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05.06.18 - 10:570
Aggiornamento 08.06.18 - 14:13

Cinque modi per ridurre la quantità di rifiuti prodotti

Evitare la plastica, non buttare via il cibo e bere acqua: di seguito troverete alcuni utili consigli per riuscire a limitare ogni giorno un’eccessiva produzione di rifiuti

 

La Svizzera è uno dei paesi che produce più rifiuti in assoluto. Sulla base dei dati forniti dall’Ufficio federale dell’ambiente, solo in Svizzera vengono infatti prodotti ogni anno oltre 700 chili di rifiuti pro capite. In tutta la Svizzera sono presenti 30 impianti di incenerimento di rifiuti urbani che smaltiscono in tutto circa quattro milioni di tonnellate di rifiuti, di cui tre sono rifiuti urbani, mentre il restante milione proviene dalle industrie e dagli Stati esteri confinanti.

Di seguito vogliamo quindi offrire a tutti i consumatori privati cinque pratici consigli per aiutarli a ridurre la quantità di rifiuti prodotti.

Acquistare il meno possibile i prodotti in contenitori di plastica: ridurre la quantità di rifiuti è un processo che inizia già durante l’acquisto. Molti alimenti vengono infatti venduti all’interno di due o addirittura tre confezioni che, nella maggior parte dei casi, sono realizzate in plastica non biodegradabile e quindi inquinante. Tuttavia, molti negozi offrono soluzioni alternative a queste confezioni in plastica. Ad esempio, la frutta, la verdura e le erbe aromatiche possono essere acquistate anche sfuse, mentre lo yogurt, l’olio, l’aceto e le salse come il ketchup, la senape o i vari pesti vengono venduti anche in barattoli riciclabili in vetro. Nel caso della frutta e della verdura evitare di usare sacchetti di plastica risulta piuttosto semplice, dal momento che questi prodotti sono già protetti naturalmente dalla buccia e, nella maggior parte dei casi, verranno comunque lavati o puliti a casa. I peperoni, le melanzane e le zucchine possono essere pesati anche senza ricorrere a un contenitore di plastica o a un sacchetto, ponendoli poi con l’etichetta del prezzo direttamente sul nastro una volta arrivati alla cassa. Per quanto riguarda i fazzoletti di carta, anziché in confezioni singole, si può scegliere di comprarli in un’unica confezione di cartone riciclabile. Per trasportare a casa la spesa è invece possibile ricorrere a sacchetti di carta riutilizzabili, a borse di stoffa o di iuta.

Portare con sé piatti e posate: mentre prendete il caffè la mattina o pranzate fuori o magari mangiate al volo un boccone nel corso della giornata: usare bicchieri, piatti, ciotole o posate riutilizzabili portati direttamente da casa permette infatti di ridurre in modo significativo il consumo di plastica. Molte caffetterie, panetterie e diversi stand che offrono cibo da asporto hanno infatti già iniziato a vendere bicchieri, contenitori o set di posate riutilizzabili e persino a concedere degli sconti sui loro prodotti, se i clienti li consumano in tali piatti e bicchieri.

Evitare gli sprechi alimentari: a seconda delle varie fonti d’informazione, prima di arrivare sulle nostre tavole fino a un terzo di tutti gli alimenti prodotti in Svizzera (circa due milioni di tonnellate all’anno) va perduto o sprecato. Lo spreco alimentare ha effetti molto impattanti sull’ambiente. A livello mondiale, la produzione alimentare rappresenta infatti la causa di circa il 30% di tutti i danni ambientali presenti. Se gettiamo alimenti perfetti nei rifiuti, inquiniamo o consumiamo inutilmente anche risorse scarse come l’acqua, il suolo e le fonti energetiche fossili. Nei paesi industrializzati si assiste spesso a una tendenza eccessiva agli acquisti. Prima di fare la spesa settimanale dovremmo chiederci quante persone e con che frequenza mangeranno a casa la settimana successiva, cosa abbiamo attualmente in frigo e come si potrebbero completare cibi già acquistati con prodotti freschi. Una pianificazione corretta dei menù con conseguente lista della spesa aiuterà ad effettuare gli acquisti in modo più consapevole. E se, nonostante un acquisto oculato, alla fine vi siete comunque ritrovati a comprare una quantità eccessiva di prodotti freschi, potrete sicuramente congelarne una parte per poi consumarla in seguito. Inoltre, prima di scartarli, è importante non giudicare lo stato degli alimenti solo in base alla loro data di scadenza, ma è sempre meglio osservare attentamente il prodotto, annusarlo e tastarlo. Spesso infatti gli alimenti possono essere consumati anche successivamente alla loro data di scadenza senza perdere nulla in termini di gusto o incorrere in rischi per la salute: gli avanzi si rivelano infatti spesso gli ingredienti adatti per preparare moltissime zuppe gustose. La condivisione del cibo offre sicuramente una valida alternativa alle conserve, al congelamento e al riutilizzo degli avanzi. In molte città sono sorte iniziative contro lo spreco alimentare nell’ambito delle quali si scambiano o regalano gli alimenti ancora commestibili ma che hanno già superato la data di scadenza ufficiale.

Shopping sostenibile: ci sono giocattoli che non dureranno fino al prossimo compleanno di vostro figlio o magliette acquistate per soli sette franchi che verranno indossate al massimo una stagione: molti consumatori tendono infatti a comprare a prezzi ridotti prodotti che durano molto poco. Il prezzo di questi articoli è così basso da rendere antieconomici sia un’eventuale riparazione che un possibile riutilizzo e numerosi beni di consumo vengono quindi smaltiti molto prima del tempo.
Contro questa tendenza è senz’altro utile dedicare più tempo alla comparazione dei vari articoli e spendere eventualmente un po’ di più investendo in prodotti che durino anche più a lungo. In questo modo non solo sarà possibile ridurre la quantità dei rifiuti prodotti, ma a lungo termine si risparmieranno anche molti soldi a vantaggio del budget familiare.

Bere acqua dal rubinetto: anche se da decenni l’industria pubblicitaria cerca di convincerci del contrario, l’acqua nelle bottiglie in plastica non è affatto più sana dell’acqua del rubinetto. Evitando di bere acqua minerale o bibite in bottiglie di plastica è inoltre possibile risparmiare energia e ridurre la quantità dei rifiuti. L’acqua dovrebbe infatti essere bevuta, senza ricorrere a una cannuccia, direttamente da un bicchiere di vetro o da una borraccia riciclabile.

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