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MONDO
01.12.20 - 07:160
Aggiornamento : 07:53

«La parte ricca del mondo vede l'uscita dal tunnel. Ma non i paesi poveri»

235 milioni di persone avranno bisogno di aiuti umanitari nel 2021. L'ONU annuncia un piano da 35 miliardi

GINEVRA - Il numero di persone che necessitano di assistenza umanitaria è cresciuto - sotto la spinta del Covid-19 - del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un balzo (purtroppo) da record.

Una popolazione di 235 milioni di persone si trova in questa situazione. Se tutte queste persone vivessero nello stesso paese, questo sarebbe il quinto più grande al mondo. Guerre, conflitti, spostamenti forzati, ma ci sono anche gli effetti del cambiamento climatico e, ora, la pandemia.

Per questo l'ONU - con i suoi partner - ha annunciato per il 2021 un piano che richiederà 35 miliardi di dollari, con l'obiettivo di aiutare 160 milioni di persone fra le «più vulnerabili». Una risposta coordinata, suddivisa in 34 piani d'azione che coprono 56 paesi, che sarà presentata questa mattina a Ginevra.

«Il sistema d'assistenza umanitaria ha dimostrato nuovamente il suo valore nel 2020, fornendo cibo, medicamenti, riparo, educazioni e altri beni essenziali a decine di milioni di persone», ha dichiarato, citato in una nota, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. La crisi però «è lungi da essere conclusa».

L'effetto della pandemia di coronavirus ha complicato inevitabilmente queste risposte. «La parte ricca del mondo vede ora la luce alla fine del tunnel. Ma lo stesso non vale purtroppo per i paesi più poveri», ha sottolineato il numero uno del coordinamento degli aiuti umanitari dell'ONU, Mark Lowcock. «Siamo di fronte a una scelta chiara. Possiamo far si che il 2021 sia l'anno del grande capovolgimento - mandando in fumo 40 anni di progressi - o possiamo lavorare insieme affinché tutti possiamo trovare una via per uscire da questa pandemia».

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