Immobili
Veicoli
Deposit
SVIZZERA
16.09.21 - 09:450

A picco il rapporto di fiducia tra datori di lavoro e dipendenti, in Svizzera

Uno studio svolto da von Rundstedt e HR Today ha analizzato il mercato del lavoro elvetico

In particolare, sono stati analizzati i licenziamenti: tra quelli collettivi, ci sono «diversi cattivi esempi» di condotta

ZURIGO - Il forte rapporto di fiducia tra datori di lavoro e dipendenti in Svizzera «si sta sgretolando». Anche poiché sono in aumento le riserve dei datori di lavoro nei confronti delle nuove generazioni, «ritenute troppo esigenti». Inoltre, «licenziare un dipendente poco prima della pensione non è più considerato un tabù».

È quanto è emerso da un'ampia indagine sul mercato del lavoro svizzero, svolta consultando 950 aziende tra aprile e agosto di quest'anno da von Rundstedt, in collaborazione con HR Today.

I risultati dell'analisi hanno mostrato che «la maggioranza delle aziende sta scoprendo che i propri dipendenti si fidano sempre meno». D'altra parte, secondo le aziende, «sempre più spesso i nuovi lavoratori hanno una forte fiducia in sé stessi e un livello di aspettative molto elevato, a fronte di una disponibilità e una capacità lavorativa relativamente modesta» e «questi aspetti mettono a dura prova le relazioni con i datori di lavoro».

L'indagine si è poi focalizzata sul tema del licenziamento, toccando i profili delle persone licenziate, le ragioni, e la professionalità e il comportamento delle aziende.

Motivo principale? «Riorganizzazione»
Anche negli anni caratterizzati dalla pandemia di coronavirus, la maggior parte dei licenziamenti «è riconducibile a interventi di riorganizzazione (44%) e non a ridimensionamenti (14%)». Secondo l'analisi, «l'ondata di licenziamenti da Covid non ha portato a tagli indiscriminati di posti di lavoro». I licenziamenti individuali derivano invece soprattutto «da prestazioni insoddisfacenti o comportamenti indesiderati, piuttosto che da competenze insufficienti».

Inoltre, «sempre più spesso i dipendenti over 60 sono licenziati poco prima del pensionamento (38%)». Una quota che è addirittura al 47% in Romandia, e al 23% in Ticino. In questi casi, però, circa un terzo delle aziende prevede il prepensionamento. «Contrariamente a quanto crede l’opinione pubblica, secondo il 66% degli intervistati, i dipendenti con più di 50 anni non sono svantaggiati nelle scelte di licenziamento. Vi è parità di trattamento», secondo gli autori dello studio.

Dal sondaggio è poi emerso che le aziende svizzere sono generalmente generose quando si tratta di sostenere le persone licenziate. Tra le misure più utilizzate, il congedo anticipato (79%), il sostegno al ricollocamento (63%) e altre indennità finanziarie (48%). Più della metà degli intervistati, inoltre, ritiene che la propria azienda offra buoni servizi di supporto.

Licenziamenti...professionali? 
I licenziamenti in Svizzera sono di buona qualità? Beh, non sempre. 

In primis, bisogna distinguere tra licenziamenti individuali e di massa. Nel primo caso, il termine del rapporto di lavoro è solitamente «professionale e di buona qualità», con molte aziende che «si comportano in modo esemplare: comunicazione, trasparenza e coerenza nei rapporti con le persone sono ben gestiti».

Per quel che concerne i licenziamenti collettivi, invece, «dipende fortemente dall'azienda». Ci sono infatti «numerosi buoni esempi e numerosi cattivi esempi». Di conseguenza, le opinioni degli intervistati differiscono ampiamente: «nella Svizzera tedesca, la pratica è percepita molto più positivamente che nella Svizzera romanda o in Ticino».

Anche in tempi di lavoro da casa, comunque, solo una piccola minoranza di imprese (12%) ricorre regolarmente a una forma virtuale di licenziamento. «Non è stata confermata l’accusa che le aziende stiano giustificando i licenziamenti con il pretesto del Covid», viene infine chiarito, «solo l'11% delle aziende è sospettata di questa pratica».

Referenze, tutto da rifare
Circa il 50% dei responsabili delle risorse umane intervistati non è inoltre soddisfatto della normativa sulle referenze. Di conseguenza, molte aziende (46%) non attribuiscono grande attenzione alla qualità e alla personalizzazione delle referenze lavorative, con molti manager (63%) che non accettano - o accettano con riluttanza - di dare referenze.

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
seo56 4 mesi fa su tio
Difficile prendere posizione in merito. Ognuno ha le sue ragioni e i propri interessi.
demon631 4 mesi fa su tio
Poi quando arrivi a 60 anni pretendono che corri come un 20enne
Dalu 4 mesi fa su tio
Certo, perché da risorsa saggia con esperienza siamo diventati solo un costo! Questa società fa sempre più schifo…
Blobloblo 4 mesi fa su tio
E vogliono ancora aumentare l’età di pensionamento? A questo punto abbassiamola e facciamo lavorare i giovani!
demon631 4 mesi fa su tio
@Blobloblo Ben detto sono con il tuo pensiero
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Economia
SVIZZERA
12 ore
Thomas Oetterli scende dall'ascensore e se ne va
Il CEO di Schindler ha annunciato le proprie dimissioni «con effetto immediato»
UNIONE EUROPEA
18 ore
Unione Europea, niente etichetta di “energia verde” per il nucleare
Lo hanno deciso gli esperti. Il motivo? È a emissioni zero, ma non impatto zero. Bocciato (con riserva) il gas naturale
STATI UNITI
20 ore
Rallenta la crescita degli abbonati, tonfo di Netflix a Wall Street
A pesare è anche l'agguerrita concorrenza e la riapertura dell'economia
SVIZZERA
21 ore
Galaxus aggiunge Decathlon al suo assortimento
Durante la pandemia è cresciuta la domanda di articoli sportivi, ha spiegato il rivenditore
STATI UNITI
1 gior
Instagram e la nuova offerta a pagamento
È in fase di test una funzionalità che permette agli utenti di abbonarsi a dei profili e accedere a contenuti esclusivi
FRANCIA / GERMANIA
1 gior
Il nucleare? «Non è un'energia né sostenibile né economica»
Il segretario di stato tedesco per l'ambiente Stefan Tidow ha espresso la propria contrarietà
MONDO
1 gior
Twitter, un bollino rosso contro le fake news Covid
Arriva l'etichetta "Fuorviante" per contraddistinguere i contenuti «indiscutibilmente falsi o ingannevoli»
STATI UNITI
1 gior
L'improvviso interesse di Google per le criptovalute
La compagnia ha annunciato di aver creato una nuova divisione blockchain, guidata dal vicepresidente Venkataraman
CINA
2 gior
Cina, carbone e promesse di un calo delle emissioni non rispettate
A metà 2021 il governo di Xi Jinping ha messo in atto delle misure drastiche che hanno retto solo fino a ottobre
MONDO
2 gior
WEF, sale il pressing per "carbon tax" e uno stop ai sussidi
Al meeting virtuale si alzano le voci per la svolta nelle politiche climatiche. Le parole di Bill Gates e John Kerry
Copyright ©2022 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile