazione è completamente falsa. Nel nostro paese l’irraggiamento annuo oscilla tra 1050 e 1550 kWh al metro quadrato a seconda del luogo. L’irraggiamento solare sull’intera superficie della Svizzera (41 285 km quadrati) è quindi 200 volte superiore rispetto al totale dell’energia consumata. Alcune località molto soleggiate come Sion (VS) o Samedan (GR) sono addirittura paragonabili alla Toscana o alla Provenza in termini di irraggiamento. Ad ogni modo, l’odierno sfruttamento dell’energia fotovoltaica non dipende tanto dalla rispettiva intensità di irraggiamento: infatti, tra gli Stati che sfruttano maggiormente l’energia solare in Europa non vi sono solo paesi meridionali come la Grecia e l’Italia, ma spiccano anche la Germania, il Belgio e la Repubblica Ceca. Il potenziale di produzione sui tetti e sulle facciate degli edifici svizzeri è elevato e potrebbe arrivare a coprire circa la metà del consumo totale del paese. Attualmente tale potenziale resta quasi completamente inutilizzato: nel 2016, infatti, sono stati installati impianti fotovoltaici solo sul 5% delle facciate e dei tetti adeguati.

Frutta e verdura svizzere non hanno necessariamente un bilancio energetico migliore dei prodotti importati. La regola d’oro secondo cui i prodotti provenienti da coltivazioni regionali sono più ecosostenibili dovrebbe esser presa con le pinze: se frutta e verdura vengono prodotte in serre riscaldate, l’energia necessaria per il riscaldamento rappresenta la parte più grande dell’energia grigia, ovvero l’energia necessaria durante l’intero ciclo di vita del prodotto. Pertanto il bilancio energetico di pomodori, cetrioli o altri ortaggi, prodotti fuori stagione in Svizzera in serre riscaldate con energia fossile, è peggiore rispetto agli identici prodotti importati dall’Europa meridionale. In termini ecologici il trasporto su TIR è meno nocivo rispetto al riscaldamento delle serre. Per questo motivo i consumatori a cui sta a cuore l’ambiente dovrebbero privilegiare verdura di stagione proveniente da coltivazioni all’aperto. Frutta e verdura regionali sono infatti particolarmente ecologiche se sono di stagione.

Energy Challenge 2018 - Energy Challenge 2018 è una campagna nazionale di SvizzeraEnergia e dell'Ufficio federale dell'energia sui temi dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili. 20 minuti è partner media e approfondisce i temi principali con grafici, reportage e interviste. Trovate maggiori informazioni sull'app gratuita per Android e iOS.

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