Keystone
William Barr (a sinistra) con Donald Trump (foto d'archivio)
STATI UNITI
02.12.20 - 08:080

Il ministro della Giustizia scarica Trump: «Niente brogli sistematici»

Stretto alleato del presidente, William Barr ha rilasciato dichiarazioni potenzialmente devastanti. Soprattutto per lui.

WASHINGTON - Il ministro della Giustizia americano, William Barr, smentisce clamorosamente Donald Trump sulle accuse di brogli elettorali: «Il Dipartimento della giustizia e quello della sicurezza interna hanno esaminato le accuse di frode sistematica e dell'uso di macchine programmate essenzialmente per stravolgere i risultati delle elezioni, ma per ora non hanno visto nulla che le corrobori e che cambi l'esito del voto», ha ammesso Barr, da sempre uno dei più stretti alleati del presidente.

E forse per farsi perdonare l'effetto devastante delle sue dichiarazioni, ha nominato John Durham procuratore speciale per proseguire anche sotto la nuova amministrazione Biden la controinchiesta sulle origini del Russiagate, considerato da Trump un complotto dell'amministrazione Obama contro la sua elezione. Ma questo non l'ha salvato dall'essere convocato immediatamente alla West Wing, col rischio di essere silurato o costretto alle dimissioni.

Intanto il presidente sta architettando l'ultimo dispetto prima di lasciare la Casa Bianca: disertare la cerimonia del giuramento di Joe Biden il 20 gennaio e tenere nello stesso giorno un evento in stile campagna elettorale per lanciare la sua candidatura alle presidenziali del 2024. Finora solo altri tre presidenti avevano snobbato la cerimonia d'insediamento del loro successore: John Adams, John Quincy Adams e Andrew Johnson. Ma nessuno l'ha boicottata con un gesto di sfida così aperto e insolente.

L'annuncio del ritorno in campo potrebbe arrivare prima della fine dell'anno. Trump ha già accantonato 170 milioni di dollari dopo aver lanciato, all'indomani delle elezioni, la sua campagna contro i brogli. E gran parte delle donazioni sollecitate per 'Election Defense Fund' è andata in realtà a un comitato creato a metà novembre per finanziare le sue prossime mosse politiche. Illuminante il nome scelto per il comitato: Save America.

Nel frattempo il presidente uscente pondera le prossime grazie, dopo quella al suo ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn. Nella lista di amici e alleati è entrato anche il suo avvocato personale Rudy Giuliani, nel mirino della procura di New York per i suoi maneggi in Ucraina contro i Biden, come emerso nell'impeachment contro Trump: il legale avrebbe discusso con il presidente la possibilità di una grazia preventiva.

Come quella che Trump sarebbe tentato di concedere a se stesso e alla sua famiglia per evitare, durante l'amministrazione Biden, eventuali indagini che minerebbero la sua stessa ricandidatura. Ma finora nessun presidente ha mai tentato di graziare se stesso e molti giuristi sono scettici sulla costituzionalità di una mossa del genere. Quando Richard Nixon considerò l'ipotesi per sé durante il Watergate, il dipartimento di Giustizia elaborò un memo che la bocciava come illegale. L'unica strada sarebbe dimettersi e farsi «perdonare» dal vice Mike Pence.

Joe Biden intanto ha presentato formalmente a Wilmington la sua squadra economica, che rafforza l'immagine dell'amministrazione più «diversa» e femminile della storia americana. «È un team testato e orientato verso le famiglie, gli aiuti all'economia sono in arrivo», ha assicurato prima di sollecitare il Congresso ad approvare al più presto nuovi aiuti Covid, in attesa del piano che presenterà dopo l'insediamento con l'obiettivo di «un'economia che non escluda nessuno».

In prima fila l'ex presidente della Fed, Janet Yellen, che sarà la prima donna al Tesoro statunitense, affiancata dal primo afroamericano a rivestire il ruolo di vice segretario, Adewale 'Wally' Adeyemo, attualmente presidente della Fondazione Obama a Chicago. Yellen si è impegnata a «ricostruire il sogno americano» sottolineando la necessità di garantire una ripresa economica che includa tutti e di affrontare più profondamente problemi strutturali come le disparità razziali e di genere. «Stiamo affrontando una crisi storica, è essenziale che ci muoviamo con urgenza», ha ammonito.

Nella squadra anche la docente di Princeton Cecilia Rouse, prima donna afroamericana a guidare il Council of Economic Advisers, di cui faranno parte anche gli economisti Jared Bernstein, ex capo economista della campagna di Biden, ed Heather Boushey, attiva sul fronte delle ineguaglianze economiche. Neera Tanden, direttrice generale dell'istituto democratico di analisi Center for American Progress, sarà invece la prima donna a dirigere l'Ufficio per la gestione e il bilancio della Casa Bianca. Nomine che dovranno essere approvate in Senato, dove diversi esponenti della maggioranza repubblicana hanno già annunciato la loro opposizione a Tanden, una figura divisiva che ha detrattori anche a sinistra. Il controllo del Senato sarà deciso in un paio di ballottaggi il 5 gennaio in Georgia, dove Trump si farà vedere sabato per un primo comizio.

Dall'esito di questo voto dipenderà anche l'entità della manovra contro la pandemia cui lavora il team di Biden: se i repubblicani mantenessero la maggioranza al Senato, il presidente eletto dovrebbe accontentarsi di un'iniziativa più contenuta nella consapevolezza che il Grand Old Party non approverebbe nuovi stanziamenti astronomici. Oggi un gruppo bipartisan al Senato ha svelato un piano da 900 miliardi di dollari.
 
 

Commenti
 
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seo56 1 mese fa su tio
Forza Trump! La storia ti darà ragione
F/A-19 1 mese fa su tio
@seo56 Vedrai che appena lo tolgono dal piedistallo verrà perseguitato penalmente per tutte le porcherie che ha fatto, a partire dalle molestie sulle donne....
joe69 1 mese fa su tio
Senza vergogna.... Intanto i 170 milioni che ha accumulato chissà che fine faranno... poi il comitato fondato da Trump: " Save America " , come se a lui interessasse l'America.... nn si può sentire 🤣, ridiamo per nn piangere.... Spero ne nasca uno di contrapposizione... "Save America da Donald Trump"...
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