ENERGY CHALLENGE
17.07.18 - 14:310
Aggiornamento 08.08.18 - 14:13

I pregiudizi seguenti verso i veicoli elettrici hanno qualche fondamento?

Pessima infrastruttura di caricamento, componenti inquinanti e adatti solo per le brevi distanze: analizziamo in dettaglio i pregiudizi più frequenti nei confronti dei veicoli elettrici

 

Su 20 Minuti le tematiche «auto elettriche» e «mobilità elettrica» sono spesso oggetto di accesi dibattiti. Ad esempio un lettore ha commentato un quiz sulle auto elettriche con le seguenti parole: «Si dovrebbe riflettere sulla quantità di energia necessaria per produrre tali veicoli. Solo quando il risultato energetico sarà positivo per le auto elettriche e ibride si potrà davvero parlare di veicoli puliti». Secondo un altro lettore, con il nome utente Rudy Carell: «L’elettromobilità non ha (ancora) futuro». Andi Meyer esprime un’opinione analoga: «La mobilità elettrica non si affermerà mai, le auto elettriche rimangono un’alternativa».

Di seguito vengono passati ai raggi X i pregiudizi citati con maggiore frequenza in tema di elettromobilità.

Attualmente l’autonomia delle auto elettriche è ancora troppo limitata.

Il numero di chilometri percorribili con l’auto elettrica dopo aver completamente caricato le batterie varia sensibilmente. Ad esempio i modelli Tesla della serie S hanno un’autonomia massima di 600 chilometri. Tuttavia anche i modelli più convenienti di Hyundai, Kia e Renault consentono di percorrere distanze tra i 250 e i 300 chilometri con una carica completa. Di conseguenza, è possibile attraversare la Svizzera nella sua massima lunghezza senza doversi fermare a una stazione di ricarica.

Le distanze qui riportate sono quelle indicate dai produttori con prove in laboratorio. Il Touring Club Svizzero (TCS) aveva verificato le auto elettriche in condizioni reali, caricando i veicoli come per un viaggio vacanza. Oltre al conducente erano stati aggiunti il passeggero, con un peso di 75 kg, due figli di circa 30 kg ciascuno e 20 kg di bagagli. Inoltre, l’impianto di climatizzazione era stato regolato alla temperatura di comfort di 22 gradi Celsius. Il giudizio del TCS: «Gli attuali veicoli elettrici consentono di raggiungere autonomie accettabili anche in condizioni gravose, ma a un prezzo: la realizzazione dei veicoli testati ha un costo superiore rispetto alle analoghe auto a carburante di classe paragonabile che, tuttavia, nel ciclo di vita del prodotto, viene compensato dai minori costi di esercizio e manutenzione.»

In Svizzera le stazioni di ricarica per veicoli elettrici sono ampiamente insufficienti.

Non è vero. Non solo l’autonomia delle auto elettriche, ma anche l’infrastruttura per la ricarica dei veicoli elettrici migliorano in continuazione. Secondo Statista, il portale di statistiche, alla fine del 2017 in Svizzera esistevano solo 3500 stazioni di ricarica con cavo normale e almeno 400 stazioni di ricarica ad alte prestazioni. A titolo di paragone: al momento della rilevazione nel 2017 le stazioni di servizio erano 3382. In Svizzera il numero delle stazioni di servizio diminuisce dal 2011, mentre è in continua crescita quello delle stazioni di ricarica per veicoli elettrici.

A causa degli elevati costi di produzione, le auto elettriche hanno un bilancio ecologico peggiore dei veicoli a combustibile.

Questa affermazione è vera solo in parte. Nelle automobili si nasconde una grande quantità di cosiddetta energia «grigia». Si tratta dell’energia necessaria per la costruzione, il trasporto e la vendita del veicolo. La fabbricazione delle automobili elettriche e delle loro batterie è più dispendiosa rispetto a un’auto con motore a combustione. Questo è in parte dovuto al fatto che i fabbricanti utilizzano alluminio leggero. Per la fabbricazione delle automobili con motore a combustione viene spesso impiegato l’acciaio. La produzione di alluminio danneggia l’ambiente più di quella dell’acciaio. Inoltre le automobili elettriche vengono spesso dotate con batterie agli ioni di litio. Per lo smaltimento delle materie prime usate per fabbricare la batteria vengono in parte impiegate e rilasciate sostanze velenose, che vanno a incidere negativamente sul bilancio ecologico delle batterie.

I motori a combustione delle auto sono tuttavia altamente inefficienti, il loro rendimento si situa attualmente fra il 20 e il 25 percento. Il rendimento dei motori elettrici si aggira invece attorno al 90 percento od oltre. Pertanto, un’automobile elettrica necessita di molta meno energia per poter percorrere la stessa distanza rispetto a un motore diesel o a benzina. Secondo uno studio del tedesco Fraunhofer-Institut für Bauphysik, un’automobile elettrica alimentata completamente da energia ecologica, compensa il bilancio ecologico negativo della sua produzione dopo 30 000 chilometri.

Le auto elettriche sono state una tendenza di breve durata già incamminata sul viale del tramonto.

Questa affermazione non corrisponde a verità. Secondo l’Ufficio federale di statistica, le automobili acquistate nel 2017 in Svizzera, ovvero immesse nel traffico, sono state 315 032, con un calo dell’1,3% rispetto al 2016. L’aspetto che colpisce è il calo di circa un decimo (-9,4%) del numero di nuove auto diesel immatricolate. Al contrario è cresciuto il segmento ancora relativamente contenuto delle auto ibride e delle auto elettriche, con valori pari rispettivamente a +11,9% e +39,8%. Alla fine dello scorso anno erano in circolazione in tutta la Svizzera 67 661 veicoli ibridi e 14 539 veicoli elettrici.

A proposito, la storia di questi ultimi risale a molto tempo fa: l’inventore scozzese Robert Anderson costruì il primo carro elettrico nel 1832 o 1839, a seconda delle fonti.

Le biciclette elettriche servono solo alle persone pigre, che non hanno voglia di pedalare.

Questa generalizzazione è troppo semplicistica. Secondo Velo Suisse, nel 2016 sono state vendute in Svizzera 75 000 biciclette elettriche, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Come confermato da Pro Velo, la confederazione delle associazioni locali e regionali dei ciclisti in Svizzera, grazie alle bici elettriche nuove tipologie di utenti tornano alla bicicletta. Di essi fanno parte tra l’altro le persone anziane, i pendolari che devono percorrere distanze maggiori e grandi dislivelli per raggiungere il luogo di lavoro o le famiglie con rimorchi per bici. Inoltre la bicicletta elettrica è un concorrente della seconda auto: sempre secondo l’Ufficio federale di statistica, un terzo dei tragitti percorsi in auto in Svizzera è inferiore a tre chilometri, una distanza che potrebbe essere percorsa, a seconda delle condizioni del traffico e della situazione dei parcheggi nelle località di destinazione, in modo più celere con la bicicletta elettrica. Infine, rinunciare all’auto per passare a una bicicletta elettrica giova particolarmente alla salute e all’ambiente.

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