Keystone
SVIZZERA
13.08.20 - 08:550
Aggiornamento : 10:05

Primo semestre in calo per Swisscom

L'operatore elvetico ha visto scendere (lievemente) ricavi e redditività. E ha tagliato un centinaio di posti di lavoro.

Sulla fusione UPC-Sunrise, Schaeppi assicura «La concorrenza rimarrà agguerrita. I prezzi non saliranno di certo».

ZURIGO - Affari in calo nel primo semestre per Swisscom: il maggiore operatore telecom elvetico ha visto scendere lievemente sia i ricavi che la redditività. Dall'organico sono anche spariti centinaia di posti di lavoro.

Il fatturato si è attestato a 5,4 miliardi di franchi, il 3,9% in meno dello stesso periodo del 2019, emerge da un comunicato odierno. Su base comparabile la contrazione è stata del 2,7%. Il risultato d'esercizio Ebit è sceso del 2,4% a 983 milioni, l'Ebitda è calato dell'1,4% a 2,2 miliardi, mentre l'utile netto è diminuito del 5,6% a 736 milioni.

Nonostante queste flessioni il Ceo Urs Schaeppi traccia un bilancio che viene definito positivo. «In un contesto di mercato impegnativo abbiamo conseguito un utile d'esercizio praticamente stabile», afferma il manager, citato nella nota. «Reti ben sviluppate, prodotti interessanti e un buon servizio clienti ci hanno consentito di registrare un'elevata soddisfazione della clientela».

A suo avviso permane però la «forte pressione sui prezzi». E Swisscom, a causa del confinamento legato alla pandemia di coronavirus, ha sofferto in comparti come il roaming (gli elevati costi di collegamento che gli svizzeri pagano all'estero: 41 milioni in meno nel primo semestre) e le vendite nei negozi.

Secondo il gruppo - che è controllato per il 51% dalla Confederazione - il notevole incremento dell'utilizzo della rete innescato dal Covid-19 ha reso evidente la grande importanza di un'infrastruttura affidabile e ben sviluppata. «I nostri investimenti continuano a essere ingenti, sia per l'ulteriore ampliamento della rete mobile attraverso il 5G, che per il raddoppio della copertura in fibra ottica entro la fine del 2025», spiega Schaeppi. Swisscom torna anche a criticare le restrizioni al 5G, come le moratorie decise in alcuni cantoni.

Il calo registrato su un mercato elvetico definito «saturo» - il numero di collegamenti di rete fissa a banda larga e di collegamenti TV ha subito una lieve flessione nel primo semestre - è stato in parte compensato da una maggiore efficienza. L'effetto è visibile nell'organico: sull'arco di un anno sono stati tagliati in Svizzera 752 posti di lavoro a tempo pieno, con una contrazione del 4,5%. Complessivamente a livello di gruppo gli impieghi sono quasi 19'600.

Swisscom guarda anche all'estero: l'affiliata italiana Fastweb ha visto il fatturato crescere in tutti i segmenti, raggiungendo 1,1 miliardi di euro (+5,3%). Il risultato d'esercizio al lordo degli ammortamenti (Ebitda) è salito del 4,6% a 365 milioni.

Al capitolo prospettive, Swisscom prevede un fatturato in calo - a causa della diminuzione dei volumi di roaming, sulla scia della pandemia - a circa 11,0 miliardi di franchi. L'Ebitda dovrebbe essere invariato a 4,3 miliardi e gli investimenti sono attesi a circa 2,3 miliardi. Se si confermerà l'andamento previsto, i vertici intendono proporre all'assemblea generale 2021 un dividendo invariato di 22 franchi per azione.

Anche con UPC-Sunrise «la concorrenza rimarrà agguerrita» - Dopo la fusione fra UPC e Sunrise il mercato delle telecomunicazioni elvetico rimarrà competitivo e non ci sono da temere aumenti tariffari: lo ha detto il presidente della direzione di Swisscom, Urs Schaeppi, in margine alla presentazione dei risultati semestrali.

La prospettata unione dei due operatori non cambierà fondamentalmente la dinamica del mercato, ha sostenuto il manager durante una teleconferenza. «La concorrenza rimarrà agguerrita e sarà stimolata dall'innovazione - ha osservato -. I prezzi non saliranno di certo».

A suo avviso il fatto che nel ramo vi sia un consolidamento non deve sorprendere, se si guarda all'estero. Il processo è fra l'altro favorito dalla clientela, che auspica sempre più offerte a pacchetto.

I fornitori di servizi di telecomunicazione sono anche alla ricerca di sinergie, a causa della pressione sui prezzi e sui margini. Inoltre le aziende più grandi sono in grado di affrontare meglio gli investimenti necessari per l'espansione nella telefonia mobile e nelle reti in fibra ottica. «La concorrenza è attiva oggi e continuerà a essere attiva anche domani», si dice convinto Schaeppi.

Non tutti sono comunque della stessa opinione: già l'anno scorso, quando era stata prevista per la prima volta la fusione fra Sunrise e UPC (poi naufragata in seguito all'opposizione di un azionista, che questa volta è favorevole all'operazione) dal fronte dei consumatori erano stati avanzati dubbi. Il pericolo che viene visto è che i numeri uno e due del settore telecom elvetico si guardino bene dal farsi male a vicenda e sfruttino l'elevato potere d'acquisto degli svizzeri, mantenendo tariffe elevate e "mungendo" adeguatamente i loro clienti.

Un'indicazione interessante può essere considerata la reazione della borsa nella giornata di ieri, quando è stata annunciata l'acquisizione di Sunrise da parte del proprietario di UPC, Liberty Global: il titolo Swisscom ha chiuso in progressione del 2,5%, dimostrandosi il più tonico fra quelli dei listino SMI.

Commenti
 
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sedelin 1 anno fa su tio
é così per tutti
francox 1 anno fa su tio
Swisscom continua a licenziare e molto spesso sono i cinquantenni che restano a piedi ma non fa nessuna notizia. Quando alla RSI volevano licenziare dieci collaboratori è successo un finimondo e hanno bloccato tutto mentre Swisscom continua a lasciare a casa persone a blocchi di 750 all'anno e nessuno dice niente. Giornalisti, non c'è solo la vostra sedia!
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