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Scozia
13.10.21 - 16:410

L'energia pulita non scalza la Co2 e i governi non stanno facendo abbastanza per raggiungere le zero emissioni

L'International energy agency lancia un avviso prima della Cop26, «serve vera determinazione»

GLASGOW - I governi non stanno facendo abbastanza. È quanto si evince dalle nuove linee guida dell'International energy agency (Iea). Di questo passo, entro il 2050 non si raggiungerà l'obiettivo zero emissioni, al contrario scenderanno solo del 40%. Secondo l'agenzia è necessario che le politiche cambino e siano più determinanti.

C'è molta caparbietà nello status quo. Anche se negli ultimi anni, e soprattutto nel 2020, l'utilizzo delle rinnovabili si è affermato nel settore dell'energia, con una forte crescita del mercato dei veicoli elettrici, ad esempio, «il 2021 sta assistendo a un grande rimbalzo nell'uso di carbone e petrolio. In gran parte per questo motivo, sta anche assistendo al secondo maggior aumento annuo delle emissioni di Co2 della storia». E questo nonostante il fatto che la «recessione indotta dal Covid dello scorso anno mette a dura prova parti del sistema energetico odierno, innescando forti aumenti dei prezzi nei mercati del gas naturale, del carbone e dell'elettricità».

Ciò che sta succedendo, si spiega nel rapporto, è che «la spesa pubblica per l'energia sostenibile nei pacchetti di ripresa economica ha mobilitato solo circa un terzo degli investimenti necessari per spingere il sistema energetico su una nuova serie di binari». Questo vuol dire che i governi non stanno ancora spingendo abbastanza e in modo decisivo verso una transizione economia verso le energie pulite. E infatti, il gruppo dell'Iea, critica il fatto che i propositi previsti dagli stati in vista della Cop26 non sono sufficienti a raggiungere l'obiettivo zero emissioni, al contrario l’inquinamento non scenderebbe che del 40%.

L'agenzia ha quindi redatto delle linee guida per ridurre del 60% le emissioni entro il 2050. Secondo i loro calcoli, la spesa necessaria a colmare il divario del 20% sarebbe di 4 bilioni di dollari, un numero a dodici zeri, da investire nei prossimi dieci anni. Il 70% di questi andrebbero a confluire nei mercati emergenti e nei Paesi in via di sviluppo.

Fatih Birol, direttore amministrativo dell'Iea ha dichiarato al Guardian che gli piacerebbe «vedere i leader mondiale unirsi in un unico messaggio determinato a volere un futuro con energia pulita. Dovrebbero dire che se investi in vecchie risorse energetiche e sporche, stai perdendo i tuoi soldi. Mentre se investi nell'energia verde, farai grandi profitti».

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