Screenshot PubliBike
In Svizzera, la maggior parte dell’energia viene consumata per la mobilità interna. Rinunciare all’utilizzo di auto e moto per recarsi a lavoro rappresenta quindi un passo importante nella riduzione del consumo energetico
ENERGY CHALLENGE
18.04.18 - 11:440

«Occorre testare la bicicletta prima di partire»

Il bike sharing risparmia spazio ed energia. Perché le persone vogliono condividere le biciclette e quali sono i rischi?

 

Nei prossimi sei mesi, nell’ambito dell’Energy Challenge 2018 (vedasi anche il box informativo), si intende risparmiare 30 milioni di kilowattora in tutta la Svizzera seguendo semplici consigli su come ridurre il consumo energetico. Anche 20 Minuti, in veste di uno dei partner principali dell’Energy Challenge 2018, contribuirà al raggiungimento dell’obiettivo di 30 milioni di kilowattora di energia risparmiata. In questa primavera ed estate, i collaboratori dovranno raggiungere il loro posto di lavoro principalmente a piedi o in bicicletta.

Poiché in Svizzera la maggior parte dell’energia viene consumata per la mobilità interna, rinunciare all’utilizzo di auto e moto per recarsi a lavoro rappresenta un passo importante nella riduzione del consumo energetico. Quasi il 30 percento del consumo energetico complessivo è causato dal settore dei trasporti. Nei nostri paesi confinanti, Germania e Austria, la situazione è simile.

I giornalisti in tutta la Svizzera a lavoro in bicicletta

Una collaborazione nata recentemente tra 20 Minuti e l’azienda di bike sharing PubliBike mira inoltre a incentivare i collaboratori ad abbandonare i veicoli motorizzati per passare all’uso di biciclette. Nella città di Zurigo la rete PubliBike «Züri Velo» è stata inaugurata all’inizio di aprile con quasi 30 stazioni e 300 biciclette ed e-bike. Nel corso di un anno, la rete dovrebbe ampliarsi arrivando a 150 stazioni e oltre 2000 biciclette ed e-bike. Tutti i collaboratori del gruppo editoriale Tamedia, al quale appartiene anche 20 Minuti, possono usufruire dell’offerta gratuitamente. Le sedi principali di Tamedia a Berna, Losanna e Zurigo e la tipografia di Tamedia a Zurigo saranno dotate di
stazioni PubliBike proprie per consentire ai dipendenti di accedere alle biciclette più facilmente.

Abbattere i costi di acquisto e manutenzione

Perché sempre più persone vogliono condividere la bicicletta? «Innanzitutto, gli utenti apprezzano la flessibilità di poter cambiare in qualsiasi momento il mezzo di trasporto e montare in sella a una bicicletta» osserva Valérie Sauter, CEO del Forum Bikesharing Svizzera. A ricorrere all’offerta del bike sharing sono soprattutto coloro che non possiedono un mezzo proprio in loco, ad esempio pendolari o turisti, o che utilizzano la bicicletta raramente. «Chi usa poco la bici risparmia così sui costi di acquisto e manutenzione, avendo comunque la possibilità di una mobilità combinata.»

Christoph Schreyer, Capo sezione mobilità dell’Ufficio federale dell’energia, definisce la bicicletta «un importante tassello del mosaico del trasporto multimodale» e ricorda un ulteriore vantaggio: «Le bici condivise offrono la possibilità di percorrere velocemente e senza difficoltà tragitti brevi o lunghi, in questo caso principalmente con e-bike, stando all’aria aperta e attivandosi per la propria salute.» Inoltre, le biciclette permettono il collegamento ai trasporti pubblici. Proprio per città con una fitta rete di trasporti e poco spazio sulle strade le biciclette salvaspazio sono ideali, sostiene Schreyer.

Biciclette raccolte e rimosse

Lo spazio urbano tuttavia non è ridotto solo nelle strade, e in molte città svizzere si discute sempre di più in merito all’utilizzo degli spazi pubblici, spesso per via del numero crescente di stazioni di bike sharing. Secondo Schreyer alcune città in Svizzera e soprattutto all’estero hanno ridotto l’utilizzo di sistemi di bike sharing. Le biciclette sarebbero state raccolte dalle autorità e rimosse dagli spazi pubblici.

«Se l’offerta delle aziende di bike sharing è troppo grande rispetto alla domanda, se le biciclette non sono disposte ordinatamente o risultano rotte, occupano inutilmente spazi già ridotti. Ipotizziamo che le biciclette siano parcheggiate male e si trovino ad esempio sul marciapiede: ecco che i pedoni devono camminare direttamente sulla strada e il traffico viene bloccato», illustra Sauter. Ancora non esiste una soluzione unica a questo problema, afferma la dirigente del Forum Bikesharing Svizzera.

Importante: testare la bici prima di partire

Cosa succede quando causo un incidente con una bicicletta noleggiata? «Non cambia nulla se la bicicletta è di proprietà o in prestito: il conducente è responsabile della complessità dei danni» sottolinea Sauter, che consiglia di provare e testare la bici prima di partire: «Si dovrebbero controllare a fondo soprattutto le luci, i freni e le ruote.» Anche se può essere faticoso leggere le condizioni d’uso, queste non devono essere semplicemente ignorate. I minorenni ad esempio sono tenuti a informarsi presso ogni azienda se esiste un’età minima per il noleggio.

Energy Challenge 2018
L’Energy Challenge 2018 è una campagna nazionale di SvizzeraEnergia e dell’Ufficio federale dell’energia (UFE) sui temi dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. L’obiettivo di quest’anno è far sì che la popolazione svizzera, in collaborazione con i partner dell’Energy Challenge 2018, risparmi complessivamente 30 milioni di kilowattora. Anche 20 Minuti, in veste di partner editoriale, approfondisce le tematiche principali con reportage, interviste, consigli sul risparmio energetico e giochi a quiz. Maggiori informazioni nell’app gratuita Energy Challenge per Android o per iOS.

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