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SVIZZERA / BRASILE
08.07.21 - 16:300

UBS e Credit Suisse «contribuiscono alla distruzione dell'Amazzonia»

Delle Organizzazioni non governative d'oltre oceano hanno criticato gli investimenti delle due banche elvetiche

ZURIGO - Malgrado i loro impegni in materia di sostenibilità diverse grandi banche, tra cui UBS e Credit Suisse, rimangono coinvolte nel finanziamento e negli investimenti dell'industria del petrolio e del gas nella foresta amazzonica: lo sostiene uno studio pubblicato oggi dalle organizzazioni non governative Stand.earth (attiva in Canada e negli Usa) e Amazon Watch (con sede in California).

Gli standard ESG (environmental, social and governance, cioè ambientali, sociali e di buon governo d'impresa) adottati dagli istituti non permettono di gestire adeguatamente i rischi: non sono sufficientemente robusti per prevenire la distruzione della foresta amazzonica e non affrontano l'urgente necessità di fermare l'espansione globale dei combustibili fossili, afferma in una nota Angeline Robertson, coautrice del rapporto.

«Distruzione dell'Amazzonia»
Nel documento, UBS e Credit Suisse figurano fra gli istituti ad alto rischio i cui investimenti e finanziamenti contribuiscono alla distruzione dell'Amazzonia. Entrambi detengono centinaia di milioni di dollari di obbligazioni emesse per conto di PetroAmazonas, l'unità di esplorazione petrolifera di PetroEcuador, compagnia nazionale dell'Ecuador. I due maggiori gruppi bancari elvetici forniscono anche finanziamenti tramite linee di credito a commercianti di petrolio considerati problematici e che sono stati implicati in recenti scandali di corruzione.

Credit Suisse continua inoltre anche a finanziare il commercio di petrolio nella regione Putumayo dell'Amazzonia colombiana, caratterizzato - secondo lo studio - da una forte resistenza indigena e dalla brutale repressione della polizia. Stando ai ricercatori le politiche ESG adottate dalle banche «sono imperfette e permettono al denaro di continuare a fluire verso imprese coinvolte nell'espansione del petrolio, nella deforestazione, nella perdita di biodiversità, nell'inquinamento, nella corruzione e nella violazione dei diritti dei popoli indigeni», sintetizza Robertson.

«Rispettiamo gli standard»
Contattata dai giornalisti di Le Temps, UBS ha detto di aver ricevuto solo una versione preliminare del rapporto, che secondo la banca presenta alcuni difetti metodologici. La società si dice impegnata a rispettare i più alti standard ambientali e sociali; e assicura di aver rifiutato transazioni in cui l'origine del petrolio era verosimilmente associata a violazioni di questi standard.

Da parte sua Credit Suisse dice di essere impegnato nella lotta per il clima, la protezione della biodiversità e il rispetto dei diritti umani. La banca rivede e adatta regolarmente le sue linee guida settoriali: ad esempio sono state introdotte ulteriori restrizioni sul finanziamento dei combustibili fossili.

Commenti
 
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Gus 2 mesi fa su tio
Non penso che quanto affermato sia vero
Booble63 2 mesi fa su tio
Quando si tratta di soldi.🙈🙉🙊 Sia dal settore finanziario che dalla politica. Svizzera campione del mondo in queste porcate.
F/A-19 2 mesi fa su tio
Svizzera fa rima con il paese più ipocrita al mondo.
T-34 2 mesi fa su tio
Neanche Al Capone in tutta la vita si è beccato le denunce che Credit Suisse accumula sistematicamente entro la fine di ogni mese, per illeciti commessi in ogni angolo del pianeta. Ma le associazioni a delinquere non dovrebbero essere perseguite dalla "polizia" federale, invece di ritrovarsi nelle condizioni di dettare l'agenda alla premiata succursale di UBS chiamata Consiglio federale ? E Federer lo sa che mentre finge di aiutare i bambini africani, la banca dalla quale riceve 1 milione all'anno per fare da testimonial fa crepare i bambini dell'amazzonia pur di fare profitti?
SteveC 2 mesi fa su tio
Il dio denaro è oltre ogni altra divinità
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