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SVIZZERA
16.03.21 - 09:350
Aggiornamento : 11:49

Malgrado la “tegola” di Greensill, Credit Suisse può sorridere

Con un record decennale per i ricavi nel primo trimestre del 2021 e un settore d'investimenti davvero forte

BERNA - Dei 140 milioni prestati alla fallimentare australiana Greensill Capital, Credit Suisse ne ha (per ora) ricevuti indietro solo 50. Malgrado ciò, per il colosso elvetico il 2021 inizia in maniera molto forte come confermato dai risultati d'esercizio resi noti proprio questa mattina.

Per gennaio e febbraio, infatti si parla del «migliore risultato negli ultimi 10 anni per quanto riguarda gli utili ante-tasse», ha confermato l'istituto di credito in una conferenza stampa con gli investitori.

La forza degli investimenti - A trainare Credit Suisse in questo momento di pandemia, sono stati gli investimenti un settore ritenuto «particolarmente buono» così come una performance di vendita e trading «costantemente buona».

Questo ha portato a un aumento dei ricavi del 50% rispetto al precedente anno d'esercizio. Da annotare anche la crescita delle Global Trading Solutions (GTS) così come lo sviluppo «forte», nella divisione Asia-Pacificio. Stabile, invece, il reddito netto da interessi.

Per ora poche insolvenze - Malgrado il periodo d'incertezza dovuto alla pandemia, le insolvenze per quanto riguarda i prestiti rimangono basse. Secondo la banca, i segnali di una ripresa economica globale hanno cominciato a tradursi positivamente per quanto riguarda gli accantonamenti.

Lo scivolone Greensill - Stando a quanto confermato da CS, è aperta la collaborazione con l'amministrazione fallimentare del gruppo australiano che ha già erogato 3,1 miliardi di dollari a una tranche di creditori che avevano partecipato a 4 dei maggiori fondi d'investimento.

Di questi, Credit Suisse ne ha ricevuti 50 (sui 140 prestato), sebbene la vicenda sia ancora nelle fasi proemiali, la banca non esclude che possano esservi «ulteriori costi».

Greensill Capitals, da affare a voragine finanziaria

Di proprietà del magnate australiano Lex Greensill, da lungo tempo cliente di CS, il Gruppo ha gestito per anni un sostanzioso portafoglio di Credit Suisse (circa 10 miliardi, stando al Financial Times). In seguito a una continua serie di segnali d'allarme relativi alle pratiche d'investimento, anche CS ha finito per congelare i suddetti fondi, siglando di fatto il tracollo di Greensill Capitals.

Malgrado tutto ciò, alcuni dirigenti - che da anni avevano rapporti con Mr. Greensill - avevano comunque deciso di erogare un prestito da 140 milioni, contravvenendo all'opposizione dei risk manager londinesi del gruppo in quanto «la restituzione era praticamente impossibile». Sempre stando al Times, la scorsa settimana tre gestori patrimoniali di CS sono stati licenziati, e altri potrebbero seguirli.

Al di là dei prestiti di cui sopra, non è ancora chiaro quali saranno le ripercussioni finanziarie di questa vicenda sul colosso elvetico.

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